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domenica 1 maggio 2011

pasta con i vrocculi arriminati

Mio papà mi ha regalato il libro dei "Calycanti" la cucina Siciliana: il bello è che me lo comprato senza sapere che fosse degli autori de La cucina di Calycanthus e senza sapere che io fossi una lettrice del loro blog... Semplicemente vedendolo in libreria ha pensato che potesse piacermi: e non si sbagliava!
Ho voluto subito provare una loro ricetta e ve la riporto qui sotto.





Pasta con i vrocculi arriminati
pasta con i vrocculi arriminati
Ingredienti
* bucatini
* 1 cavolfiore
* 1 cipolla
* 2 spicchi d'aglio
* 3 filetti di acciughe sottosale
* 50g di pinoli
* 50g di uva passa
* 1 bustina di zafferano o 3-4 filamenti
* olio extravergine d'oliva
* sale


Preparazione
1 Tagliate le cime del cavolfiore, lavatele con cura e sbollentatele qualche minuto in abbondante acqua salata. Scolate con una schiumarola quando son ben al dente conservando interamente l'acqua di cottura.
2 Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella larga, unite i filetti di acciuga dissalati, l'uvetta rinvenuta in acqua, i pinoli, lo zafferano e infine il cavolfiore a pezzi e lasciate cuocere coperto a fuoco dolce con mezza tazza d'acqua di cottura del cavolfiore.
3 Nel frattempo cuocete la pasta nell'acqua di cottura rimanente, scolate ben al dente e versate nella pentola con il condimento, rimestate bene (vale a dire arriminate) e servite.

ricetta tratta da la cucina Siciliana di Maria Teresa Di Marco, Marie Cécile Ferré
e Maurizio Maurizi (ovvero i Calycanti) - Guido Tommasi Editore



Anche il cielo inquieto della Svizzera - pieno di nuvole pesanti, sprazzi di sole e temporali improvvisi - sembrava riflettere il mio umore di questi giorni: per fortuna ho trovato un ombrello (o forse una mano amata...) per ripararmi. 
Copio qui sotto questa poesia che ho letto sul blog di Nina, spero che lei non me ne vorrà...
Buona settimana a tutti!
Guarda non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.

[...]


io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito

e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo e la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
(J. Cortazar)

mercoledì 28 luglio 2010

Pasta con pomodorini secchi, mandorle e menta (by Moscerino) e... Vivaldi

Questa settimana sto lavorando a casa, ma purtroppo piove tutti i giorni e le temperature si sono di molto abbassate, quindi non riesco ad approfittare, come vorrei, della flessibilità degli orari e comunque mi ritrovo al chiuso tutto il giorno davanti al computer... uff!

Oggi almeno ho fatto due passi per Baden, sfruttando un momento di sole e sono riuscita anche ad ascoltare un po' di Vivaldi suonato da un maestro di violoncello che evidentemente risente della crisi...


maestro di violoncello



La ricetta di oggi è comunque adatta al caldo di fine luglio: è tratta dal blog di Moscerino che l'ha reinventata prendendo spunto dal sito dello chef siciliano Filippo La Mantia. Ero in cerca di qualcosa di poco impegnativo, ma originale, che contenesse ingredienti che avevo in casa. Devo dire che il risultato è davvero buono! Io ho seguito la versione di Moscerino con il pan grattato invece del pecorino (che non avevo):


Pasta pomodorini secchi, menta
Ingredienti
* 160g di spaghetti (linguine, nella proposta dello chef)
* 10 pomodorini secchi sott’olio
* 50 g di mandorle spellate
* un mazzetto di menta fresca (quella del mio terrazzo)
* il succo e la scorza di un limone
* una generosa presa di origano
* 3 cucchiai colmi di pangrattato (caciocavallo ragusano, secondo la ricetta originale)
* olio, sale e pepe


Preparazione

1 Tagliate a pezzetti i pomodorini secchi. Lavate la menta e pestatela nel mortaio insieme a due terzi delle mandorle e ad un filo d’olio extravergine di oliva. 

2 Quando il composto inizierà a diventare omogeneo, unite la scorza ed il succo del limone e un paio di cucchiai dell’acqua di cottura della pasta. 

Pasta pomodorini secchi, menta
3 Tritate grossolanamente le restanti mandorle. In un padellino antiaderente, mettete il pangrattato con un filo d’olio e tostatelo su fiamma bassa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, finchè assumerà un colore oro scuro.

4 Un paio di minuti prima del termine della cottura della pasta (che scolerete al dente), ponete sul fuoco una capace padella, versatevi un po’ d’olio, i pomodori secchi, le mandorle a pezzetti, una presa di origano e la salsina di menta, mandorle e limone. 

5 Rosolate brevemente e regolate di sale e pepe. Scolate la pasta e saltatela nella padella con il condimento. Spegnete la fiamma ed unite il pangrattato tostato e, a piacere, un altro po’ di succo di limone. Servite immediatamente.








lunedì 12 ottobre 2009

Ziti al taleggio e pere con un tocco in più




Questa è una pasta che, si può dire, ho inventato al momento, sull'onda dell'entusiasmo per il risotto taleggio&pere. Ve la propongo perché mi ha veramente sorpreso!

Ingredienti per 1 persona

* 100 g di ziti
* circa 50 g di taleggio (forse anche meno, io ho fatto a occhio)
* 1 pera a tocchetti
* ricotta salata a scagliette
* un cucchiaio di yogurt greco
* un velo di panna da cucina
* sale e pepe

1 Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata.

2 Scolatela al dente e spadellatela con il taleggio, la panna, lo yogurt greco e i tocchetti di pera finché non si saranno sciolti a formare una crema.

