Visualizzazione post con etichetta concorso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta concorso. Mostra tutti i post

sabato 16 aprile 2011

blowin' in the wind

questa specie di amore
questa specie di amore
o
Io & Nina

how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?


Come dice Bob Dylan the answer is blowing in the wind, così il vento di Aliseo ha portato anche a Nina il verdetto del suo contest e... il mio post ha vinto!
In questo periodo in cui il lavoro e qualche preoccupazione mi lasciano davvero poco tempo per tutto il resto, è stata una sorpresa bellissima leggere il verdetto di Nina!
E finalmente, con quasi una settimana di ritardo, riesco a scriverlo anche qui sul blog: sono davvero molto felice, è il contest più bello che potessi vincere! 
Riporto qui la motivazione di Nina:
Per il presente e per il davvero. Silvia ha visto nella realtà ciò che è reale nelle cartonine, lo ha ritrovato, lo ha tradotto dall'attorno-a-sè, nelle sue memorie e nel suo cammino. Che è quello che Nina vuole fare, il motivo per cui esiste, come leggerci dentro "l’effetto della propria causa". Traduzioni condivise.
Il bello di tutto questo non so come chiamarlo, è sempre difficile per me definire in modo preciso ciò che mi riguarda: ma è proprio in quegli sguardi, reali, che io vedo il mio desiderio, e il cerchio gigantesco si chiude.
E arrivare alla fine del post di Silvia e ritrovarmi specchiata attraverso la sirena con lei, ha fatto correre l'Aliseo. Nella leggerezza di ogni parallelismo, naturale come un sesto senso, "dicendo quanto sia bello ritrovarmici ogni volta riflessa...". 
È il segreto che non è più segreto, ma, anzi, è visibile e in un'altra lingua.
... sono davvero contenta di essere la traduzione: in particolare in questo periodo della mia vita in cui molte lingue si mescolano nelle mie giornate e nei miei pensieri, mi piace moltissimo questa definizione!

... ringrazio tanto Nina, Ninochedisegnasullasabbia, l'Aliseo e anche m.c. con il suo blu (che ti trascina a volare sopra il cielo o dentro l'acqua).


...e parto per una settimana in Francia (ma sempre per lavoro), à bientôt!

venerdì 11 marzo 2011

questa specie di amore

Volevo tanto partecipare al contest di Nina e mi sono resa conto di averlo in fondo già fatto mille volte: tutte quelle che, vedendo uno dei suoi disegni e sentendolo mio, le ho scritto subito un'email per raccontarle le mie sensazioni!

...come quando ho visto la mia poltrona e mi è subito venuto un tuffo al cuore pensando a quella verde di mio nonno, su cui giocavo da piccola a cavalcioni sul bracciolo o disegnando con le dita sul velluto...

La mia poltrona
la mia poltrona o quella di mio nonno

Mi è capitato tante volte di rivedere nei disegni di Nina emozioni che avevo già sentito e che lei aveva racchiuso in pochi bellissimi tratti essenziali, come se lo avesse fatto per me. 
Allora ho pensato di partecipare mostrando a tutti alcune delle cose a cui Nina mi fa ripensare e che avevo immortalato già in qualche foto, oltre che nella mia memoria...

...come la signora parigina qui attend circondata dai suoi ricordi...

elle attends
j'attends, j'attends - elle attend


... o il faro a Ninopoli, che invece io ho visto fra le onde di Biarritz...

faro a Ninopoli... o a Biarritz... 
faro a Biarritz o faro a Ninopoli

... o l'orchestrina jazz di strada che ha perso un componente... e io l'ho ritrovato da Nina, impresso sulla carta carbone...


carta carbone
carta carbone


...oppure avrei potuto dire che mi sento proprio come l'ombrellone piantato sulla sabbia in una spiaggia d'inverno, scosso solo dal vento e dalle parole di una poesia di Alda Merini... ma non sapevo proprio cosa scegliere... 


Allora ho pensato che forse avrei potuto raccontare tutta questa specie di amore che sento per i tratti inconfondibili di Nina, dicendo quanto sia bello ritrovarmici ogni volta riflessa...
questa specie di amore
questa specie di amore
o
Io & Nina

... come una delle sue sirene...

