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venerdì 14 dicembre 2012

Biscotti screpolati di "Fico e Uva"

Finalmente ieri ho finito il grosso del lavoro che volevo concludere prima delle vacanze di Natale e del congedo maternità (che qui in Svizzera inizia il giorno della nascita!). Ormai - fra pancia, sciatica e ghiaccio sui marciapiedi - mi trascino in giro un po' come una tartaruga (ma con il guscio davanti!) e non vedo l'ora di poter stare a casa per un po'! 
Ora che mi sento un po' più libera e rilassata, mi è perfino venuta voglia di rimettermi a cucinare! Così, per coccolarci un po', ho preparato dei biscottini al cioccolato da mangiare al calduccio di casa, mentre fuori è tutto bianco!
Ho trovato questa buonissima ricetta sul blog di Fico & Uva (se non lo conoscete, vi consiglio di farci un giro, è davvero bello!) e l'ho un po' modificata. Risultato ottimo, anche se i miei biscottini son meno belli (e meno screpolati) degli originali!


biscottini screpolati di Fico & Uva
Biscotti "screpolati"
Tempo di preparazione: 25 minuti + 2 ore di riposo
Tempo di cottura: 12 minuti

Ingredienti 


* 225g di cioccolato fondente 70% (io ne ho usato metà al 72% e metà all'80%)
* 125g di burro
* 300g di zucchero di canna muscovado (grezzo)
* 2 uova di gallina felice
* 1 cucchiaino di aroma di vaniglia
* 150g di farina
* 50g di cacao amaro
* 2 cucchiaini di lievito in polvere
* 1 pizzico di sale
* 2-3 cucchiai di latte
* 75g di gocce di cioccolato bianco (io invece ho messo le mandorle a scaglie)


Preparazione

1 Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare per un po'.

2 Lavorate il burro con lo zucchero finché il composto non diventa soffice, quindi aggiungete, poco per volta, le due uova leggermente sbattute, incorporate il cucchiaino di aroma di vaniglia ed il cioccolato fuso.

3 Setacciate la farina, il cacao e lo lievito in polvere, unitelo al composto prepararato con un pizzico di sale, mescolate con vigore aiutandovi con due o tre cucchiai di latte, e per ultimo aggiungete le gocce di cioccolato bianco.
Coprite e lasciate riposare in frigorifero per un paio di ore (io l'ho lasciato per mezz'ora sul davanzale, in questi giorni si gela!).

4 Preparate un contenitore con zucchero a velo, prendete il composto e, con i palmi delle mani, formate delle palline di grandezza simile ad una piccola noce, passateli nello zucchero a velo e appoggiatele, distanziate fra di loro, su di una placca ricoperta di carta da forno. In forno sul ripiano centrale cuoceranno in 12 minuti a 180 gradi.

Ricetta tratta da ficosecco ♡ uvapassa 
 che a loro volta hanno preso dal libro  
"Lunedì senza carne - il ricettario" menù vegetariani 
di Paul, Stella e Mary McCartney.





aiuto cuoca in arrivo...









domenica 2 ottobre 2011

paste di mandorla per addolcire la partenza

Durante la settimana ora sono a Zurigo da sola. Ru ha iniziato un nuovo lavoro a Como e, anche se in futuro avrà la possibilità di stare qui per dei periodi, per adesso torna solo nei fine settimana (quando non lo raggiungo io in Italia). Il distacco, dopo 4 anni di convinvenza, non è facile, ma rende comunque ancora più belli i momenti in cui ci si rivede e più prezioso il tempo insieme!
Per rendere più dolce la sua partenza, oggi gli ci ho preparato dei biscottini alle mandorle da mangiare durante la settimana a colazione. La ricetta è tratta dal il libro dei "Calycanti" la cucina Siciliana

paste di mandorle
Ingredienti per circa 30 biscotti (a me ne son venuti un po' meno)
* 1 albume
* 125g di zucchero (io l'ho usato di canna, quindi mi son venuti un po' più scuri)
* 125g di mandorle con la pelle
* 15g di farina
* 3 cucchiai di zucchero a velo