3 Sul piatto aggiungete una spolverata di ricotta salata e pepe.



P.S. Oggi è il Columbus Day. La ricorrenza della scoperta dell'America viene ricordata in tutto il continente americano. Negli Stati Uniti fu proclamata festa federale nel 1934 da Franklin Delano Roosevelt. Gli italo-americani di New York, in particolare, usano festeggiare Colombo sin dal 1866. In questa occasione l'Empire State Building accende le sue luci a riprodurre il tricolore italiano.



P.S. 2 Da oggi, fino al 21 ottobre, per gli italiani all'estero, è possibile registrarsi online per poter votare le Primarie del Partito Democratico del 25 ottobre.

in english

I suggest you this surprising pasta. I created it inspired by the risotto taleggio&pere.

Ingredients

* 100 g of ziti
* about 50 g of taleggio * 1 pear cut in little cubes * some grated ricotta salata * 1 tea spoon of greek yogurt * 1 little spoon of cream * salt & pepper

Procedure

1 Cook the pasta in abundant salted water.

2 Strain it "al dente" and homogenize it in a big pan, with the taleggio, the cream, the greek yogurt and the pear, until they form a dense cream all together.

3 In the plate, add the ricotta salata and a bit of pepper.

P.S. Today is the Columbus Day. The America descovery is celebrated all over the american continent. In the United States it became a federal holiday in the 1934. Especially the italian-americans in New York celebrate Columbus Day since 1866. In this occasion, the Empire State Building switches on its lights reminding the colours of the italian flag.

P.S. 2 From today until the 21 October, all italian people abroad can register themselves to vote for Primarie del Partito Democratico on 25 October.

giovedì 17 settembre 2009

Pesto cetarese "fai da te"

Oramai è tempo di smaltire il basilico... le temperature si stanno abbassando e prima che il basilico soffra troppo mi sono ripromessa di farne pesto o di usarlo in altri modi. Quest'anno il mio balcone ha potuto vantare un rigogliosissimo basilico messicano dalle foglie giganti (vedi foto!) proveniente direttamente dalla cascina di Luciana e Renato!


In cerca di un pesto originale mi sono imbattuta nel pesto alla cetarese descritto da Katia e, data la mia passione per le alici, ho deciso di provarlo subito. Purtroppo qui in Svizzera la colatura di alici non è facilmente reperibile, ma qualche settimana fa avevo fatto le acciughe sotto sale e il liquido che se ne ricava è qualcosa di molto simile, quindi ho deciso di utilizzare quello e fare una versione casalinga del pesto!


Ingredienti
* olio extravergine d'oliva
* basilico
* prezzemolo
* pinoli
* mandorle
* 1 spicchio d'aglio
* capperi
* olive verdi e nere
* peperoncino
* 1 o 2 cucchiai di colatura di alici


Preparazione (facilissima!)
Pestate nel mortaio (o frullate nel mixer) tutti gli ingredienti e aggiungete alla fine la colatura: un cucchiaio per volta, poi assaggiate ed eventualmente aggiungere un altro cucchiaio.

ricetta tratta da K-kitchen

* * * * * * *


Questo post è un po' vecchio, ma non lo avevo più pubblicato... qui ormai l'autunno è arrivato, le temperature sono scese, il cielo è grigio e tutto sembra rispecchiare l'inquietudine di questo brutto periodo, ma questo è un blog di cucina, ricette e appunti di momenti da ricordare, quindi non c'è posto per i pensieri cupi e l'angoscia.
Nei prossimi giorni pubblicherò qualche post che avevo lasciato indietro, come questo, ma forse mi ci vorrà un po' per riprendere il ritmo con il consueto entusiasmo. Cercherò di non lasciare troppo spazio vuoto, anzi adesso ho proprio bisogno di riempire tutto questo vuoto il più possibile.






giovedì 3 settembre 2009

Spaghetti al pomodoro fresco, olio e basilico "come Dio comanda"!

Da quanto non mangio una bella pastasciutta! Sarà almeno un mese! E come non morire dalla voglia alla vista della ricetta proposta da Anice&Cannella.
Concordo, sembra una ricetta facile, ma è forse più facile, nella fretta e disattenzione, renderla insulsa e priva di quel quid che la rende la Pastasciutta con la "P" maiuscola. Cosa c'è di più italiano della pasta al pomodoro??? Eppure bastano una passata sbrodolosa o un eccesso di aromi, magari nel tentativo di metterci una pezza, a renderla un piatto piatto.

Io vi ripropongo la ricetta che ho seguito, più fedelmente possibile, anche se alla fine ho ceduto alla tentazione di aggiungere, rispetto all'originale, due semini di peperoncino e una spruzzata di parmigiano! Risultato? Divino!



SPAGHETTI AL POMODORO FRESCO, OLIO E BASILICO
di Fabrizio Fatucci, ex docente alla Città del Gusto a Roma e oggi executive chef allo Sculptor's di San Pietroburgo

In una padella metto due dita d'acqua e ci metto i pomodorini spellati e tagliati a meta', i semi non li levo. Faccio cuocere fino a che i pomodorini non si rompono e l'acqua non inizia ad evaporare, salo e spengo quando la salsa e ancora un po' acquosa.
Lesso la pasta, la scolo molto al dente, la aggiungo alla salsa e la finisco di cuocere in padella, se necessario anche io aggiungo un po' di acqua di cottura tenuta da parte. La bravura sta nel arrivare ad avere il giusto punto di cottura della pasta con la giusta densità della salsa. A questo punto tolgo dal fuoco e manteco il tutto con dell'ottimo olio extravergine freddo di frigorifero (il contrasto caldo freddo aiuta l'emulsione fra amidi, grassi ed acqua), basilico fresco strappato con le mani in ultimo e veloci nel piatto. Gustosissimi, freschi, salutari e leggeri!
Con i pelati vengono bene uguale ma il procedimento è un po' diverso. Io faccio un soffritto con olio aglio cipolla e basilico poi tolgo il basilico e aggiungo passata o pelati sale pepe e zucchero, faccio cucinare lentamente per una 20ina di minuti e poi la passo al passaverdure.

venerdì 26 giugno 2009

Pesto trapanese 2

Avevamo già provato a fare il pesto trapanese tanto tempo fa, ma adesso ho trovato una nuova ricetta sul mio nuovo libro Nìvuro di sìccia, così ho voluto provare questa nuova variante. Ovviamente, essendo tratta da Nìvuro di sìccia, non posso pubblicarla senza una citazione di Andrea Camilleri, anche se non particolarmente significativa e appetitosa.


