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domenica 5 febbraio 2012

150 manières d'accomoder les sardines

Come anticipato in uno degli ultimi post, la gita a Losanna ci ha riservato una bella sorpresa: nel quartiere più centrale della città, non lontano dalla cattedrale, ci siamo imbattute in una deliziosa libreria specializzata in volumi (antichi e moderni) di cucina: la librairie Gastéréa (Rue Cité-Derrière 3, CH-1005 Lausanne).

Librairie Gastéréa, Losanna
Librairie Gastéréa, Losanna


Un posto davvero carino e suggestivo, con un' ampia collezione di libri antichi (per lo più in francese, ma anche nelle altre lingue della Svizzera e in inglese) e una piccola sezione di libri moderni e di manuali di cucina svizzera. Ci vorrebbe un posto così in ogni città!
La mia golosità per i pesciolini (alici e sardine in particolare) mi ha fatto soffermare in particolare su un volume del 1898 intitolato "150 manières d'accomoder les Sardines" (vedi foto qui sopra!)... e (sorpresa!) Ru se ne è ricordato e me l'ha regalato per il mio compleanno, ordinandone una ristampa moderna da una libreria della Provenza!!
copertina originale di150 manières d'accommoder les sardines,
di A. Caillat (chef de cuisine) Ed. Colbert, Marseille 1898.


È un libro antico di cucina, molto diverso da quelli a cui siamo abituati e pur nell'edizione moderna, conserva il fascino del libro di altri tempi. Le ricette sono numerate, non c'è la lista di ingredienti all'inizio, dosi e istruzioni sono un po' vaghe, lasciando spazio alla fantasia e alla voglia di sperimentare del lettore. Le poche illustrazioni presenti sono dei disegni a china.

Eccomi quindi subito a provare la prima ricetta:

Bouillabaisse* de sardines (formule n. 4)
Non ho trovato le sardine, quindi l'ho sperimentata con le alici. Riporto qui gli ingredienti secondo le dosi usate da me (ho cercato il più possibile di seguire la ricetta originale):

Ingredienti (per circa 4 persone)
* 500g di alici (una dozzina e mezzo di sarde molto fresche secondo Caillat)
* 2 cipolle
* un pomodoro
* olio extravergine d'oliva
* 2 spicchi d'aglio
* pepe & sale
* un rametto di finocchietto (io ho usato una manciata di semi)
* un po' di scorza di arancia
* un bicchiere di vino bianco
* un pizzico di zafferano
* una foglia d'alloro
* una fetta di pane per ciascun piatto

bouillabaisse de 'Sardines'

Preparazione
1 Pulite le sardine.
2 Tagliate sottilmente le cipolle e fatele rosolare nell'olio. Tagliate anche il pomodoro e aggiungetelo. Quindi unite due grossi spicchi d'aglio, una foglia di alloro, un rametto di finocchietto, un po' di scorzette d'arancia, sale e pepe.
3 Diluite con 3/4 di litro d'acqua e un bicchiere di vino bianco. Fate bollire e quindi aggiungete le sardine e lo zafferano. Dopo 7 o 8 minuti di bollore a fuoco vivo, togliete dal fornello.
4 Separate il grosso delle sardine dal brodo. Versate il brodo su una fetta di pane nel piatto fondo e stendete le sardine su un piatto piano. Insaporite tutto con del prezzemolo fresco e servite caldo.


* la bouillabaisse è piatto provenzale (originario di Marsiglia):
Originariamente si trattava di un piatto dei pescatori che, scegliendo il pesce destinato alla vendita, mettevano da parte certi pezzi da preparare per sé e per la propria famiglia. È dunque un piatto semplice e familiare che, nel corso degli anni, è stato perfezionato e che può compredere ora un fondo di cottura e anche dei crostacei. Generalmente la Bouillabaisse viene servita in 2 piatti differenti: il pesce da una parte, il brodo su un fornelletto scaldavivande. Secondo il gusto personale, i due componenti possono essere mescolati in un piatto fondo o serviti a parte. [...]


domenica 29 gennaio 2012

Losanna, Neuchâtel e la ribollita...

Questo post aspetta da un bel po' di essere scritto... a Novembre infatti Vera è venuta in Svizzera a trovarci e ne abbiamo approfittato per fare qualche gita, goderci i colori dell'autunno (che qui sono davvero meravigliosi!) e cucinare un po' assieme.

Una passeggiata in campagna e poi in partenza...

Losanna-Neuchatel con Vera
verso Losanna (nella foto: VerA)

...prima tappa Losanna: arrampicata sulle colline e affacciata sul lago. Chiacchiere e risate fra le vie tortuose e in salita,
Losanna
Losanna
fino alla meritata pausa con il tè marocchino.
Losanna-Neuchatel
Losanna (nella foto: SiLviA)
A Losanna abbiamo anche trovato una deliziosa libreria gastronomica, ma questo sarà argomento di un altro post...
Poi Neuchâtel, una delle mie città svizzere preferite. Anche qui si respirava un aria francese, anche qui tante salite e bellissimi colori autunnali...

domenica 4 settembre 2011

la zuppa 'Miranda' (e il nostro UndiciPerDue)

Ancora non abbiamo avuto tempo di sistemare tutte le nostre foto delle vacanze e riordinare i ricordi in un piccolo diario di viaggio qui sul blog, ma oggi ho preparato una zuppa speciale che evoca un momento particolare della nostra vacanza, quindi ve lo racconto, prima di presentare la ricetta.

