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martedì 1 maggio 2012

Parigi e... dove siamo finite?

Innanzitutto grazie a tutti quelli che, data la nostra latitanza qui sul blog, hanno cercato di contattarci e chiederci come stiamo (in particolare Nina-di-Ninopoli, NinaCerca, Giò e Lo!).
Sono mesi un po' difficili, in cui entrambe abbiamo molto da lavorare; in particolare io (SiLviA) sono alla fine del mio dottorato e non so ancora dove sarò e cosa farò nei prossimi mesi. Aspetto qualche risposta per l'estate, intanto cerco di fare del mio meglio... e spero anche che le idee mi si chiariscano presto!

Abbiamo avuto poco tempo per cucinare, ma questi mesi non sono stati solo di stress e lavoro: siamo riuscite anche a ritagliarci un po' di tempo per fare un viaggio a Parigi!!! 

Per VerA era la prima volta a Parigi, per me no, ma ogni volta la città di Francois Truffaut mi stupisce e trovo il modo di fare e vedere cose nuove. Per esempio questa volta ho scoperto l'ottimo thé à la menthe della moschea di Parigi, accanto ai Jardin des Plantes e ho visto una bellissima mostra dedicata a Robert Doisneau (il mio fotografo preferito, quest'anno era il centenario della sua nascita) con le sue fotografie su Les Halles, a l'Hotel de Ville (quanto mi piacciono le foto di gente e di mercati!).

Vi lascio alcune fotografie del nostro viaggio e un po' di consigli eno-gastronomici in fondo al post. VerA scriverà presto un suo post (!!!) con il nostro diario di viaggio e tutte le impressioni della sua prima volta a Parigi...


Parigi (SiL)


Parigi (SiL)


Parigi (SiL)

lunedì 14 febbraio 2011

(la mia) ganache au parfum subtil de thé vert et Earl Grey

Francesca di unastantuttaper(il)tè, qualche tempo fa, aveva 'lanciato la sfida' di scoprire la ricetta della Ganache au parfum subtil de thé vert et Earl Grey che aveva visto attraverso una vetrina di una pasticceria di Parigi. L'idea mi ha subito stuzzicato e ho cercato un po' in giro fra i blog e i libri di ricette.
Avevo sempre pensato alla ganache come ad una crema e volevo capire bene come farla più solida; poi non sapevo come fare a darle il sapore di tè: aggiungere tè già infuso avrebbe reso tutto troppo liquido, ma le foglie pure si sarebbero sentite in bocca e avrebbero anche creato un effetto poco omogeneo sia nel sapore che nella consistenza. 
Alla fine ho trovato questa questa ricetta di Fior di frolla che mi ha illuminata: per fare i suoi tartufi di cioccolato al tè bianco Hanai lei ha infuso il tè nella panna, poi l'ha filtrata e quindi ha preparato la ganache. La diversa proporzione cioccolato-panna-burro aiuta poi a trovare la consistenza giusta. Ispirata da questa ricetta, ho fatto anch'io le mie palline di ganache (mi sembravano più facili da fare in questa forma rispetto ai 'mattoncini' che Francesca aveva visto a Parigi). Ho cambiato un po' la ricetta usando solo cioccolato fondente (che io preferisco) e modificando un po' le proporzione fra gli ingredienti, ma devo dire che sono venuti buonissimi: chissà se assomigliano davvero alla ganache nella vetrina parigina? Le mie palline avevano proprio parfum subtil de thé!
Credo che Francesca questa volta debba entrare ad assaggiarla!

Ecco la mia ricetta:

Ganache au parfum subtil de thé vert et Earl GreyIngredienti
300 g di cioccolato fondente al 70%
200 g di panna fresca
50 g di burro
2 cucchiai di tè verde e 3 di Earl Grey
cacao amaro in polvere



Preparazione
1 Fate bollire la panna con le foglie di té mescolando di tanto in tanto, quindi spegnete e lasciate in infusione per circa un'ora. La panna assumerà un colore marroncino e asorbirà un intenso sapore di tè. Trascorso questo tempo filtrate il tutto con un colino, schiacciando bene le foglie di tè in modo da far uscire quanta più panna ed aroma possibili. 

2 Tagliate grossolanamente il cioccolato e disponete i pezzi in una ciotola capiente. In una piccola casseruola versate la panna filtrata insieme al burro e portate ad ebollizione mescolando, in modo da ottenere un composto ben amalgamato. Versate il tutto sul cioccolato tritato, coprite e lasciate riposare per 2-3 minuti. 

3 Mescolate ora con una spatola fino ad ottenere una ganache liscia, densa e omogenea. Fate raffreddare a temperatura ambiente, mescolando di tanto in tanto, poi coprite con un foglio di pellicola per alimenti e ponete in frigorifero per almeno 1 ora (basta anche meno).

4 Passato questo tempo tirate fuori la crema e lavoratela con le mani formando delle palline, quindi rotolatele nel cacao amaro (se la crema è troppo solida, lasciatela un po' a temperatura ambiente finchè non si sia sciolta un po'). Meglio conservare le palline di ganache in frigo, ma tiratele fuori un quarto d'ora prima di servirle. Ideale per gli amanti del cioccolato, ma anche per i patiti del tè che potranno sentirne il delicato profumo ad ogni morso.


Questa è la foto di Francesca della ganache nella vetrina di Parigi:

foto di Francesca Verde, da unastantuttaper(il)tè

Qui invece potete trovare la mini guida dei luoghi del tè a Parigi di Francesca che raccoglie i suggerimenti dei lettori di unastanzatuttaper(il)te... e non perdetevi il racconto del suo viaggio di un mese fra i tè parigini (dal 15 febbraio per un mese)!

lunedì 12 luglio 2010

torniamo a Parigi?

"oh, piove, venite a vedere! ...che voglia di Parigi, torniamo a Parigi, per favore? Domani sera saremo a Parigi!"
Così dice Catherine a Jules e Jim, quando, stufa della vacanza al mare e forse sentendosi un po' esclusa dall'affiatamento fra due amici, ha nostalgia della città... e così dico io, guardando fuori dalla finestra il temporale di stasera, qui in Svizzera, e pensando che solo 2 giorni fa stavamo passeggiando per Parigi fino a farci venire le vesciche sotto i piedi!



Parigi





Parigi






Parigi





giovedì 23 ottobre 2008

Parigi, colori e musica...


Finalmente trovo un po' di tempo per scaricare le foto di Parigi e ripensare al nostro weekend...

...alla musica...




... ai colori...



...alle parole...

... ai silenzi...

...alla gente...




giovedì 16 ottobre 2008

Au revoir!





Sono in partenza per un weekend lungo a Parigi!

Alla settimana prossima!


Silvia____



fotografia: Robert Doisneau, Jacques Prévert, 1955.

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