"Chioviva a leggio quanno fermò davanti alla trattoria. Pisci frisco ancora non ce n'era, ma Enzo gli portò 'n tavola per primo pasta col pesto trapanisi e per secunno piscitoccu [ndt: stocafisso] alla ghiotta, secunno l'antica ricetta misinisi.
Tutto sommato, Montalbano non se la sentì di lamentiarisi macari si non aviva particolare 'nclinazioni per il piscistoccu."

da Le ali della sfinge di Andrea Camilleri, pag. 114, Sellerio Editore 2006


Ingredienti per 2

* 3 pomodori maturi
* 1 mazzetto di basilico
* 25g di mandorle sgusciate, pelate e tostate
* 20g di pangrattato
* 1 spicchio d'aglio
* olio extravegine d'oliva
* sale&pepe


Preparazione

1 Sbucciate i pomodori e privateli dei semi. Tagliateli a pezzi e pestateli in un mortaio con le foglie di basilico, l'aglio, poco sale e pepe. Quando la salsa sarà ben amalgamata aggiungete l'olio e le madorle tritate molto finemente.

2 A parte, in una padella, fare dorare il pangrattato.

3 Una volta cotta la pasta scolatela e conditela con il pesto. Mettetela nel piatto di portata, cospargendola con il pangrattato.






Passando a cose serie...

Vorrei segnalare il diario di Fatemeh Karimi, una studentessa iraniana che partecipa agli scontri di piazza a Teheran contro il governo. La sua è una testimonianza di come la libertà di stampa, soppressa dal regime, è tenuta in vita dagli studenti, a rischio della vita, attraverso telefonini, lentissimi collegamenti a internet, social network, e corrispondenze clandestine a media occidentali. In Italia i suoi diari sono pubblicati da AgenziaComunicazione.it e da Repubblica.it.


Cercando informazioni sulla situazione dell'Iran in questi giorni ho anche scoperto (almeno) un gruppo italiano su Facebook di Coordinamento per il supporto alle manifestazioni in Iran, ma sicuramente in rete si possono trovare moltissimi altri gruppi e diari.

Fatemeh Karimi e altri studenti di Teheran oggi alle 13 iraniane (le 10.30 italiane, credo), faranno volare nel cielo della città dei palloncini verdi. Ci uniamo simbolicamente anche noi all'iniziativa per dimostrare la nostra solidarietà.

L'immagine è tratta da Repubblica.it







giovedì 9 aprile 2009

Pesto di pistacchi e mandorle

Quando Vera mi ha fatto notare questa ricetta di Profumo di Sicilia, mi è venuta subito voglia di provarla. È stato un ottimo pretesto per usare i pistacchi che mi ha dato mio papà e il mortaio che mi aveva regalato Jessica per il mio compleanno:


Ingredienti:

* 150g di pistacchi
* 20g di mandorle spellate
* 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
* sale
* pepe nero
* olio extravergine d'oliva






Preparazione:

1 Schiacciate i pistacchi, le mandorle, il sale e l'aglio in un mortaio.

2 Travasate in un contenitore (vasetto di vetro) regolate di pepe e aggiungete olio quanto basta a coprire il composto.

3 Condite la pasta spolverando con del formaggio grattugiato.



Questo pesto ha davvero un gusto particolare e il bello è che, contrariamente al pesto tradizionale, può essere preparato in ogni stagione!






con questo post partecipo a partecipo a "La ricetta del vicino è sempre più saporita!" della Trattoria Muvara.



...e qualche segnalazione...

Anche se questo è solo un blog di cucina, mi riservo qualche riga per ringraziare i blogger che stanno pubblicando post con notizie utili su come portare aiuti e solidarietà alle vittime del terremoto in Abruzzo e vi segnalo i loro link:

e infine questo elenco di numeri di telefono, mail, conti correnti, strumenti e iniziative per aiutare le popolazioni abruzzesi tratto da la Repubblica.it.

lunedì 6 aprile 2009

Linguine con melanzane e alici gratinate

Finalmente sembra arrivata la primavera! È bello, dopo tanti mesi, ricominciare ad aprire le finestre e sentire la brezza frizzantina di questi giorni che attraversa le stanze. Questi primi giorni di timido sole e di temperature miti, dopo il lungo e freddo inverno, mi mettono davvero di buon umore!
Con la scusa di questo primo spiraglio di bella stagione mi sono azzardata a comprare delle melanzane e ho deciso, per continuare la tradizione del pesce domenicale, di provare questa ricetta di k-kitchen. Ho appena scoperto il suo blog, ma lo trovo davvero carino e pieno di ricette ottime dalle quali credo che prenderò spesso ispirazione, d'altra parte anche lei è una grande amante del pesce!
Visto che in questi giorni sto attingendo davvero molto da questo blog, partecipo a "La ricetta del vicino è sempre più saporita!" della Trattoria Muvara.

