Meteora
per me, te, ora.
per me, te, ora.
* bucatini
* 1 cavolfiore
* 1 cipolla
* 2 spicchi d'aglio
* 3 filetti di acciughe sottosale
* 50g di pinoli
* 50g di uva passa
* 1 bustina di zafferano o 3-4 filamenti
* olio extravergine d'oliva
* sale
Preparazione
1 Tagliate le cime del cavolfiore, lavatele con cura e sbollentatele qualche minuto in abbondante acqua salata. Scolate con una schiumarola quando son ben al dente conservando interamente l'acqua di cottura.2 Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella larga, unite i filetti di acciuga dissalati, l'uvetta rinvenuta in acqua, i pinoli, lo zafferano e infine il cavolfiore a pezzi e lasciate cuocere coperto a fuoco dolce con mezza tazza d'acqua di cottura del cavolfiore.3 Nel frattempo cuocete la pasta nell'acqua di cottura rimanente, scolate ben al dente e versate nella pentola con il condimento, rimestate bene (vale a dire arriminate) e servite.
ricetta tratta da la cucina Siciliana di Maria Teresa Di Marco, Marie Cécile Ferrée Maurizio Maurizi (ovvero i Calycanti) - Guido Tommasi Editore
Guarda non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
[...]
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo e la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.(J. Cortazar)
| particolare da Le tre età della donna, Gustav Klimt 1905 |
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| Alda Merini, Milano - foto di Guido Harari |
Per l’8 marzo vogliamo reclamare e declamare i nostri diversi modi di essere donna in modo creativo. Come? Attraverso la poesia che, proprio come noi, trova poco spazio sui media e nella società!
Facciamo la rivoluzione culturale, riportiamo la poesia in mezzo alla gente, per ricordare a noi e a chi ci sta intorno l’importanza delle parole e la bellezza di una rappresentazione molteplice delle donne contro il modello unico imperante.
PER STRADA: L’8 marzo scendi in strada con una poesia o dei versi sulle donne appesi al collo (basta fare un semplice cartello con del cartoncino).
Puoi andare al lavoro, salire sull’autobus, passeggiare con amiche ed amici con il tuo cartello poetico. Puoi anche fermarti in uno spazio pubblico e leggere la poesia!
SU FACEBOOK: Pubblica la foto del tuo "cartello poetico" sulle donne come immagine del tuo profilo Facebook per tutta la settimana dal 6 al 13 marzo.
In questo modo, se non potrai fare il tuo “attacco di poesia” per strada, la foto dei versi che hai scelto sarà comunque un poetry attack a spasso per la Rete!
[...]
Acqua che non si aspetta
altro che benedetta
Acqua che porta male sale
dalle scale sale senza sale
Acqua che spacca il monte
che affonda terra e ponte
Ma la moglie di Anselmo
sta sognando del mare
Quando ingorga gli anfratti
si ritira e risale
E il lenzuolo si gonfia
sul cavo dell'onda e la lotta si fa
scivolosa e profonda
Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
Acqua per fotografie
Per cercare complici da maledire
Acqua che stringe i fianchi
Tonnara dei passanti
Oltre il muro di vetri
si risveglia la vita
Che si prende per mano
A battaglia finita
Come fa questo amore
che dall'ansia di perdersi
Ha avuto in un giorno
la certezza di aversi
Acqua che ha fatto sera
che adesso si ritira
Passa sfila tra la gente
come un innocente
che non c'entra niente
Fredda come un dolore
dolcenera senza cuore
E la moglie di Anselmo
sente l'acqua che scende
Da vestiti incollati
da ogni gelo di pelle
Nel suo tram scollegato
da ogni distanza
Nel bel mezzo del tempo
che adesso le avanza
Così fu quell'amore
dal mancato finale
Così splendido e vero
da potervi ingannare
Ingredientiper la pasta:300g di farina * 1 tazzina d'olio * 1 tazza d'acqua tiepida * 1 cucchiaino di saleper il ripieno:3 zucchine * 1 cipolla tritata * 200g di feta * 2 cucchiai di pan grattato * 1 tazza di formaggio grattuggiato * 2 uova sbattute * sale & pepe * olio
Preparazione1 Versate la farina in una scodella e versatevi sopra l'olio, il sale e l'acqua. Impastate gli ingredienti fino ad ottenere una pasta morbida e dividerla in piccole palline, una per ciacuna sfogli che si vuole ottenere. Stendete ciascuna sfoglia con il mattarello su una spianatoia infarinata.
2 Affettate sottilmente le zucchine, mettetele in un tegame con la cipolla e cuocetele fino a ridurre tutta l'acqua. Mescolate il composto con il resto degli ingredienti.