Il primo pomeriggio a Lucca è trascorso a zonzo per le vie del centro e si è concluso con un giro (fitness) attorno alle mura al tramonto, giusto per non perdere l'allenamento, dopo le lunghe passeggiate sulla spiaggia dei giorni precedenti. La vista della città dalle mura con la luce della sera era magica, ed era bello trovarsi lì assieme a tanti lucchesi che passeggiavano o correvano (e a qualche americano in bicicletta). Per la cena avevamo già prenotato in un'osteria molto bella, vicino a Piazza Anfiteatro, consigliata anche dalla nostra guida, ma poi i piani sono cambiati... Infatti dalle mura abbiamo scorso un'osterietta deliziosa, illuminata da tante lampadine e candeline, dalla quale proveniva della musica jazz: sul muro esterno dell'edificio (una casetta gialla) erano proiettate le immagini di un film in bianco e nero.... era tutto così perfetto che ci siamo guardate e abbiam deciso di sederci a mangiare lì e disdire immediatamente la prenotazione nell'altro posto.

Osteria Miranda (Lucca)
osteria Miranda, Lucca



Osteria Miranda
le mura di Lucca e l'Osteria Miranda

Il nostro tavolo - di legno grezzo - era l'11 per 2 (e quale se no?), sapientemente apparecchiato con tovagliette di cotone ricamate, sottopiatti, portatovaglioli e posate d'argento, incantevole porcellana con ciotoline da insalata troncoconiche (© VerA), paniere di ferro un po' vintage. Su ogni tavolo e sulle mensole delle librerie all'interno erano sparpagliate mille candeline accese.


11 per 2


I proprietari poi erano davvero gentili e simpatici; un unico misunderstanding con i gestori: alla richeista di un bigliettino da visita pro-memoria, ci viene recapitato al tavolo un piatto di ceramica dipinto a mano sui toni del rosso, con le generalità del locale. Perplesse sul da farsi (".... poco pratico, anche se carino ...nell'agendina proprio non ci sta... e se invece è lì solo per copiarci il numero di telefono e poi noi lo rubiamo?..."), alla fine abbandoniamo il piatto al suo destino, sul tavolo UndiciPerDue...

Inutile dire che, dopo averne assaggiato la cucina, è diventato il nostro posto preferito e ci siamo tornate tutte le sere successive, finché l'ultimo giorno abbiamo lasciato anche un messaggio scritto sulla tovaglietta di carta del nostro tavolo fuori, chissà se i gestori l'hanno letto!

Il piatto forte della prima cena all'osteria è stata una zuppa di ceci, con calamari e salvia. Purtroppo non ho la ricetta orginale, così ho provato un po' ad inventarla. Il risultato è davvero buono, anche se forse non come la zuppa di Lucca! Eccola qui:

Ingredienti
* 500g di ceci secchi (metteteli a bagno la notte prima)
* 10 foglie di salvia
* un po' di rosmarino
* una cipolla
* 5 patate piccole (tipo novelle)
* 2 pomodori
* 5 calamaretti
* mezzo bicchiere di vino bianco
* 3 spicchi d'aglio
* mezzo limone
* olio extravergine d'oliva 
* sale & pepe

zuppa di ceci, calamari e salvia
zuppa Miranda

Preparazione
1 Soffriggete due spicchi d'aglio in poco olio, aggiungete i ceci scolati, la maggior parte della salvia, il rosmarino, coprite d'acqua e salate. Lasciate cuocere un quarto d'ora in pentola a pressione (o credo almeno un'oretta in pentola normale).

2 Nel frattempo soffriggete la cipolla in poco olio, con le patate tagliate a fettine sottili e i pomodori. Aggiungete sale e pepe. 

3 Una volta cotti i ceci, uniteli al resto e continuate a cuocere a fuoco lento fino a che la zuppa non abbia raggiunto la consistenza desiderata. Quindi passatela fino ad ottenere una crema.

4 Intanto pulite i calamari e tagliateli grossolanamente e scottateli in padella con l'aglio, aggiungete un po' di vino bianco e di succo di limone. Salate, pepate e lasciate andare finché il sughetto non si sia ritirato.

5 Infine servite ciascun piatto di zuppa decorandolo con le foglie di salvia, un filo d'olio e un calamaro.



Osteria Miranda (Lucca)

domenica 28 agosto 2011

Pimientos de Padrón + viaggi

È da un po' che manchiamo qui sul blog (quasi un mese!): che fine abbiamo fatto? Prima di tutto io sono stata una settimana a Stoccolma per una conferenza, e prima di partire sono stata molto occupata a preparare la presentazione e a finire il lavoro da presentare, o quanto meno a provarci. Poi un'altra settimana di lavoro e quindi: vacanze! Quest'anno R. non ha potuto fare vacanze e già il primo settembre inizierà un lavoro nuovo, purtroppo lontano da Zurigo, così fra poco resterò sola qui, almeno durante la settimana. Quindi sono partita per una settimana in Toscana con Vera! È stato un viaggio breve, ma intenso e bellissimo: abbiamo chiacchierato e riso davvero tanto, visto posti magici, assaggiato piatti squisiti, cantato Elisa in macchina, sgridato il nostro navigatore Tom che ogni tanto era un po' distratto, "dato i numeri" con la macchina fotografica... insomma abbiamo per un po' staccato la spina da tutti i piccoli problemi di tutti i giorni e forse ci siamo avvicinate ancora di più!

podomani - Lucca
S e V


Per il resoconto del nostro viaggio (anche culinario), dovrete aspettare ancora un po'!