Preparazione
1 Sbollentate velocemente le mandorle in acqua bollente (bastano pochi minuti), scolatele e sbucciateleancora calde.
2 Asciugatele bene su un canovaccio e tritatele finemente assieme allo zucchero; unite l'albume e la farina.
3 Traferite il composto sul tavolo da lavorocosparso con un cucchiaino e mezzo di zucchero a velo, impastate velocemente, formando dei piccoli salsicciotti di 7-8cm e ripiegateli a "S" (io invece ho fatto delle palline schiacciate).
4 Infornate a forno già caldo a 180ºC per pochi minuti (io ne ho fatti 7), appena si dorano, sfornateli e lasciateli raffreddare.
5 Una volta freddi cospargeteli di zucchero a velo e conservate in una scatola di latta (io per praticità di trasporto ho usato quella del caffé).

Nota dei Calycanthy: Le scatole di paste di mandorle sono uno tra i più tradizionali cadeaux che viaggiano tra la Sicilia e il continente; è quasi impossibile partire dall'isola, e soprattutto dalla costa orientale, senza averne un pacchetto sottobraccio!


paste di mandorle

lunedì 14 febbraio 2011

(la mia) ganache au parfum subtil de thé vert et Earl Grey

Francesca di unastantuttaper(il)tè, qualche tempo fa, aveva 'lanciato la sfida' di scoprire la ricetta della Ganache au parfum subtil de thé vert et Earl Grey che aveva visto attraverso una vetrina di una pasticceria di Parigi. L'idea mi ha subito stuzzicato e ho cercato un po' in giro fra i blog e i libri di ricette.
Avevo sempre pensato alla ganache come ad una crema e volevo capire bene come farla più solida; poi non sapevo come fare a darle il sapore di tè: aggiungere tè già infuso avrebbe reso tutto troppo liquido, ma le foglie pure si sarebbero sentite in bocca e avrebbero anche creato un effetto poco omogeneo sia nel sapore che nella consistenza. 
Alla fine ho trovato questa questa ricetta di Fior di frolla che mi ha illuminata: per fare i suoi tartufi di cioccolato al tè bianco Hanai lei ha infuso il tè nella panna, poi l'ha filtrata e quindi ha preparato la ganache. La diversa proporzione cioccolato-panna-burro aiuta poi a trovare la consistenza giusta. Ispirata da questa ricetta, ho fatto anch'io le mie palline di ganache (mi sembravano più facili da fare in questa forma rispetto ai 'mattoncini' che Francesca aveva visto a Parigi). Ho cambiato un po' la ricetta usando solo cioccolato fondente (che io preferisco) e modificando un po' le proporzione fra gli ingredienti, ma devo dire che sono venuti buonissimi: chissà se assomigliano davvero alla ganache nella vetrina parigina? Le mie palline avevano proprio parfum subtil de thé!
Credo che Francesca questa volta debba entrare ad assaggiarla!

Ecco la mia ricetta:

Ganache au parfum subtil de thé vert et Earl GreyIngredienti
300 g di cioccolato fondente al 70%
200 g di panna fresca
50 g di burro
2 cucchiai di tè verde e 3 di Earl Grey
cacao amaro in polvere



Preparazione
1 Fate bollire la panna con le foglie di té mescolando di tanto in tanto, quindi spegnete e lasciate in infusione per circa un'ora. La panna assumerà un colore marroncino e asorbirà un intenso sapore di tè. Trascorso questo tempo filtrate il tutto con un colino, schiacciando bene le foglie di tè in modo da far uscire quanta più panna ed aroma possibili. 

2 Tagliate grossolanamente il cioccolato e disponete i pezzi in una ciotola capiente. In una piccola casseruola versate la panna filtrata insieme al burro e portate ad ebollizione mescolando, in modo da ottenere un composto ben amalgamato. Versate il tutto sul cioccolato tritato, coprite e lasciate riposare per 2-3 minuti. 

3 Mescolate ora con una spatola fino ad ottenere una ganache liscia, densa e omogenea. Fate raffreddare a temperatura ambiente, mescolando di tanto in tanto, poi coprite con un foglio di pellicola per alimenti e ponete in frigorifero per almeno 1 ora (basta anche meno).