3 Stendete la metà delle sfoglie su una teglia unta, ungendo bene anche ciascuna sfoglia.
4 Versate il composto sulle sfoglie e finire con le sfoglie restanti, ben unte. Infornate a 200ºC per circa 45 minuti.
El Mar Màs allà de estos barrotes inùtiles, el mar que de verdad no sabe que està circunscrito, y no lo reconoce,cantando. Su impetu es amargo, su canto es estruendo. Se espuma revolucionaria me cuenta y estalla, me cuenta y se desploma, me llama y ya se fue. | Il Mare Oltre a queste inutili sbarre, il mare che davvero non sa di essere circoscritto, e non lo ammette, canta. Il suo impeto è amaro, il suo canto è fragore. La sua schiuma rivoluzionaria mi racconta ed esplode, mi racconta e crolla, mi chiama e se n'è già andata. |
Ingredienti per 2* 1 polpo
* 500g di pomodori maturi
* 2 pomodorini secchi
* 5-6 spicchi d'aglio
* un po' di prezzemolo
* 1 cucchiaio di aceto
* olio extravergine d'oliva
* sale
* un po' di peperoncino
Preparazione1 Pulite accuratamente il polpo (qui il libro riporta una descrizione dettagliata di come fare, un po' macabra, quindi la tralascio!), mettetelo in una casseruola piena d'acqua e cuocetelo a fuoco moderato per circa un'ora e mezza (basta circa mezz'ora in pentola a pressione). Fatelo raffreddare nella stessa acqua di bollitura, scolatelo e tagliatelo a rondelle.
2 Mentre il polpo cuoce, preparate un trito con l'aglio e il pomodoro secco e fatelo rosolare per una decina di minuti con l'olio. Unite l'aceto e portate ad ebollizione finché evapora.
3 Incorporate i pomodori spellati, privati dei semi e passati (io li ho solo tagliati a fettine perché mi piacciono di più, anche perché i pomodori qui in Svizzera non sono troppo succosi) e cuocete a fuoco lento girando di tanto in tanto.
4 A cottura ultimata mescolate la salsa con il polpo, aggiustate il sale, insaporite con il peperoncino e guarnite con il prezzemolo tritato. Potete consumare la pietanza tiepida o, preferibilmente fredda.

| Oda al vino Vino color de día, vino color de noche, vino con pies de púrpura o sangre de topacio, vino, estrellado hijo de la tierra, vino, liso como una espada de oro, suave como un desordenado terciopelo, vino encaracolado y suspendido, amoroso, marino, nunca has cabido en una copa, en un canto, en un hombre, coral, gregario eres, y cuando menos, mutuo. A veces te nutres de recuerdos mortales, en tu ola vamos de tumba en tumba, picapedrero de sepulcro helado, y lloramos lágrimas transitorias, pero tu hermoso traje de primavera es diferente, el corazón sube a las ramas, el viento mueve el día, nada queda dentro de tu alma inmóvil. El vino mueve la primavera, crece como una planta la alegría, caen muros, peñascos, se cierran los abismos, nace el canto. Oh tú, jarra de vino, en el desierto con la sabrosa que amo, dijo el viejo poeta. Que el cántaro de vino al beso del amor sume su beso. Amor mio, de pronto tu cadera es la curva colmada de la copa, tu pecho es el racimo, la luz del alcohol tu cabellera, las uvas tus pezones, tu ombligo sello puro estampado en tu vientre de vasija, y tu amor la cascada de vino inextinguible, la claridad que cae en mis sentidos, el esplendor terrestre de la vida. Pero no sólo amor, beso quemante o corazón quemado eres, vino de vida, sino amistad de los seres, transparencia, coro de disciplina, abundancia de flores. Amo sobre una mesa, cuando se habla, la luz de una botella de inteligente vino. Que lo beban, que recuerden en cada gota de oro o copa de topacio o cuchara de púrpura que trabajó el otoño hasta llenar de vino las vasijas y aprenda el hombre oscuro, en el ceremonial de su negocio, a recordar la tierra y sus deberes, a propagar el cántico del fruto. | Ode al vino Vino color del giorno, vino color della notte, vino con piedi di porpora o sangue di topazio, vino, stellato figlio della terra, vino, liscio come una spada d’oro, morbido come un disordinato velluto, vino inchiocciolato e sospeso, amoroso, marino, non sei mai presente in una sola coppa, in un canto, in un uomo, sei corale, gregario, e, quanto meno, scambievole. A volte ti nutri di ricordi mortali, sulla tua onda andiamo di tomba in tomba, tagliapietre del sepolcro gelato, e piangiamo lacrime passeggere, ma il tuo bel vestito di primavera è diverso, il cuore monta ai rami, il vento muove il giorno, nulla rimane nella tua anima immobile. Il vino muove la primavera, cresce come una pianta di allegria, cadono muri, rocce, si chiudono gli abissi, nasce il canto. Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto con la bella che amo, disse il vecchio poeta. Che la brocca di vino al bacio dell’amore aggiunga il suo bacio Amor mio, d’improvviso il tuo fianco è la curva colma della coppa il tuo petto è il grappolo, la luce dell’alcol la tua chioma, le uve i tuoi capezzoli, il tuo ombelico sigillo puro impresso sul tuo ventre di anfora, e il tuo amore la cascata di vino inestinguibile, la chiarità che cade sui miei sensi, lo splendore terrestre della vita. Ma non soltanto amore, bacio bruciante e cuore bruciato, tu sei, vino di vita, ma amicizia degli esseri, trasparenza, coro di disciplina, abbondanza di fiori. Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino. Lo bevano; ricordino in ogni goccia d’oro o coppa di topazio o cucchiaio di porpora che l’autunno lavorò fino a riempire di vino le anfore, e impari l’uomo oscuro, nel cerimoniale del suo lavoro, e ricordare la terra e i suoi doveri, a diffondere il cantico del frutto. |
El mar | Il mare Canta e picchia il mare, non è d'accordo. Non legatelo. Non rinchiudetelo. Sta ancora nascendo. Esplode l'acqua sulla pietra e si aprono per la prima volta i suoi occhi infiniti. Ma si chiudono di nuovo, non per morire, ma per continuare a nascere. |
| Oda al tomate La calle se llenó de tomates, mediodia, verano, la luz se parte en dos mitades de tomate, corre por las calles el jugo. En diciembre se desata el tomate, invade las cocinas, entra por los almuerzos, se sienta reposado en los aparadores, entre los vasos, las matequilleras, los saleros azules. Tiene luz propia, majestad benigna. Devemos, por desgracia, asesinarlo: se hunde el cuchillo en su pulpa viviente, es una roja viscera, un sol fresco, profundo, inagotable, llena las ensaladas de Chile, se casa alegremente con la clara cebolla, y para celebrarlo se deja caer aceite, hijo esencial del olivo, sobre sus hemisferios entreabiertos, agrega la pimienta su fragancia, la sal su magnetismo: son las bodas del día el perejil levanta banderines, las papas hierven vigorosamente, el asado golpea con su aroma en la puerta, es hora! vamos! y sobre la mesa, en la cintura del verano, el tomate, aastro de tierra, estrella repetida y fecunda, nos muestra sus circunvoluciones, sus canales, la insigne plenitud y la abundancia sin hueso, sin coraza, sin escamas ni espinas, nos entrega el regalo de su color fogoso y la totalidad de su frescura. | Ode al pomodoro La strada si riempì di pomodori, mezzogiorno, estate, la luce si divide in due metà di un pomodoro, scorre per le strade il succo. In dicembre senza pausa il pomodoro, invade le cucine, entra per i pranzi, si siede riposato nelle credenze, tra i bicchieri, le matequilleras [portaburro], la saliere azzurre. Emana una luce propria, maestà benigna. Dobbiamo, purtroppo, assassinarlo: affonda il coltello nella sua polpa vivente, è una rossa viscera, un sole fresco, profondo, inesauribile, riempie le insalate del Cile, si sposa allegramente con la chiara cipolla, e per festeggiare si lascia cadere l'olio, figlio essenziale dell'ulivo, sui suoi emisferi socchiusi, si aggiunge il pepe la sua fragranza, il sale il suo magnetismo: sono le nozze del giorno il prezzemolo issa la bandiera, le patate bollono vigorosamente, l'arrosto colpisce con il suo aroma la porta, è ora! andiamo! e sopra il tavolo, nel mezzo dell'estate, il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda, ci mostra le sue circonvoluzioni, i suoi canali, l'insigne pienezza e l'abbondanza senza ossa, senza corazza, senza squame né spine, ci offre il dono del suo colore focoso e la totalità della sua freschezza. |
* unendosi alle proteine del glutine, gli zuccheri agiscono come aromi naturaliPer chi fosse interessato, riporto qui un riassunto un po' tecnico di quali siano le ragioni:
* migliora la morbidezza
* migliora la conservabilità
"Quel che non strangola ingrassa" by SiLviA & VerA is licensed under a Creative Commons Attribution-Non-Commercial-No Derivative Works 2.5 Italy License.
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