Con questo post, al limite della squalifica, partecipo al contest di Nina




grazie mille a J. che mi ha aiutato a migliorare il fotomontaggio!

domenica 23 novembre 2008

Dolcetti internazionali di Natale

Siamo state invitate a partecipare al concorso di Giallo Zafferano "Sapore di Sfida 2 - Dolcetti di Natale" finalizzato a raccogliere ricette di Natale, nuove, inventate e rielaborate, e abbiamo accettato molto volentieri!


L'idea che ci è venuta è quella di raccogliere alcune ricette di dolci appartenenti a diverse tradizioni che in qualche modo fanno parte della nostra vita da raccogliere in un cesto di Natale... un po' internazionale (un po' come il nostro blog)!




Honiglebkuchen (biscotti di miele e zenzero)
Questi biscotti dal nome tedesco, probabilmente di origine austriaca, sono tradizionali della zona di Trieste e dell'Istria e della Dalmazia. La cucina di queste regioni è estremamente particolare perchè influenzata da quella italiana, austrica e propriamente balcanica e quindi comprende sia ricette mediterranee, che continentali. Questa ricetta è tratta dal libro di ricette triestine, istriane e dalmate (la mia è una delle prime edizioni!) della mia nonna di Pola.

Ingredienti:
200g di miele
350g di farina
100g di zucchero
100g di fecola
1 uovo
50g di mandorle
50g di cedro
spezie (cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano)

Preparazione:
Intiepidite il miele fino a renderlo fluido e impastatelo con lo zucchero, la farina, la fecola, l'uovo, le mandorle sminuzzate, il cedro a pezzetti e tutte le spezie. Aggiungete un pizzico di sale, 2 cucchiai di ammoniaca in polvere sciolta in un po' di vino o liquore e lasciate riposare il tutto per una notte.
Il giorno dopo ricavate una sfoglia alta 0.5cm e ritagliate i biscotti con gli stampini. Collocate i biscotti su una lastra imburrata o coperta da carta da forno e cuocete a 200º per 20 minuti. I biscotti riusciranno duri, ma si ammorbidiranno spontaneamente.
- Silvia


Basler Brunsli
Fra i biscottini di Natale, non potevano mancare quelli Svizzeri, visto che ormai da più di un anno abito a Zurigo. A dire il vero in Svizzera si preparano diversi tipi di biscotti di Natale, ma fra tutti (Mailänderli, Zimtsterne, Spitzbuebe, Chräbeli, Läckerli...) ho scelto questi perché sono al cioccolato... e io adoro il cioccolato!!

Ingredienti:
150g zucchero
1 pizzico di sale
200g di mandorle in polvere (io ho usato le nocciole)
una punta di coltello di cannella
100g di farina
2 albumi montati a neve
100g cioccolato fondente
2 cucchiaini di Kirsch


Preparazione:
Mescolate in una ciotola lo zucchero e tutti gli ingredienti fino alla farina inclusa.
Montate a neve gli albumi e mescolateli all'impasto. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il kirsch mescolando di tanto in tanto. Stendete l'impasto, ricavando una sfoglia dello spessore di 1cm, su una superficie cosparsa di zucchero; formate delle stelline con gli appositi stampini, posizionatele su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate asciugare per 4-5 ore.
Cuocete 10 minuti nel forno preriscaldato a 250º a metà altezza. Una volta cotti, lasciarte raffreddare i biscotti su un una griglia.

Grazie mille a Zorra per avermi indicato il link alle sue ricette dei biscottini di Natale svizzeri e a Giovanna per avermi aiutato con la traduzione delle ricette dal tedesco!
- Silvia



Io, invece, vi propongo altre tre ricette. Una è tipica veneta, legata alla tradizione contadina, era l'antico pane dolce di Natale, preparato anche per la festa conclusiva dell'Epifania, alla quale è rimasto poi associato. Fino alla metà del secolo XX era preparato con un impasto di farine di frumento e granoturco, uva passita, fichi secchi, gherigli di noci, semi di finocchio, ridotto a forma di parallelepipedo molto basso, avvolto in foglie di verza e cotto sotto la cenere del focolare...Un dolce che faceva la nonna, che facevano le zie... che, il papà mi racconta, per molti anni era scomparso, ora è stato recuperato e viene riproposto da panifici e pasticcerie come un qualcosa di ricercato: la Pinza.