Ingredienti:

* 1 melanzana
* 10 pomodori (io ho usato la conserva di mio papà)
* 1 manciata di capperi
* 250g di alici
* pangrattato
* scorza di un limone grattugiata
* aglio
* olio
* peperoncino secco
* prezzemolo
* basilico
* 150g di linguine

Preparazione:

Sugo: Lavate la melanzana, tagliatela da dadini e cospargetela di sale grosso. Lasciatela una mezz'ora a scolare, in modo che perda un po' d'acqua e del suo gusto amarognolo, poi sciacquate e strizzate per i dadini.
Soffiggete in una padella uno spicchio d'aglio e un peperoncino tritato. Aggiungete i cubetti di melanzana, salate e cuocete per una decina di minuti. Unite i pomodori alle melanzane, aggiungere i capperi dissalati e proseguite la cottura per altri 10 minuti.

Alici gratinate: Nel frattempo pulite le alici e privatele della lisca centrale, senza separare i due filetti. Mescolate il pangrattato con la scorza di limone, uno spicchio d'aglio tritato, un po' di peperoncino, prezzemolo, un pizzico di sale e olio.
Con questa panatura ricoprite le alici da entrambi i lati. Preriscaldate il forno a 180° e cuocete le alici per 5 minuti.
Devo dire che anche da sole queste alici gratinate sono davvero squisite!

Una volta cotte le linguine (meglio lasciarle un po' al dente), scolatele e unitele al sugo, lasciando la padella sul fuoco per qualche minuto e mescolando. Impiattate aggiungendo qualche fogliolina di basilico e un filo d'olio, quindi aggiungete le alici gratinate.

Approfitto di questo post per fare tanti complimenti alla mia amica Laura (che mi ha tenuto compagnia in chat dalla Spagna mentre preparavo questo piatto) perché è da poco diventata zia di Izan!




PS: sono molto colpita, anche se non direttamente, da quello che è successo in Abruzzo. Rimando chi volesse, anche da lontano, cercare di fare qualcosa, al post di Alex che raccoglie indirizzi utili per donazioni e iniziative.

lunedì 16 marzo 2009

Timballo di trofie alla crema di ricotta

Il timballo, "specialità culinaria cotta al forno in un apposito stampo per essere servito sformato". Era da tanto che volevo provare a farne uno! Ho trovato questa ricetta su Sale&Pepe, ed ho voluto cimentarmi. Il risultato mi ha molto soddisfatta. La procedura è molto semplice ma il risultato è sfizioso, perfetto per stupire gli ospiti!

Ingredienti per 4 persone


250 g di trofie | una melanzana tonda (170 g circa) (io non ce l'avevo ed al suo posto ho messo 3 pomodori Piccadilly, e quindi un peperone giallo, per non fare tutto rosso) | un grosso peperone rosso (250 g circa) | 10 gherigli di noce | olio | 150 g di ricotta (io ho usato la Robiola) | mezzo spicchio d'aglio novello | un ciuffo di maggiorana | 2 cucchiai di grana grattugiato | origano | un pezzetto di peperoncino piccante | peperoncino in polvere | sale

1 Lavate la maggiorana, tenetene da parte 2 rametti per la decorazione e passate la rimanente
nel mixer con i gherigli di noce, l'aglio sbucciato, la ricotta, 2 cucchiai di olio, il peperoncino ed il grana. Lavate il peperone e la melanzana, puliteli e tagliateli a dadi molto piccoli. Saltateli in un largo tegame con 2 cucchiai di olio, a fuoco vivace, per 5 minuti, mescolandoli quasi di continuo; salate, aggiungete un pizzico di origano, mescolate e spegnete il fuoco.

2 Cuocete la pasta in acqua bollente salata, scolatela e conditela subito con la crema di ricotta e metà dei dadini di melanzana e peperone. Appoggiate un tagliapasta rotondo di circa 8 cm al centro di un piatto, riempitelo con un quarto della pasta, premendo leggermente, e sfilate il tagliapasta. Ripetete le stesse operazioni per altre tre volte. Completate i piatti con la rimanente verdura, il peperoncino in polvere, un rametto di maggiorana ed un filo d'olio.

Tratto da Sale&Pepe

venerdì 13 febbraio 2009

Pirciati ch'abbruscianu

Dopo un periodo di pausa, ecco un'altra ricetta letteraria, tratta ancora una volta dai romanzi di Andrea Camilleri. In questo caso la ricetta è descritta integralmente nel romanzo, attraverso le parole del proprietario della taverna.

"Se se la sente, avrei i pirciati ch'abbruscianu" fece il baffuto.
Sapeva cos'era il pirciato, un tipo particolare di pasta, ma cosa avrebbero dovuto bruciare? Non volle però dare all'altro la soddisfazione di spiargli com'erano cucinati i pirciati. Si limitò a una sola domanda:
"Che viene a dire, se se la sente?"
"Precisamente quello che viene a dire: se se la sente" fu la risposta. [...]
E arrivarono i pirciati. Sciauravano di paradiso terrestre. Il baffuto si mise appuiato allo stipite della porta assistimandosi come per uno spettacolo.
Montalbano decise di farsi trasire il sciauro fino in fondo ai polmoni.
Mentre aspirava ingordamente, l'altro parlò.
"La vuole una bottiglia di vino a portata di mano prima di principiare a mangiare?".
Il commissario fece 'nziga di sì con la testa, non aveva gana di parlare. Gli venne messo davanti un boccale, una litrata di vino rosso densissimo. Montalbano se ne inchì un bicchiere e si mise in bocca la prima forchettata. Assufficò, tossì, gli vennero le lagrime agli occhi. Ebbe la netta sensazione che tutte le papille gustative avessero pigliato foco. Si sbacantò in un colpo solo il bicchiere di vino, che da parte sua non sgherzava in quanto a gradazione.
"Ci vada chiano chiano e liggero" lo consigliò il cammareri-proprietario.
"Ma che c'è?" spiò Montalbano ancora mezzo assufficato.
"Oglio, mezza cipuddra, dù spicchi d'agliu, dù angiovi salati, un cucchiarinu di chiapparina, aulive nìvure, pummadoro, vasalicò, mezzo pipiruncinu piccanti, sali, caciu picurinu e pipi nìvuro" elencò il baffuto con una nota di sadismo nella voce.
«Gesù» disse Montalbano. [...]
Intercalando le forchettate con sorsate di vino e gemiti ora di estrema agonia ora di insostenibile piacere («esiste un piatto estremo come il sesso estremo?» gli venne di spiarsi a un certo punto), Montalbano ebbe macari il coraggio di mangiarsi col pane il condimento rimasto sul fondo del piatto, asciucandosi di tanto in tanto il sudore che gli spuntava in fronte.
«Che vuole per secondo, signore?». Il commissario capì che con quel «signore» il padrone gli stava rendendo l'onore delle armi.
«Niente».
da L'odore della notte [pag. 50-52] di Andrea Camilleri




