Forse oggi [ndA: ieri] pomeriggio il sole finalmente si sta facendo timidamente vedere: ormai non speravo più che finisse questa stagione delle piogge!
Per festeggiare ho deciso di darmi un po' al "giardinaggio". Dico giardinaggio tra virgolette perché in realtà tutto quello di cui dispongo è un balconcino al pian terreno di due metri e mezzo per uno... ho provato a colonizzare con qualche piantina il giardino condominiale, a cui posso accedere con un cancelletto direttamente dal balcone, ma tutti i tentativi finora sono stati fallimentari. Solo il mio storico nontiscordardime (che mi segue ormai da almeno 6-7 anni in tutti i miei traslochi e che è sopravvissuto ad una caduta dal secondo piano e ad ormai 3 inverni svizzeri) è riuscito dove io non ho potuto e adesso sul prato in primavera fanno capolino un gruppetto di suoi "figli".
Nonostante le ristrettezze quest'anno ho deciso di fare un mini orticello e ho piantato alcune piante di pomodorini, alcuni peperoncini e il finocchietto.
Se a questo aggiungiamo il timo, la menta (anche lei mia inseparabile compagna di viaggio da 6-7 anni), l'erba cipollina, il basilico e la lavanda, la mia produzione forse non sarà poi così misera. Spero a fine estate di riuscire a fare almeno un'insalata con i prodotti del mio balcone e ovviamente la posterò sul blog!
Per festeggiare ho deciso di darmi un po' al "giardinaggio". Dico giardinaggio tra virgolette perché in realtà tutto quello di cui dispongo è un balconcino al pian terreno di due metri e mezzo per uno... ho provato a colonizzare con qualche piantina il giardino condominiale, a cui posso accedere con un cancelletto direttamente dal balcone, ma tutti i tentativi finora sono stati fallimentari. Solo il mio storico nontiscordardime (che mi segue ormai da almeno 6-7 anni in tutti i miei traslochi e che è sopravvissuto ad una caduta dal secondo piano e ad ormai 3 inverni svizzeri) è riuscito dove io non ho potuto e adesso sul prato in primavera fanno capolino un gruppetto di suoi "figli".
Nonostante le ristrettezze quest'anno ho deciso di fare un mini orticello e ho piantato alcune piante di pomodorini, alcuni peperoncini e il finocchietto.
Se a questo aggiungiamo il timo, la menta (anche lei mia inseparabile compagna di viaggio da 6-7 anni), l'erba cipollina, il basilico e la lavanda, la mia produzione forse non sarà poi così misera. Spero a fine estate di riuscire a fare almeno un'insalata con i prodotti del mio balcone e ovviamente la posterò sul blog!
Ma forse mi sono dilungata un po' troppo a parlare del mio mini orto, quindi è meglio passare alla ricetta! Questa settimana ho trovato al banco del pesce le triglie già sfilettate (lo so che ad una persona normale basterebbe chiedere al commesso di farlo, ma le mie conoscenze linguistiche ancora non me lo permettono!), così ho provato a fare una delle tante ricette che tenevo "in bozza" perché non ero in grado di pulire le triglie da sola! Si tratta di una sorta di zuppa di triglie tratta dal libro di Slow Food con le ricette di pesce delle osterie d'Italia: è davvero buonissima e anche semplice da preparare (una volta pulite le triglie)!
Passato di triglie
Ingredienti* 4.5 etti di triglie
* 1 patata
* 2 pomodorini
* 1 carota
* 1 gambo di sedano
* 2 cipolle
* 4 spicchi d'aglio
* 1/2 cucchiaio di semi di finocchio
* 1/2 cucchiaio di origano
* brodo vegetale (ma io ho usato quello di pesce)
* 1 bicchiere di vino rosso
* 4 crostini di pane
* olio extravergine d'oliva
* sale & pepe
* peperoncino macinato (facoltativo)
Preparazione1 Tritate finemente le carote, le cipolle e il sedano e fateli soffriggere. Il soffritto, commenta Stefano Picchi (il cuoco dell'osteria Il Cibreo di Firenze da cui proviene questa ricetta), ha tre momenti cromatici: l'oro, il rame e il bronzo. Nel momento in cui sta per passare dalla seconda alla terza fase, va fermato con un bicchiere di vino rosso.
2 A questo punto aggiungete gli spicchi d'aglio interi, i semi di finocchietto e l'origano. Quindi è la volta delle triglie debitamente pulite, salate e pepate. Chi ama il piccante potrà anche aggiungere del peperoncino, io non l'ho fatto per non coprire il sapore del pesce.
3 Unite poi la patata, fondamentale per esaltare i profumi del piatto, e i pomodorini (la ricetta dice di varietà fiorentina [?] o comunque non pachino).
4 Versate il brodo vegetale (io ho usato del brodo di pesce che avevo in casa) fino a coprire la preparazione e fate bollire per una ventina di minuti.
5 Passate il tutto e servite con un filo d'olio crudo e dei crostini di pane.
Osteria Il Cibreo, Firenze
ricetta tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004
Approfitto di questo post per fare tanti auguri di buon compleanno alla mia mamma!!!