4 Passato questo tempo tirate fuori la crema e lavoratela con le mani formando delle palline, quindi rotolatele nel cacao amaro (se la crema è troppo solida, lasciatela un po' a temperatura ambiente finchè non si sia sciolta un po'). Meglio conservare le palline di ganache in frigo, ma tiratele fuori un quarto d'ora prima di servirle. Ideale per gli amanti del cioccolato, ma anche per i patiti del tè che potranno sentirne il delicato profumo ad ogni morso.


Questa è la foto di Francesca della ganache nella vetrina di Parigi:

foto di Francesca Verde, da unastantuttaper(il)tè

Qui invece potete trovare la mini guida dei luoghi del tè a Parigi di Francesca che raccoglie i suggerimenti dei lettori di unastanzatuttaper(il)te... e non perdetevi il racconto del suo viaggio di un mese fra i tè parigini (dal 15 febbraio per un mese)!

giovedì 28 ottobre 2010

scottish hot toddy - bevanda scozzese per il raffreddore

Nonostante quello che ho scritto nell'ultimo post, il successivo non si è fatto attendere molto!
L'autunno è arrivato in tutta la sua bellezza, con i suoi colori, la sua luce speciale, ma anche con la sua aria gelida. 

Autunno, Rheinfall 2007
Rheinfall, CH, novembre 2007

Quindi eccomi in balia del raffreddore! Per fortuna la mia amica Karen, sapendo che non sono tanto in forma, mi ha mandato la ricetta di una bevanda calda che preparano in Scozia per curarsi, originariamente a base di whisky, ma anche con una variante analcolica per bambini. Appena l'ho bevuta (per ora in versione alcohol-free) mi sono sentita meglio e devo dire che è anche molto buona, quindi adesso copio la ricetta sul blog per tutti i raffreddati, che passeranno di qui (versione italiana in fondo)! 


Scottish
Ingredients
(a wee dram of whisky)
1 teaspoon honey or 1 teaspoon of sugar
1 slice fresh lemon or 2 tablespoons of lemon squash
a mug/cup of boiled water
Optional Ingredients:
a wee sprinkle of ground nutmeg
1 cinnamon stick
1 clove but please do remove this and the cinnamon stick before serving the hot toddy!

Scottish hot toddy
Scottish hot toddy (e io)


Italiano
Ingredienti
(un goccio di whisky)
1 cucchiaino di miele o di zucchero
1 fetta di limone or 2 cucchiai di succo di limone
una tazza di acqua bollente
Ingredienti opzionali
un pizzico di noce moscata
una stecca di cannella
1 chiodo di garofano (rimuovere il chiodo di garofano e la stecca di cannella prima di servire l'hot toddy!)

PS: prima di andare a letto stasera credo proprio che la proverò anche con il whisky!

domenica 8 agosto 2010

i mercati di Berna + yogurt alle pesche e amaretti

Questo weekend sono venute mia mamma e la mamma di Ru (e Vera) a trovarci qui in Svizzera.
Ieri siamo stati a Berna (che resta forse la mia città svizzera preferita) dove abbiamo anche trovato il mercatino dell'artigianato del primo sabato del mese (in cui avrei comprato tutto!).
Si tratta di un mercatino allestito nel giardino panoramico attorno al Münster (la cattedrale) i cui espositori vendono oggetti per la casa, manufatti, disegni, sculture e ricami tutti di molto buon gusto (anche se spesso non a buon mercato) e originali.

Berna, agosto 2010

Ci sono anche delle signore che ricamano, tessono o lavorano a maglia dietro le bancarelle in cui vendono i loro manufatti.

Berna, agosto 2010


Oltre a questo delizioso mercatino mensile, ogni sabato vicino alla sede del Bundesrat (il consiglio federale) c'è il mercato settimanale che ha una vivace e colorata sezione multietnica e attorno a cui si concentra l'animazione della città. Vista la bella giornata, i bambini trovavano refrigerio giocando con gli spruzzi d'acqua della piazza del Bundesrat.

Berna, agosto 2010


All'arrivo delle mamme in Svizzera, abbiamo fatto subito merenda con una piccola elaborazione del mio yogurt...