Ingredienti:

* Oglio
* mezza cipuddra
* dù spicchi d'agliu
* dù angiovi [acciughe] salati
* un cucchiarinu di chiapparina [un cucchiaino di capperi]
* aulive nìvure (una decina)
* pummadoro
* vasalicò
* mezzo pipiruncinu piccanti
* sali
* caciu picurinu
* pipi nìvuro


Preparazione:
Soffriggete l'aglio e la cipolla in un filo di olio. Aggiungete il peperoncino e le acciughe. Quando i filetti di acciuga si saranno sciolti unite il pomodoro le olive, i capperi, sale e pepe. Lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco vivace, quindi aggiungete qualche foglia di basilico. Una volta lessata la pasta, un po' al dente, versatela nella padella e lasciatela cuocere ancora un minuto. Servite spolverizzando con il formaggio.

...e tanti auguri a Vera per il suo compleanno (che è stato l'altro ieri)!



PS: Accetto volentieri all'invito di

Galline 2nd life
Consumo meno
Semi di papavero

Fiordisale
Una curiosa
Crocette colorate
I pasticci di Memole
Stella di sale

ad aderire all'iniziativa "Mi illumino di meno" e invito tutti a spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili oggi dalle ore 18. Vi consiglio di leggere il post di Lo per trovare alcuni suggerimenti utili ad evitare gli sprechi.

sabato 17 gennaio 2009

Penne al gorgonzola

Oggi è una magnifica giornata di sole, altro che ieri! Avevo tante cose da fare, come ogni sabato... ma alla fine ho optato per l'Ikea! Da ridere. Da anni sognavo di rinnovare la mia camera, e di comperare un cassettone capiente per guadagnare più spazio e organizzare al meglio lo stoccaggio dei vestiti ;) Dopo mille ripensamenti e mille misure, progetti, sentenze semi-definitive del tipo "ok, basta, ho deciso, compro quella!", oggi ho cambiato nuovamente idea, e ho fatto un colpo di testa, ne ho comperate 2, stravolgendo completamente le conclusioni tratte in precedenza! Non vi dico però, dopo l'iniziale entusiasmo, il terrore di non essere in grado di sollevare i pacchi da 1 quintale l'uno... e se poi non ci stavano in macchina? Allora ci siamo informate per l'eventuale trasporto Ikea... ma ci sarebbe costato quasi quanto le cassettiere... Allora, senza darci per vinte, abbiamo spinto il carrello, pesantissimo, fino alla macchina, e dopo averla preparata a dovere (ribaltando i sedili) abbiamo caricato i nostri pacchi. Sì!!! Ce l'abbiamo fatta, miracolooooo!!!

Al ritorno, per premio, ho improvvisato una magnifica e bollentissima pasta al gorgonzola! Eccola!!

Ingredienti per 3 persone

180 g di penne lisce | 250 g di gorgonzola | un cucchiaio di panna liquida | pepe nero

Portate ad ebollizione l'acqua e cucinate la pasta al dente. Nel frattempo fate sciogliere il gorgonzola in una padella a fuoco basso. Quando la pasta sarà pronta, spadellatela insieme al gorgonzola ed ad un po' di panna. Spolverizzate di pepe e servite.

domenica 14 dicembre 2008

Pasta al nero di seppia e calamari affogati

Visto che adesso ho ha disposizione ancora 24g di nero di seppia, non posso non provare a fare la pasta al "nìvuro di siccia"!

"Da qualche tempo il commissario s'era addunato che Adelina, se lui era teso, turbato, nirbùso, in qualche modo l'intuiva da come lui al matino lasciava la casa e allora gli faceva trovare piatti speciali che gli risollevavano il morale. Quel giorno Adelina era entrata in azione, sicché Montalbano trovò pronto in frigo il sugo di seppie, stretto e nero, come piaceva a lui. C'era o no un sospetto d'origano? L'odorò a lungo, prima di metterlo a scaldare, ma magari questa volta l'indagine non ebbe esito."
da Il cane di terracotta di Andrea Camilleri [pag. 143]

Pasta al nero di seppia


Ingredienti:
100g di pasta lunga
200 g di pomodori maturi
1 seppie di media grandezza
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio
sale & pepe.

Preparazione:
Pulite bene la seppia, badando a non rompere il sacchetto contenente il nero (che metterete da parte), e tagliatela a striscioline fittissime. Soffriggete in tegame nell'olio, l'aglio intero o a pezzetti, ed aggiungete il pomodoro spellato e senza semi. Appena si sara' appassito aprite con attenzione il sacchetto del nero facendo scolare il suo contenuto nel tegame. Aggiungete la seppia, rimescolate bene e sfumate col vino. Allungate il sugo con un bicchiere d'acqua, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per mezz'ora circa. Lessate la pasta al dente e condite nella zuppiera con la salsa nera.