Per ora vi lascio questa ricetta (non toscana, nè svedese, ma spagnola) semplicissima e sfiziosa (anche se a dire il vero l'ho assaggiata l'ultima volta proprio a Stoccolma!):

Pimientos de Padrón
Si tratta di una tipica tapas spagnola a base di friggitelli, ovvero peperoncini verdi, nella fattispecie quelli di Padrón in Galizia. I miei invece erano un regalo di E. che me li ha portati dall'orto di sua cugina vicino a Salerno (Grazie!). Per chi fosse interessato i Calycanthi hanno scritto un bel post a proposito con qualche notizia in più.

Ingredienti
* 5-6 friggitelli (peperoncini verdi) a testa
* 1 spicchio di aglio
* olio per friggere
* sale a scagliette (io ho usato del sale grosso)

Pimientos de Padrón
pimientos de Padrón


Preparazione
Lavate i peperoncini, asciugateli e friggeteli in una padella con un po' di olio e uno spicchio di aglio. Quando la pellicina inizierà a sollevarsi, saranno pronti. Scolateli dall'olio e usate un po' di carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Condite con il sale a scaglie.

e qualche cartolina da Stoccolma:

Stoccolma
Stoccolma


Stoccolma
Stoccolma

mercoledì 27 luglio 2011

homemade quark

Giovedì sera la mia collega M. ha ospitato una cena fra donne, in cui ognuna portava qualcosa. Lei ci ha offerto un buonissimo quark fatto in casa. Mi è subito venuta voglia di provare a prepararlo anch'io, così le ho chiesto la ricetta.
Il quark è un formaggio fresco di mucca molto popolare nei paesi germanofoni ed è alla base della Käsekuchen, ovvero del cheesecake. Qui in svizzera si trova dappertutto e spesso viene anche mangiato al posto dello yogurt con la frutta, ma in Italia è più difficile da trovare, quindi forse questa ricetta potrebbe interessare anche a molti lettori.

Alla fine mi son trovata a fare lo yogurt, il quark e la pizza, tutto contemporaneamente: si può proprio dire che la mia cucina era tutta un fermento! ;-)

Ingredienti
* 1 litro di latte fresco
* 250ml di latticello (in Italia si può trovare in alcuni negozi biologici)

Preparazione
1 Scaldate il latte a 30ºC. Quindi unite il latticello e mescolate con cura.

2 Coprite il contentire del latte e avvolgetelo in uno strofinaccio o, meglio, con una coperta di lana in modo che resti a una temperatura costante di (25-30ºC).

3 Dopo 24 ore, riaprite il recipiente. Mettete un panno di stoffa pulito sopra ad un colino (io ho usato uno scolapasta con dentro un fazzoletto bianco) e versate sopra il composto in modo che la parte più solida si separi dal liquido. Ci metterà 5-8 ore a separarsi completamente (dipende da quanto denso si desideri che sia). [State molto attenti nel fare questa operazione! Il mio primo tentato quark infatti è finito sul pavimento! Avevo sottovalutato la quantità di liquido che sarebbe filtrato]

quark


Il liquido avanzato non è altro che il siero del latte: non buttatelo, potresteusarlo al posto del latticello per una nuova produzione di quark (in questo caso basterà un bicchiere di siero per ogni litro di latte) oppure per fare della ricotta. Il siero dura circa una settimana in frigo, oppure può essere surgelato.

Alla fine da un litro di latte e 250ml di latticello ho ottenuto: circa 330g di quark e 750ml di siero di latte.

English (thanks to M.)
Ingredients
* 1 l fresh milk
* 250ml buttermilk


Preparation
1 Put the milk in a pot on the stove. Bring the milk at a temperature of 30ºC (better to use a thermometer!). Pour in the buttermilk and stir carefully.

2 Close the pot. Wrap it in a kitchen cloth or blanket (it should be between 25 and 30ºC) and let it stand for 24 hours.

3 After this time, open the pot. Nothing seems to have changes... instead...
Put a colander over a bowl, and a kitchen cloth over the colander. Pour the quark on the kitchen cloth.
You will see that it is much denser now. In this way you can separate the cheese from the whey** (which will be collected in the bowl). It will take few hours (5-8) to completely separate (It depends on how dense you want the quark to be). Better to put the bowl in the fridge during these hours.
As soon as it reaches the desired density... it's done!

** Remember to not throw away the whey percolated through the colander. It can be used, instead of the buttermilk, to start a new quark production. In this case, just use one glass of whey for every liter of fresh milk. The whey lasts for one week in the fridge, but it can be frozen and lasts more!