Yogurt alle pesche e amaretti

Ingredienti per 1 persona
* 1 vasetto di yogurt fatto in casa (circa 160ml)
* 1 pesca bianca
* 2 amaretti
* 1 cucchiaino di zucchero di canna (o di miele)



yogurt pesche e amaretti



Preparazione pelare e tagliare a pezzi la pesca, sbriciolare gli amaretti e mescolare tutti gli ingredienti.

mercoledì 4 agosto 2010

homemade yogurt #1

Nella casa di Padova dove abitavo quando facevo l'università avevamo una yogurtiera piuttosto vecchia che apparteneva alla nonna della nostra padrona di casa e il mio coinquilino Andrea (che aveva più pazienza) preparava spesso uno yogurt buonissimo e cremoso che poi mangiavamo tutti. Da quando ho lasciato quella casa ho sempre pensato di comprare un'altra yogurtiera e dopo 4 anni finalmente ho fatto il grande passo! Oltre alla grande soddisfazione di autoprodursi lo yogurt, avere una yogurtiera aiuta a risparmiare, a limitare l'uso di imballaggi (per maggiori informazioni a questo proposito vi rimando ai post di Wenny e di Enikő) e dà la possibilità di sbizzarrirsi creando innumerevoli varianti. 
È possibile preparare lo yogurt anche senza yogurtiera, con un po' più di pazienza. Sul blog de il Pasto nudo potete trovare il procedimento e un elenco di link ad altri blog che ne descrivono altrettante varianti. Riporto qui l'elenco a cui aggiungo alcuni link che ho trovato fra i blog della nostra blogroll (la ricetta de Il Pranzo di Babette che prevede di avvolgere i vasetti in un maglione di lana mi è piaciuta particolarmente, sembra quasi un modo per coccolare i batteri):


Per produrre lo yogurt naturale si può partire da un vasetto di yogurt (molto fresco e rigorosamente naturale, senza aromi) + 1 litro di latte, oppure da una bustina di fermenti lattici + 1 litro di latte. 
Per questo primo esperimento ho usato un litro latte di mucca (intero, fresco e biologico) e una bustina fermenti lattici (io ho trovato questi di una marca svizzera di prodotti naturali, intitolata ad una specie di guru della medicina naturale dall'aspetto di un grazioso vecchietto che raccoglie fiori fra le montagne, il sito web mi ha fatto sorridere), ma mi piacerebbe molto provare anche a fare lo yogurt di capra e di pecora, per i quali è più difficile recuperare il vasetto di yogurt di partenza; per questo motivo sperimentare da subito la preparazione con i fermenti mi sembrava una buona idea. Per le preparazioni successive, secondo quanto scritto sulla confezione dei fermenti, potrò reinoculare lo yogurt fino ad un massimo di 17 volte: basterà aggiungere al latte (1l) 8 cucchiai di yogurt al posto di una bustina di fermenti, facendo attenzione a non conservare la parte di yogurt destinata alla riproduzione per più di tre giorni. Il latte da utilizzare può essere crudo, intero, fresco o a lunga conservazione.

homemade yogurt #1
Ecco il procedimento che ho seguito.
Ingredienti (per sei vasetti):

1l di latte intero fresco biologico + 1 bustina di fermenti lattici A.Vogel. Eventualmente, per rendere lo yogurt più consistente, si può aggiungere una bustina di latte in polvere. È necessario anche avere a portata di mano un termometro per liquidi.
Preparazione: 
1 Ho riscaldato 1l di latte in una casseruola d'acciaio fino quasi al punto di ebollizione (85-90ºC). Questo procedimento è necessario per eliminare possibili batteri estranei, ma se si usa il latte a lunga conservazione questa fase di riscaldamento non è indispensabile.
2 Ho fatto raffreddare il latte fino a 43-45ºC e aggiunto una bustina di fermenti mescolando fino a che al completo scioglimento. Nella mia yogurtiera si consiglia di mettere il latte a temperatura non superiore ai 35ºC, così ho travasato il composto latte+fermenti nei vasetti e ho atteso che si raffreddasse (il travaso dalla casseruola ai vasetti accelera un po' il raffreddamento).
homemade yogurt #1
3 Quindi ho messo i vasetti nella yogurtiera e qui ho avuto il grande dubbio: per quanto tempo deve fermentare? Sulla confezione dei fermenti era scritto di lasciare fermentare per 6-8 ore, mentre le istruzioni della yogurtiera (sulle quali però era descritto solo il procedimento per produrre yogurt a partire da un vasetto già pronto) dicevano 12 ore. Ho chiesto una consulenza a Wenny che so che utilizza i fermenti e lei mi ha detto che 6 ore sono troppo poche in genere e che abbondare con i tempi non ha mai avuto conseguenze negative. Allora (per motivi di orario: 12 ore mi avrebbero fatto andare a letto all'1h30 di notte) ho provato a tenerlo per una decina di ore e devo dire che il risultato è molto soddisfacente: lo yogurt è venuto compatto e cremoso. La prossima volta tuttavia mi organizzerò meglio con il tempo e proverò a tenerlo 12 ore per vedere se viene ancora più denso.
Durante la fermentazione è importante evitare le scosse.
4 Passato il tempo di fermentazione, ho messo i vasetti in frigo; affinché l'aroma dello yogurt possa svilupparsi pienamente, il "guru" dei miei fermenti lattici consiglia di lasciarlo riposare per 12 ore prima di gustarlo.