Questa ricetta è ripresa dal sito vigata.org che a sua volta la trae da La cucina tradizionale siciliana di Anna Pomar. Sul blog di Gloricetta ho appena scoperto l'esistenza di questo libro con 150 ricette tratte dai romanzi di Camilleri: inutile dire che cercherò di procurarmelo al più presto: NIVURO DI SICCIA, LE RICETTE ISPIRATE ALLE AVVENTURE DEL PIU' ASTUTO COMMISSARIO SICILIANO, Trenta editore.

questa immagine è tratta dal calendario di ERBEROSSI 2006 ed è stata fatta da Diramazioni (Jessica e Lucio). Di tutto il (bellissimo) calendario, che continuo a tenere in cucina e a girare ogni mese, questa forse è la mia immagine preferita ed è proprio quella di dicembre!

e per secondo...

Calamari affogati

Ingredienti:

1 cipolla
1 spicchio d'aglio
500g di calamari
1/2 bicchiere di vino bianco
150g di polpa di pomodoro (io ho usato la conserva di pomodoro di mio papà)
10 olive verdi snocciolate
un po' di capperi
un pezzettino di sedano
prezzemolo tritato
peperoncino
sale & pepe

Preparazione:
Soffriggete l'aglio e la cipolla. Appena dorati aggiungete i calamari puliti e tagliati a pezzi.
Quindi, dopo averli fatti insaporire pochi minuti, aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco. Aggiungete quindi: la polpa di pomodoro, le olive verdi snocciolate ed a pezzettini, 1 cucchiaio di capperi, il sedano verde affettato sottilmente, il prezzemolo trito, sale e peperoncino. Cuocete a fiamma bassissima per circa 60 minuti, controllando spesso che ci sia il sughetto. Altrimenti aggiungete un po' d'acqua.
Ho ripreso e riadattato la ricetta da qui.

Buon quasi-compleanno a Ru...





Glossario culinario IT - DE - EN:
calamaro, m. = der Kalmar, m. (ma in svizzera è anche Calamari)= squid, n.
oliva, f. = die Olive, f. = olive, n.
peperoncino, m.= der Paprika, m. = red/hot pepper, n.


lunedì 10 novembre 2008

La pasta 'ncasciata della cameriera Adelina

Se mai dovrò scegliere il nome per un ristorante o una taverna, credo che fra le alternative ci sarà "la cucina di Adelina", naturalmente mi riferisco alla divina cameriera del commissario Montalbano... ebbene sì, il tentativo di riprodurre e assaggiare i sapori descritti così vividamente e efficacemente da Camilleri è ormai diventata un'abitudine, per non dire un'ossessione!...
Questa ricetta mi aveva stregata fin dalla prima volta che l'ho letta sul blog di Alex e Mari (tra l'altro se si cercano le immagini della pasta 'ncasciata sul web ci si imbatte sempre sulla foto di Alex!) e finalmente mi sono decisa a provarla! Non è esattamente dietetica, quindi nel caso siate a dieta è meglio che non continuate nella lettura del post...

"Andò a casa, si mise il costume da bagno, fece una nuotata lunghissima, rientrò, s'asciugò, non si rivestì, nel frigorifero non c'era niente, nel forno troneggiava una teglia con quattro enormi porzioni di pasta 'ncasciata, piatto degno dell'Olimpo, se ne mangiò due porzioni, rimise la teglia nel forno, puntò la sveglia, dormì piombigno per un'ora, si alzò, fece la doccia, si rivestì coi jeans e la camicia già allordati, arrivò in ufficio. "
Andrea Camilleri, da il cane di terracotta [pag. 120]


"A Marinella, dintra il forno una tenera e maliziosa pasta 'ncasciata (pativa di improprietà d'aggettivazione, non seppe definirla meglio) e se la scialò."
Andrea Camilleri, da il giro di boa [pag. 129]


Ingredienti:
300g. di magliette di maccheroncino (io ho usato un altro tipo di pasta perchè qui non si ha molta scelta..)
200g di tuma o caciocavallo fresco
200g di carne macinata
50g di mortadella o salame
2 uova sode
2 melenzane
100 gr. di pecorino grattugiato
salsa di pomodoro
mezzo bicchiere di vino bianco
basilico
olio, sale & pepe

Tagliate le melenzane a fette e friggetele dopo averle tenute per più di un'ora in acqua e sale. Soffriggete intanto il trito in un tegame, con olio abbondante, sfumate col vino e completate la cottura aggiungendo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.
Lessate la pasta, scolatela al dente e conditela in una zuppiera con la salsa di pomodoro. Prendete una teglia ben unta e spolverata di pangrattato e versatevi le magliette alternandole a strati con la carne tritata, le melenzane fritte, il formaggio grattugiato il basilico, le uova sode, la tuma ed il salame tagliati a fette.
Chiudete l'ultimo strato di pasta con melenzane, salsa e molto cacio.
Passate al forno caldo per circa 20 minuti. Il formaggio, sciogliendosi al calore del forno, formerà una leggera crosta dorata (da cui il nome 'ncasciata, da cacio).

Questa ricetta è tratta dal sito vigata.org che a sua volta riprende la ricetta da "La cucina tradizionale siciliana" di Anna Pomar.




Approfitto di questo post anche per dirvi che Lo di Galline2ndlife sta preparando la sua tesi di laurea e ha chiesto la collaborazione degli altri blogger invitandoli a raccontarle cosa significa per loro scrivere nel blog.
Se volete anche voi aiutarla e comunque volete maggiori informazioni cliccare sulla foto qui a destra.
Noi le abbiamo già scritto e adesso le facciamo un po' di pubblicità!

Lo, un grosso in bocca al lupo per la tesi da parte nostra!

Silvia e Vera

domenica 2 novembre 2008

Domenica al mare... almeno a tavola

Anche questa domenica, dopo una pausa di due settimane, mi sono dedicata al pesce! Il menù di oggi prevede pasta con le vongole e calamari ripieni alla crema di ceci, forse una variante più autunnale dei calamari ripieni dell'altra volta.
La pasta con le vongole è fra le mie preferite, di solito la preferisco senza pomodoro perchè in bianco mi sembra di sentire di più il sapore del mare...