PS: Chissà se sarà fatto con il quark anche l'indimenticabile New York cheescake di Barcomi's a Berlino?

domenica 24 luglio 2011

polpo alla luciana

Ultimamente il tempo passato ai fornelli è stato poco, ma questo finesettimana ho cercato di recuperare e ora ho un po' di post in bozza quasi pronti da essere pubblicati.
Inizio subito con una ricetta semplice ed estiva a base di polpo che ho preso dal mio  libro di ricette di pesce delle osteria d'Italia (Slow Food edizioni)

polpo alla luciana In genere il polpo fresco mi resta sempre un po' duro, ma questa volta mi è venuto tenerissimo: il segreto credo sia stato martellarlo con il pestello (o se avete uno schiaccia carne, ancor meglio) per qualche minuto prima di metterlo in pentola. In fondo i pescatori in genere sbattono i polpi sugli scogli, questa mi è sembrata l'alternativa più semplice in assenza di scogli (sigh)...
Da qualche parte avevo letto che un trucco è anche quello di cucinarlo assieme ad un tappo di sughero (???), anche se non ho capito perché (sembra tanto una leggenda metropolitana... o meglio culinaria), o al limone. Ho provato anche questo trucco, ma son convinta che il segreto del successo sia piuttosto l'averlo martellato!

Nella cassetta delle lettere trovò una grossa busta a sacchetto, il postino l'aveva piegata in due per farcela entrare. Non c'era nessuna indicazione del mittente. A Montalbano era venuto pititto, raprì il frigo: polipetti alla luciana e una semplicissima salsa di pomodoro fresco. Si vede che la cammarera Adelina nn aveva avuto tempo o gana. In attesa che l'acqua degli spaghetti bollisse, pigliò la busta.
da La voce del violino di Andrea Camilleri (prima edizione 1997), pag. 139 ed. 2006, Sellerio editore
Quando tornò in commissariato, della faccenna del contadino e del suo bùmmolo se ne era completamente scordato. Andò a magiare alla trattoria San Calogero, si sbafò mezzo chilo di polipetti che squagliavano in bocca, bolliti e conditi con sale, pepe nìvuro, oglio, limone e prezzemolo. Rientrato in ufficio vide Fazio e Consolaro Damiano gli tornò in mente.
da Gli arancini di Montalbano di Andrea Camilleri (prima edizione 1999), pag. 40, Mondadori editore

Ecco la ricetta:

Polpo alla luciana
ricetta di Concetta De Carlo, Napoli
 tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

Ingredienti
* 1.2kg di piccoli polpi (io invece ho usato un solo grande polpo)
* 2 spicchi d'aglio
* un ciuffo di prezzemolo
* 2 cucchiai di succo di limone
* 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
* sale & pepe nero

Preparazione
1 Pulite bene i molluschi, rovesciate le sacche e vuotatele delle interiora; privateli degli occhi e lavateli accuratamente [il mio polpo per fortuna era già pulito! A questo punto l'ho messo su un tagliere di legno e l'ho pestato con il pestello per qualche minuto].

2 Sistemate i polpetti in un tegame capace, irroranoli con un po' di acqua e cuoceteli per un tempo variabile dai 25 ai 45 minuti, secondo le dimensioni [io li ho cotti per 35 minuti in pentola a pressione in acqua salata, con un po' di limone e con il tappo di sughero (???)].

polpo alla luciana

3 Scolatelo e, dopo averli tagliati a piccoli pezzi [eliminando la gran parte della pelle che a questo punto si staccaherà facilmente], conditeli con l'aglio tritato, l'olio extravergine d'oliva, il succo di limone [io ne ho messo proprio un goccino, visto che avevo già cotto il polpo nel limone], abbondante prezzemolo tritato, sale [io non ne ho aggiunto] e pepe nero macinato al momento.

4 Prima di servirli attendete una decina di minuti, affinché la salsa insaporisca i polpetti e ne intenerisca le carni.

Nota: All'origine del nome di questa ricetta non ci sarebbe una signora Luciana, ma le consuetudini alimentari degli abitanti di Santa Lucia, quartiere napoletano che un tempo era borgo di pescatori.

domenica 5 giugno 2011

Quiche zucchine caprino e pomodorini

Era in programma da settimane, ormai! La festa di primavera! Festa in onore di Manu e dei suoi 50 anni (portati in modo invidiabile!): occasione per stare insieme, al di fuori del lavoro, per passare qualche ora a ridere e scherzare, anche di sciocchezze (ma in fondo, non è questo il bello, poter fare pensieri frivoli e leggeri, qualche volta?!), ed essere noi, lasciarci un po' andare, con le persone con le quali, nel bene e nel male, condividiamo gran parte del nostro tempo. Io e Benedetta eravamo impegnate su più fronti, gastronomico in primis! Anche se con tempi un po' stretti, ce l'abbiamo fatta. È andato tutto bene. Il menu è stato apprezzato, sembra, e la serata è stata piacevolissima, con un clima perfetto, per fortuna. 