Pinza
Ingredienti:
500 g di farina gialla da polenta | 100 g di farina di frumento | 2 uova | 200 g di uvetta | 200 g di fichi secchi | una bustina di lievito | una manciata di semi di finocchio | 2 cucchiai di pinoli | 50 g di strutto o burro | 2 cucchiai di zucchero | un bel po' di latte

Una variante prevede l'utilizzo del pane raffermo, anziché della farina, e altre l'aggiunta di una mela grattuggiata e della scorzetta di un limone o di un'arancia non trattati.

Impastate insieme la farina gialla da polenta con la farina di frumento, le uova, l'uvetta ammorbidire in acqua tiepida, i fichi secchi ridotti in pezzettini, il lievito, i semi di finocchio, i pinoli, lo strutto (o burro), un po’ di latte per bagnare la pasta (che dovrà risultare piuttosto tenera, dato che la farina gialla per cuocere ha bisogno di assorbire tanto liquido). Mettete il composto in una tortiera ben unta di burro e fate cuocere in forno a fuoco moderato. Fate la prova delle stecchino per controllare il punto di cottura; quando uscirà asciutto vorrà dire che la pinza è cotta. Si mangia tiepida o fredda.



Le altre ricette invece sono americane, visto che devo cominciare a familiarizzare con i gusti e le tradizioni a stelle e strisce, in vista della mia futura partenza, l'anno prossimo. Una ricetta è proprio tipica, un must, direi: i Gingerbread. A Natale, in America e nei Paesi del Nord Europa, il gingerbread, un impasto speziato che si presta a realizzare decorazioni per l'albero e per la tavola e ha un sapore e un profumo assolutamente unici, è veramente d'obbligo.

Gingerbread
Ingredienti per n biscotti (dipende dalla misura)

Per l'impasto chiaro: 150 g di farina | 1 tuorlo | 85 g di burro, freddo e a cubetti | 3 cucchiai di miele liquido | 1 cucchiaino di cannella in polvere | 1/4 cucchiaino di zenzero in polvere | burro per la teglia.
Per l'impasto scuro: come per quello chiaro, sostituendo il miele con la melassa e unendo 50 g di cacao in polvere.
Per decorare: 1 albume | zucchero colorato | glassa | dragées argentate

Mettete la farina, la cannella e lo zenzero in un mixer, unite il burro ed impastate leggermente fino ad ottenere un composto della consistenza delle briciole. Aggiungete il miele ed azionate il mixer finché il tutto si amalgama e forma un impasto soffice.
Infarinate leggermente il piano di lavoro ed il mattarello e poi stendete l'impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm. Ricavate le varie forme con i tagliabiscotti. Se intendete usarli come decorazione, usate uno stecchino di legno per praticare un foro in cima a ogni biscotto in modo da poterci poi infilare il nastro.
Disponete i biscotti sulla teglia imburrata distanziandoli leggermente e metteteli in frigorifero per 10 minuti. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180º per circa 10 minuti finché risulteranno dorati. Lasciate intiepidire per 5 minuti e poi trasferiteli su una griglia di metallo a raffreddare completamente.
Una volta freddi, potete tenere i biscotti così come sono, oppure infilarci un nastrino, decorarli con della glassa o con le dragées argentate. Lasciate solidificare ed infine appendeteli all'albero!
Se li decorate è meglio consumare i biscotti entro 24 ore oppure conservarli in un contenitore ermetico e consumarli entro 4 giorni. I biscotti non decorati possono essere congelati per al massimo un mese.



L'altra è una ricetta che ho trovato in un libricino, Biscotti in Festa di Cucina Moderna: i biscotti di Natale di Sinclair Lewis, vincitore del premio Nobel e del Pulitzer, autore di Elmer Gantry.