Spaghetti alle vongole

Ingredienti:
500g di vongole con il guscio
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino
1/2 bicchiere di vino bianco
prezzemolo fresco
sale & pepe
olio extavergine d'oliva
a piacere qualche pomodoro di pachino affettato finemente

Pre-preparazione:


Mettete a bagno le vongole in una ciotola con acqua e sale grosso per tutta la notte in modo che rilascino un po' della sabbia.

Preparazione:
Tagliate 2-3 spicchi d’aglio e fateli soffriggere in una padella con dell’olio extra-vergine d’oliva fino a farli imbiondire. Aggiungete poi le vongole ben scolate e il vino bianco e fatele cuocere a fuoco vivo per 2-3 minuti fino a che si siano aperte tutte. A questo punto sgusciate la metà delle vongole lasciando da parte le altre per la decorazione (la metà sgusciata resta nella padella con l’olio). Aggiungete il prezzemolo tritato finemente, sale ed una punta di peperoncino. Una volta cotti al dente gli spaghetti versateli nella padella. Fate insaporire gli spaghetti nell’olio per almeno un minuto e servire immediatamente decorando con le altre vongole non sgusciate.



Calamari ripieni (II) alla crema di ceci

Ingredienti:
10 calamari medi
200g di ceci lessati
1 tuorlo
2-3 cucchiai di pangrattato
timo, salvia e prezzemolo tritati
olio extravergine d'oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
200g di polpa di pomodoro a pezzetti
sale & pepe



Preparazione:
Passate i ceci lessati al passaverdura e uniteli in una ciotola al pangrattato, al tuorlo e a 2/3 delle erbette tritate. Salate e pepate.
Lavate e pulite i calamari, quindi farcite le sacche con il composto di ceci (al quale potrete aggiungere i tentacoli sminuzzati) senza pressarlo troppo (forse sarebbe meglio riempirli a metà, poichè cuocendosi si riducono e tendono ad espellere il ripieno o a rompersi). Chiudete le sacche con degli stuzzicadenti o cuciteli con del filo bianco. Scaldate l'olio in una padella larga,adagiatevi i calamari e fateli rosolare a fiamma media, girandoli più volte per ottenere un colore unforme. Bagnateli col vino e alzate la fiamma fino a farlo evaporare quasi totalmente. Aggiungete la polpa di pomodoro, abbassando la fiamma, aggiungete sale, pepe e le erbatte rimaste (io ho aggiunto anche un po' di ripieno che era avanzato).
Servite con un po' di sughetto, qualche frutto di cappero e del prezzemolo fresco.

... Era tutto molto buono e adesso non voglio andare a lavarmi i denti per non perdere il sapore di mare che ho in bocca e rendermi conto di trovarmi nel freddo novembre svizzero...

domenica 12 ottobre 2008

Calamarata!

Anche questa domenica mi sono dedicata al pesce, questa volta senza incomprensioni con la signorina del supermercato! Cercando qua e là ho trovato questa ricetta campana dal nome divertente e ho deciso di provarla...
È bello sentire l'odore del mare guardando fuori dalla finestra l'autunno che colora il paesaggio.

Ingredienti:
calamari freschi (300-400g)
calamarata (pasta tipica di Gragnano), io ho usato un formato di pasta simile
pomodorini freschi o pelati san Marzano
passata di pomodoro (300g)
vino bianco 1/2 bicchiere
olio extravergine d’oliva
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino intero
1 ciuffetto di prezzemolo
sale


Preparazione:
Pulire i calamari e tagliarli ad anelli, lasciando i tentacoli interi: lasciarli su carta assorbente. Utilizzare per la cottura una padella alta: versare l’olio e soffriggere l’aglio schiacciato. Una volta imbiondito, eliminarlo.
Cuocere a fuoco basso aggiungendo il peperoncino ed i tentacoli per circa 5 minuti; quindi unire gli anelli di calamari e cuocere per altri 5 minuti a fuoco medio, quindi sfumare col bicchiere di vino bianco.
Aggiungere i pomodorini freschi (precedentemente sbollentati e pelati - oppure i pelati, fuori stagione) e la passata di pomodoro e cuocere la salsa per circa 20 minuti.
Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolarla molto al dente (va cotta un altro minuto in padella), quindi unirla al sugo, saltare e mescolare.
Servire con un po’ di prezzemolo tritato finissimo.


Per antipasto: gamberetti conditi con sale olio prezzemolo e limone, come li fa la mamma di Ru e Vera. :P

sabato 11 ottobre 2008

Pasta (sublime) con la ricotta fresca


"[...] Ciccio, come mai sei a casa? Una botta d'influenza? E ora come stai? Passato tutto? Bene, sono contento. Senti, ti volevo spiare una cosa... Come dici? Perché non vengo da voi a cena così ne parliamo di persona? Veramente non vorrei approfittare, portare fastidio alla tua signora... Che hai detto? Pasta cu 'a ricotta frisca? E per secondo fragaglia? Tra una mezz'orata al massimo sono da voi".


Per tutta la durata della cena non arriniscì a parlare. Ogni tanto Ciccio Albanese si azzardava a spiare: "Che mi voleva domandare, commissario?".
Ma Montalbano manco gli arrispunniva, roteava l'indice della mano mancina in quel gesto che viene a significare "dopo, dopo". Pirchì o aveva la vucca china o non la voleva raprire nello scanto che l'aria, trasendogli dintra, gli portasse via il sapore gelosamente custodito fra lingua e palato.
da "il giro di Boa" di Andrea Camilleri, pag. 156



Tra la parlantina di Ingrid e la velocità che la svidisa teneva, a Montalbano non parse di aviri caminato tanto quando la machina si fermò davanti a un casale in aperta campagna. Quello era veramente un ristorante o Ingrid si era sbagliata? La presenza du una decina di auto parcheggiate lo rassicurò. Appena trasuti, la svidisa salutò e venne salutata sa tutti, era di casa. Il proprietario s’ apprecipitò.