Ricette nuove da proporvi, ma anche classici super collaudati, come la super focaccia di Anice&Cannella, e due ricette che io e SiLviA adoriamo, l'insalata di arance e finocchi e l'insalata di spinaci freschi con mele, pecorino e noci (anche se io spesso preferisco il parmigiano).

Per cominciare vi presento questa quiche, tratta da Kitchenqb.

Ingredienti per l’impasto brisé

200g farina | 90g burro | 1 uovo | 10ml di acqua fredda | un pizzico di sale

1 Mettete in un contenitore la farina setacciata ed aggiungete il burro tagliato precedentemente a cubetti lavorandolo con le dita fino a quando non sia tutto incorporato con la farina. 
2 A questo punto unite un pizzico di sale, l’uovo, sbattuto leggermente, e l’acqua, lavorando il tutto fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. In questa fase consiglio sempre di tenere un pò di farina a portata di mano che vi aiuterà a lavorare l’insieme meglio. 
3 Avvolgete l’impasto ottenuto in un foglio di pellicola e mettete in frigo per due ora circa prima di cominciare a lavorarlo.

Per il ripieno

pomodorini 500g | zucchine genovesi 2 | formaggio caprino morbido 200g (io ho usato 150g di caprino e 150g di ricotta) | paprica qb | sale e pepe qb | olio evo qb
DSC_0044

1 Tagliate le zucchine genovesi a rondelle non troppo spesse e sbollentatele in abbondante acqua salata per qualche minuto in modo che si ammorbidiscano un po’. Scolatele, mettetele in un piatto per farle raffreddare e conditele con un filo d’olio sale e pepe. 
2 Lavate i pomodorini, metteteli interi in una padella antiaderente o in un wok, e lasciateli saltare un minuto giusto il tempo di condirli con un filo d’olio sale e pepe, mettete in un piatto a raffreddare. 
3 Prendete la pasta brisé che riposa nel vostro frigo, stendetela in una spianatoia aiutandovi con un po’ di farina, posizionatela nella teglia in modo che aderisca perfettamente alla base e ai bordi e bucherellate con una forchetta. 
4 Mettete sul fondo le rondelle di zucchine che formeranno il primo strato, poi il formaggio caprino, dove ho messo sopra un pochino di paprica e un pizzico di pepe, e poi posizionate i pomodorini interi tanto da ricoprire tutta la superficie della quiche. 
5 Fate cuocere in forno per mezz’ora a 180°C avendo cura di mettere la teglia nella parte bassa del forno per non fare annerire i pomodorini.

mercoledì 1 giugno 2011

tortina di caprino, zucchine e menta + 'campagna campagna'

(post veloce)

Prima di tutto la ricetta:
tortina caprino e zucchine
tortina caprino, zucchine e menta
Ingredienti
per la pasta brisée: 300 g di farina * 150g di burro * qualche cucchiaio di acqua fredda * 1 pizzico di sale.

per il ripieno: 300g di formaggio di capra fresco * 150g di panna da cucina * 2 uova * 20 foglioline di menta * 2 zucchine grandi * una spolverata di parmigiano grattugiato * un filo d'olio d'oliva * sale & pepe.


Preparazione
1 Mettete la farina e il burro (freddo) a pezzetti in una terrina con un pizzico di sale.
2 Impastate velocemente fino a quando il burro avrà assorbito tutta la farina. Mentre la lavorate se notate che si sta sbriciolando aggiungete qualche cucchiaio di acqua fredda. Quindi formate una palla di pasta e lasciate in frigorifero per mezz'ora.
3 Tagliate le zucchine a fettine sottili. Mescolate il formaggio fresco di capra con la panna, le uova, il sale e il pepe. Unite la menta tritata finemente e mescolate ancora.
4 Quindi stendete la pasta brisée su una teglia leggermente imburrata e versate il ripieno. Poi coprite con le fettine di zucchine, cospargete con il parmigiano grattugiato e un filo d'olio d'oliva. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti.

ricetta tratta da Inchiostro e Farina  

Oltre ad aver provato questa buonissima ricetta primaverile di Inchiostro e Farina (che Vera aveva messo fra le nostre mille bozze del blog!), questo fine settimana ci siamo goduti il sole (che ormai pare un ricordo lontano) in bicicletta per la campagna svizzera fra cicogne, falchi, mucche e campi di fragole... 

ma non ho proprio tempo per scrivere in questi giorni, quindi vi racconto tutto con le foto... 


'campagna campagna'




'campagna campagna'






'campagna campagna'







domenica 1 maggio 2011

pasta con i vrocculi arriminati

Mio papà mi ha regalato il libro dei "Calycanti" la cucina Siciliana: il bello è che me lo comprato senza sapere che fosse degli autori de La cucina di Calycanthus e senza sapere che io fossi una lettrice del loro blog... Semplicemente vedendolo in libreria ha pensato che potesse piacermi: e non si sbagliava!
Ho voluto subito provare una loro ricetta e ve la riporto qui sotto.