Biscotti di Natale di Sinclair Lewis
Ingredienti per circa 24 biscotti

110 g di burro molto morbido | 150 g di zucchero semolato | 1 uovo grande, leggermente sbattuto | 150 g di farina | un pizzico di sale | 3 cucchiai di cacao in polvere | 1 cucchiaio di bourbon o di latte | 40 g di mandorle tritate

Raccogliete il burro morbido e lo zucchero in una ciotola e lavoratelo a crema con una frusta elettrica o con un cucchiaio di legno finché diventa cremoso; sempre sbattendo, unite l'uovo.
Setacciate la farina, il sale ed il cacao nella ciotola, unite il bourbon e le mandorle e mescolate bene con il cucchiao di legno.
Calcolando un cucchiaio colmo per biscotto, fate cadere l'impasto in montagnette sulla placca da forno imburrata, distanziandole bene tra loro.
Fate cuocere in forno preriscladato a 160º per 10-12 minuti finché si rassodano (non devono diventare dorati).
Lasciate intiepidire i biscotti sulla placca per 2 minuti e poi trasferiteli su una griglia di metallo a raffreddare completamente.
Conservateli in un contenitore ermetico e consumateli entro 4 giorni; in alternativa potete congelarli per un mese al massimo.

VerA







... ed ecco qui il nostro "cesto" di dolcetti natalizi internazionali!




lunedì 6 ottobre 2008

La ricetta dell'infanzia - il tiramisù della mamma

La torta di compleanno, delle feste con gli amici, della convalescenza. Il dolce della colazione più bella e buona del mondo, nelle giornate d'inverno.

Io e Ru piccoli ne andavamo pazzi, ed anche adesso che siamo cresciuti, che lui è in Svizzera e io qui, il tiramisù vuol dire casa, vuol dire famiglia, vuol dire amore.

La ricetta della mamma per 4 persone:
  • 250 g di mascarpone

  • 3 uova

  • 2 cucchiaio di zucchero

  • 1 cucchiao di rhum

  • savoiardi

  • caffé

  • cacao
Crema di mascarpone. Sbattete bene il tuorlo con lo zucchero e aggiungete il mascarpone ed il liquore. Lavorate a lungo il composto, infine unite il bianco d'uovo a neve. Mescolate bene e mettete in fresco.

Preparate un buon caffé e fatelo raffreddare.

Imbevete i savoiardi nel caffé e fate un primo strato in un contenitore rettangolare di circa 24x20 cm.

Ricoprite i biscotti con un primo strato di crema al mascarpone.

Fate un secondo strato di savoiardi e ricopriteli con la crema rimasta. Mettete in frigorifero per qualche ora. Prima di servire spolverizzate con abbondante cacao.

Con questa ricetta, peraltro inflazionata su questo blog, partecipiamo al concorso indetto da Sigrid, Cavoletto di Bruxelles, a cui vi rimando per i dettagli, e che scade oggi a mezzanotte! Affrettatevi con i ricordi!!!

VerA

i più cucinati della settimana

Related Posts with Thumbnails

ipse dixit...

  • meglio un asino vivo che un dottore morto! (zia laura)
  • quel che non strangola... ingrassa! (zia laura)
  • non ti curar di lor, ma guarda e passa (dante alighieri)
  • the most important thing is to enjoy life - to be happy - that's all that matters (Audrey Hepburn)
  • ho imparato tante cose qui... non solo a cucinare, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare... (dal film Sabrina)
  • ergastolo in vita! ai lavori "sforzati"! (zia laura)
  • "calandra" (cioè cassandra), verace sempre, creduta mai... (zia laura)
  • tutti i nodi vengono al petto (laura)

gocce di rugiada

  • one step at the time
  • siamo qua tre giorni con ieri l'altro
  • chi semina vento raccoglie tempesta
  • chi semina raccoglie
  • chi si ferma è perduto
  • tutto il mondo è paese
  • meglio soli che male accompagnati
  • meglio tardi che mai...
  • aiutati che il ciel t'aiuta
  • finché c'è vita c'è speranza
  • cuor contento ciel l'aiuta!
  • gratis et amore dei
  • via il dente, via il dolore!
  • chi si accontenta, gode!
  • sursum corda!