"Salvo, vuoi mangiare quello che mangio io?". E accussì il commissario si godì un piatto di ditalini cu’ a ricotta, frisca e giustamente salata, con l’ aggiunta di cacio picorino e pepe nìvuro. Piatto che chiamava a gran voce vino: richiesta che venne ampiamente esaudita.
da "il giro di Boa" di Andrea Camilleri, pag. 171

nell'immagine un particolare di "vela-mare-scirocco" di Pippo Rizzo, 1926.


Ecco il consueto appuntamento con le ricette tratte dai romanzi di Camilleri, il cui sapore viene sempre tanto superbamente descritto da non farmi resistere al desiderio di assaggiarle... e quindi di cucinarle!
Oggi tocca alla pasta cu 'a ricotta frisca che finalmente ho potuto preparare grazie alla scoperta di un banco del mercato di Oerlikon che vende affettati italiani, fra cui il lardo! La foto non è un granché, ma il sapore è squisito, anche Ru ha commentato dicendo: "Sublime..."


Ingredienti:
100g di ricotta fresca
50g di lardo
100g di pecorino grattugiato
olio
sale & pepe

Preparazione:
In una padella con qualche cucchiaio d’olio far sciogliere il lardo ed insaporirlo con un pizzico di pepe.
A parte lavorare la ricotta con un cucchiaio di legno e qualche cucchiaiata d’acqua di cottura della pasta ed incorporarla al lardo rimestando bene per amalgamare gli ingredienti.
Nel frattempo cuocere al dente la pasta, scolarla e condirla col condimento preparato.
Prima di servire spolverizzarla con pecorino grattugiato.



Ho ripreso questa ricetta, così come le altre ispirate ai romanzi di Camilleri, dal sito vigata.org che a sua volta si rifà al libro di cucina siciliana: La cucina siciliana di Maria Adele Di Leo.

sabato 27 settembre 2008

Pasta con le seppie... in rosso

Stamattina al supermercato sono stata attirata dal banco del pesce... sarà la nostalgia del mare che si è accentuata da quando siamo tornati da Creta... Già sognavo la pasta con il nero di seppia (il post di Viviana mi aveva ingolosito!) che è uno dei miei piatti preferiti in assoluto, ma non avevo fatto i conti con i miei problemi linguistici... Infatti sono riuscita a dire "fünf oder sechs Sepia, bitte" (che per fortuna è facile e Sepia era anche scritto sul cartellino!) e poi mi sono sbilanciata a chiedere: "Avrebbe anche il nero?" che nella mia letterale e maccheronica traduzione è stata: "Haben Sie auch das Schwarz?" che può significare (sempre che il nero di seppia si chiami così anche in tedesco!) anche "Hanno anche il nero?". La gentile signorina del banco, tutta contenta, mi ha risposto qualcosa del tipo: "Certo che no! Sono pulite!"...
... al che non sapevo proprio cosa rispondere e ho pensato che qui forse il nero non è considerata una golosità, ma uno scarto e che lei fosse contenta di annunciarmi che mi evitava la fatica di pulire i pesci! Purtroppo il mio tedesco base non mi ha permesso di approfondire la questione, quindi l'ho ringraziata sorridendo, ma ho visto la mia pasta al nero di seppia svanire pian piano... Pazienza, così imparo a studiare poco tedesco!
Dopo questa dissaventura comunicativa, a cui tuttavia sono abituata, ho dovuto ripiegare su questa, pur sempre appetitosa, pasta con le "seppie in rosso":


Ingredienti:

Spaghetti
200g seppie
1 cipolla
1 spicchio d'aglioaglio
prezzemolo
pomodori pelati
pecorino grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale & pepe

Preparazione:

Lavate le seppie e tagliatele. In un tegame mettete a soffriggere la cipolla con olio, l'aglio e i tentacoli tritati, unite le seppie. Mescolate e aggiungete i pomodori, il sale e il pepe. Fate cuocere a fuoco lento, fino a quando le seppie saranno ben cotte, aggiungendo di tanto in tanto un po' d'acqua tiepida a seconda dell'esigenza. Fate cuocere gli spaghetti in acqua salata, scolateli, cospargeteli di formaggio pecorino grattugiato e di prezzemolo tritato e versate il sugo con le seppie.

mercoledì 24 settembre 2008

Pennette alla sorrentina

Per questa ricetta mi sono ispirata a La cuoca eclettica. Questa estate ho gustato questo sugo meraviglioso con gli gnocchi di patate... sapete che bontà??? Provate!

Ingredienti per 3 persone

180 g di penne
350 g di melanzane
450 g di pomodori
50 g di mozzarella
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
basilico
olio extravergine di oliva
aglio
sale

Lavate e tagliate a tocchetti le melanzane, disponetele sul tagliere, salatele e fatele riposare per circa mezz'ora, poi sciacquatele, strizzatele e friggetele nell'olio - extravergine - caldo; quando sono belle dorate disponetele sulla carta assorbente; nel frattempo preparate il sugo, unendo in una casseruola i pomodori lavati e tagliati a tocchetti, l'aglio, il basilico, pochissimo olio perchè ci sono le melanzane fritte che compensano, salate e cucinate a fiamma allegra, mescolando in continuazione; poco prima della cottura aggiungete le melanzane, girate delicatamente, abbassate la fiamma e fate insaporire per qualche minuto; intanto lessate la pasta, aggiungetela al sugo, unite metà del parmigiano e la mozzarella tagliata a dadini, mescolate e servite completando col restante parmigiano.

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