Pasta con i vrocculi arriminati
pasta con i vrocculi arriminati
Ingredienti
* bucatini
* 1 cavolfiore
* 1 cipolla
* 2 spicchi d'aglio
* 3 filetti di acciughe sottosale
* 50g di pinoli
* 50g di uva passa
* 1 bustina di zafferano o 3-4 filamenti
* olio extravergine d'oliva
* sale


Preparazione
1 Tagliate le cime del cavolfiore, lavatele con cura e sbollentatele qualche minuto in abbondante acqua salata. Scolate con una schiumarola quando son ben al dente conservando interamente l'acqua di cottura.
2 Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella larga, unite i filetti di acciuga dissalati, l'uvetta rinvenuta in acqua, i pinoli, lo zafferano e infine il cavolfiore a pezzi e lasciate cuocere coperto a fuoco dolce con mezza tazza d'acqua di cottura del cavolfiore.
3 Nel frattempo cuocete la pasta nell'acqua di cottura rimanente, scolate ben al dente e versate nella pentola con il condimento, rimestate bene (vale a dire arriminate) e servite.

ricetta tratta da la cucina Siciliana di Maria Teresa Di Marco, Marie Cécile Ferré
e Maurizio Maurizi (ovvero i Calycanti) - Guido Tommasi Editore



Anche il cielo inquieto della Svizzera - pieno di nuvole pesanti, sprazzi di sole e temporali improvvisi - sembrava riflettere il mio umore di questi giorni: per fortuna ho trovato un ombrello (o forse una mano amata...) per ripararmi. 
Copio qui sotto questa poesia che ho letto sul blog di Nina, spero che lei non me ne vorrà...
Buona settimana a tutti!
Guarda non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.

[...]


io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito

e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo e la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
(J. Cortazar)

domenica 3 aprile 2011

pesci d'aprile (ovvero biscotti salati pecorino e origano)

Avevo voglia di usare le mie formine da biscotto a forma di pesce preparando dei biscotti salati di antipasto. Ho preso ispirazione da questi biscottini salati al pecorino e timo da accompagnare ad una salsa di pomodorini, olive e miele di Fior di frolla. Sfortunatamente la mia piantina di timo non è sopravvissuta al gelo invenale quest'anno, così ho deciso di usare l'origano. Al posto delle olive verdi ho optato per le taggiasche, di cui siamo ghiotti. Scrivo veloce la ricetta e poi esco a fare una passeggiata approfittando del sole primaverile di questi giorni! Buona domenica a tutti!

Biscotti salati al pecorino e origano con pomodorini e olive (di Fior di Frolla)

pesci-biscotti d'aprileIngredienti per circa 18-20 biscotti:
* 200 g di farina 00
* 120 g di burro freddo di frigo
* 75 g di pecorino stagionato grattugiato
* un po' d'acqua
* 2 cucchiai di origano
* un pizzico di sale

Per i pomodorini al miele con olive:
* 400 g di pomodori ciliegini
* 60 g di olive taggiasche denocciolate
* 2 cucchiai di miele di acacia
* olio extravergine di oliva
* sale & pepe



Preparazione
1 Tagliate il burro a cubetti e lavoratelo in una ciotola con la farina, il pecorino grattugiato, l'origano e il sale.

2 Incorporate i tuorli, uno per volta e, se necessario, aggiungete un po' d'acqua, continuate ad impastare fino a quando otterrete una pasta liscia e omogenea.

3 Mettete l'impasto in frigo a raffreddare per un paio d'ore.

4 Stendete l’impasto con il mattarello su una spianatoia infarinata (spessone di circa mezzo cm) e ritagliate i biscotti con le formine (i pesciolini nel mio caso!). 

5 Disponete i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno e cuocete nel forno già caldo a 180° per circa 20 minuti, finché i biscotti saranno leggermente dorati.

6 Tagliate i pomodorini, metteteli in una ciotola e conditeli con il miele, l’olio extravergine di oliva, il sale e il pepe; poi fateli saltare in padella per qualche minuto, fino a quando il loro liquido si sarà quasi del tutto asciugato. Decorate i biscotti con i pomodorini mescolati alle olive (NB: i biscotti vanno decorati con i pomodorini e le olive solo qualche minuto prima di servire per non far loro perdere la friabilità).

ricetta tratta (e leggermente modificata) da Fior di frolla

pesci-biscotti d'aprile

domenica 20 marzo 2011

calamari semplici (e... primavera!)

Sta arrivando la primavera! Oggi si è fatta già intravedere qui in Svizzera: sebbene l'aria fosse ancora un po' fredda, il cielo era limpido e colorato di quell'azzurro speciale che si vede solo qui!  
Mentre fuori splendeva il sole, nei nostri piatti facevano la loro bella figura questi calamari cucinati in un modo molto semplice, ma che ne fa risaltare benissimo il sapore.



Ingredienti (per 2 persone)

calamari semplici
* 10 calamaretti

* 2 spicchi d'aglio

* olio extravergine d'oliva

* un ciuffo di prezzemolo

* mezzo bicchiero di vino 
bianco

* un limone

* sale & pepe








calamari sempliciPreparazione
1 Pulite i calamari. Intanto soffriggete l'aglio in una padella con un filo di olio.


2 Unite i calamari e lasciate soffriggere per qualche minuto. Versate sopra il vino, salate, pepate e unite la scorza di limone e un po' di succo. Cuocete fino a quando il sugo non si sia asciugato. Prima di servire aggiungere qualche foglia di prezzemolo.

















 Buon inizio di primavera a tutti!


primavera




Ringraziamo tantissimo Nina per il graditissimo premio Liebster Blog che ci ha assegnato. Seguendo le regole del premio, cioè:
  1. Accettare il premio e scrivere un post nel proprio blog;
  2. Scegliere dai 3 ai 5 blog che seguite e che siano nati da poco o abbiano meno di 100 lettori fissi e comunicare loro che hanno vinto;
  3. Linkare il blog della persona che ve lo ha inviato.
lo riassegnamo a Nina (che se lo merita!) e ad altri 3 bloggers internazionali:

Valeria di My Love Life Food al momento negli USA
Tina di Colore in Cucina anche lei dalla Svizzera
e i mitici Pellegrini di Artusi da Parigi

domenica 6 marzo 2011

zuppa di merluzzo e finocchi (© la cucina di calycanthus)

Avevamo voglia di una zuppa di stagione, ma ero stufa di cavoli e cavoletti! Mi è venuto il soccorso il blog de la cucina di Calycanthus (uno dei miei preferiti) con questa zuppa che Maite definisce un po' nordica, ma che con il limone e il finocchio mi lascia in bocca un sapore anche un po' mediterraneo!


Ingredienti
zuppa di finocchi e merluzzo* 3 filetti di merluzzo (400 g circa)
* 3 finocchi
* 2 scalogni
* 1/4 di l di latte
* 1 cucchiaio di farina
* 1 noce di burro
* la scorza di un limone e, possibilmente, due foglie
* sale e pepe


Preparazione
1 Cuocete a vapore il merluzzo (con un po' di sale) per pochi minuti in acqua aromatizzata con qualche grano di pepe e se possibile qualche foglia di limone (altrimenti bene anche la scorza), tenetelo da parte.

2 Lessate due finocchi e conservare l’acqua di cottura.

3 Affettate sottilmente gli scalogni e fateli andare con il burro, unite il cucchiaio di farina e piano piano il latte. Nel frattempo frullate insieme i finocchi e il merluzzo e aggiungerli al composto. Lasciate cuocere allungando con il brodo di cottura dei finocchi.

4 Aggiustate di sale e pepe e al momento di servire guarnite con finocchio crudo affettato sottile e la buccia di limone.

ricetta tratta da La Cucina di Calycanthus



Buon carnevale a tutti!

Carnevale

che voglia di frittelle! Vera, vorrei tanto fossi qui a prepararle insieme a me, come l'anno scorso!

domenica 27 febbraio 2011

calamari ripieni (5) alla siciliana (+ attacchi di poesia)

Dopo una settimana quasi totalmente dedicata al lavoro, avevo voglia di mettermi un po' ai fornelli. Era tanto che non compravo dei calamari e, per trovare nuove idee, ho cercato nel blog di Silvia (Kitchenqb) che mi ha fatto scoprire da poco Francesca. Ho scelto questa sua ricetta un po' agrodolce e mediterranea di calamari ripieni alla siciliana, con pomodori, uvette, pinoli, peperoncino e arancia. Un po' di sole e di mare in tavola, mentre fuori è sempre grigio e freddo!


attacchi di poesiaPrima di scrivere la ricetta, volevo segnalarvi un'iniziativa per l'8 marzo, secondo me molto carina, che ho trovato su Poetry Attack (blog di Giorgia Vezzoli, poetessa, blogger e attivista nel campo dei diritti delle donne). Ecco di cosa si tratta:
Per l’8 marzo vogliamo reclamare e declamare i nostri diversi modi di essere donna in modo creativo. Come? Attraverso la poesia che, proprio come noi, trova poco spazio sui media e nella società!
Facciamo la rivoluzione culturale, riportiamo la poesia in mezzo alla gente, per ricordare a noi e a chi ci sta intorno l’importanza delle parole e la bellezza di una rappresentazione molteplice delle donne contro il modello unico imperante.

PER STRADA: L’8 marzo scendi in strada con una poesia o dei versi sulle donne appesi al collo (basta fare un semplice cartello con del cartoncino).
Puoi andare al lavoro, salire sull’autobus, passeggiare con amiche ed amici con il tuo cartello poetico. Puoi anche fermarti in uno spazio pubblico e leggere la poesia!

SU FACEBOOK: Pubblica la foto del tuo "cartello poetico" sulle donne come immagine del tuo profilo Facebook per tutta la settimana dal 6 al 13 marzo.
In questo modo, se non potrai fare il tuo “attacco di poesia” per strada, la foto dei versi che hai scelto sarà comunque un poetry attack a spasso per la Rete! 

Vivendo in un paese straniero e non avendo un account Facebook, credo che parteciperò a modo mio: scrivendo la mia poesia qui sul blog! Sarebbe molto bello se questa iniziativa si diffondesse!


 
e ora la ricetta:

Ingredienti
* 10 calamari piccoli
* 6 pomodori di media grandezza (sostituibili con pomodoro pelato)
* 1 spicchio d'aglio
* mezza cipolla
* pinoli e uvetta a piacere
* 100g pangrattato
* olio
* sale & peperoncino
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* 1 arancia da spremere

Preparazione
1 Pulite i calamari, tagliando i tentacoli a pezzetti e mettendoli da parte. 

calamari ripieni alla siciliana
2 Scaldate dell'olio in una padella e fate soffriggere a fiamma dolce la cipolla, tagliata finemente, e lo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete al soffritto il pomodoro, salate e aggiungete il peperoncino. Lasciate cuocere per 5 minuti. 

3 A questo punto aggiungete i tentacoli, una parte di vino bianco,  uvetta e pinoli. Unite il pan grattato. Il tutto deve risultare asciutto. 

4 Prendete le sacche dei calamari e, aiutandovi con un cucchiaino, riempitele con il composto così ottenuto. Chiudetele con uno stecchino ed adagiatele in una teglia aggiungendo il resto del vino bianco.State attenti a non riempire troppo le sacche dei calamari perché cuocendo, si ridurranno di volume e, se troppo piene, 'esploderanno' (come è successo a me!).

5 Infornate a 150° per 20' e a metà cottura spremete sopra il succo di arancia.

ricetta tratta da kitchenqb

...e per dessert?...  ve lo scrivo nel prossimo post!

domenica 9 gennaio 2011

zuppa di carote viola

Al mercato in Svizzera mi capita spesso di trovare delle verdure insolite, oppure verdure comuni, ma di colori strani: zucchine gialle, carote pallide, bianche, verdine o addirittura viola! Ho provato diverse volte le zucchine gialle che trovo molto 'scenografiche', ma non avevo mai sperimentato le carote variopinte; poi, qualche settimana fa, ho visto questo post su Il Pasto Nudo e ho deciso di provare anch'io a fare una zuppa viola!
Curiosa di capire come mai le carote viola si trovino spesso in Svizzera, ma non le abbia mai viste nei mercati italiani ho fatto una piccola ricerca su internet e cosa scopro? Che le carote viola sono originarie dell'antica Persia e che le carote arancioni, come le mangiamo solitamente, sono frutto di una selezione genetica ad opera degli olandesi in onore alla loro dinastia regnante (gli Orange), ormai 500 anni fa. Scopro inoltre che le carote viola sembrano avere molte proprietà nutrizionali e che sono in grado di contrastare i danni della cattiva alimentazione, difendendo così da obesità, ipertensione e sindrome metabolica meglio delle varietà arancioni, come rilevato da una ricerca dell'University of Southern Queensland e dell'University of Queensland, diretta dalla professoressa Lindsay Brown e pubblicata sul British Journal of Nutrition (*). Le carote viola inoltre contengono antocianine, sostanze antiossidanti che bloccano i radicali liberi e danno loro il colore rosso-viola e acido fenolitico, carotenoidi ed antinfiammatori vari e in dosi superiore alla carote arancioni.

Sono rimasta davvero sorpresa da quello che ho letto, in particolare nello scoprire che ormai siamo talmente abituati alle carote arancioni da aver perso memoria del fatto che un tempo non fossero di quel colore. Ho anche domandato ad un collega olandese se lui lo sapesse, ma nemmeno in Olanda pare sia rimasta memoria di questo cambiamento.


(*) Hemant Poudyal, Sunil Panchal and Lindsay Brown (2010). Comparison of purple carrot juice and β-carotene in a high-carbohydrate, high-fat diet-fed rat model of the metabolic syndrome. British Journal of Nutrition, 104, pp 1322-1332 doi:10.1017/S0007114510002308.

La ricetta che ho preparato si ispira ad una zuppa molto semplice e molto buona che ho assaggiato a casa di una mia amica argentina.


zuppa di carote viola
Ingredienti
* 1kg di carote viola
* 1 cipolla
* 1 patata
* 1 ciuffo di prezzemolo
* dado vegetale
* 100g di gorgonzola
*  sale & pepe
* noce moscata
*  olio extravergine d'oliva

Preparazione
1 tritate la cipolla e fatela imbiondire in un tegame con un cucchiaio d'olio. Intanto sbucciate e tagliate a rondelle le carote e la patata, quindi aggiungetele al soffritto.

2 preparate un po' di brodo con il dado vegetale e aggiungetelo al tegame fino a coprire completamente le verdure. Salate, pepate, aggiungete un pizzico di noce moscata e cuocete a fuoco lento per una mezz'oretta. Se usate la pentola a pressione bastano 7 minuti dal fischio della valvola.

3 Una volta completata la cottura passate la zuppa e cuocete fino a raggiungere la densità che preferite. Quindi aggiungete del prezzemolo fresco e qualche cubetto di gorgonzola che si scioglierà con il calore. Il sapore deciso del gorgonzola contrasta bene con il sapore dolce delle carote, un abbinamento che mi piace molto.

Nota: rispetto alla zuppa de Il pasto Nudo, la mia è molto meno violetta, molto più bordeaux. Consultandomi con l'autrice ho scoperto il mistero: le sue carote, come nella foto che ha aggiunto in fondo al post, erano viola con l'interno bianco, mentre le mie avevano la parte centrale arancione: le sue certo danno un colore più particolare alla zuppa!

carote viola

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