Questo primo esperimento mi è sembrato molto ben riuscito! Prossimamente mi riservo di postare qualche elaborazione dello yogurt naturale. Dato che questa è la mia prima produzione, consigli e suggerimenti da chi ha più esperienza in fatto di yogurt sono molto bene accetti! Inoltre credo che aggiornerò il post con gli eventuali miglioramenti nella preparazione che sperimenterò in futuro, quando capirò quali sono le dosi e i tempi ideali per ottenere il migliore risultato.

homemade yogurt #1




Per finire questo lunghissimo post vi lascio anche una fotografia della perenne incertezza meteorologica del cielo svizzero, con le nuvole nere e quelle bianche che si alternano a coprire il blu intenso.

nuvole

giovedì 24 giugno 2010

torta sarda con ricotta e limone (by Cavoletto)

Questo fine settimana (sciopero permettendo) torno in Italia a trovare mia mamma, ma mi dispiace lasciare quissù Ru da solo con tutto il lavoro che ha da fare, allora ho voluto preparargli un po' di leccornie per dargli la carica! Dopo la marmellata di fragole, ho pensato a questa torta tratta dal blog di Cavoletto. Ad essere sincera, avrei tanto voluto preparare la torta in barattolo della cucina di Calycantus, ma non avevo un barattolo adatto, quindi la rimando a tempi migliori: questa torta è forse meno scenografica, ma di sicuro altrettanto buona e semplice (quanto mi piacciono i dolci di ricotta!?).

Ingredienti

* 300g di farina  * 300g di zucchero * 300g di ricotta di pecora * 3 uova * 1 limone * 1 bustina di lievito per dolci * zucchero a velo per spolverare


torta sarda

Preparazione
1 Con una forchetta, lavorare la ricotta e lo zucchero in modo da ottenere una crema.

2 Aggiungere i tuorli (tenere gli albumi da parte), la buccia grattugiata del limone, poi la farina e il lievito.

3 Montare gli albumi a neve e incorporare anche quelli. Versare il tutto in una teglia a cerniera di 22cm (o in uno stampo da plum cake) e infornare per circa 40 minuti a 180°C finché la torta sia dorata e che, infilandoci uno stecchino, esca asciutto. Se vi piace, quando sarà fredda, spolveratela con un po’ di zucchero a velo. 

Io qui in Svizzera non ho trovato la ricotta di pecora, quindi ho usato una ricotta fresca di mucca e ho aggiunto un vasetto di yogurt di pecora naturale biologico per dare un po' di sapore e ho messo un uovo in meno.

sabato 19 giugno 2010

marmellata di fragole e timo

Quest'anno le continue piogge non mi hanno permesso ancora di andare al campo di fragole per raccoglierle, allora oggi mi sono decisa ad andare almeno al piccolo negozio dove i proprietari del campo vendono le fragole raccolte da loro.
Non sarà divertente allo stesso modo, ma almeno mi sono tolta la voglia di fragole che ormai mi perseguita da settimane. Ne ho prese un kg e di circa metà  ho fatto questa marmellata. L'idea dell'abbinamento fragole-timo mi è venuta da lavanda in terrazza, cambiando un po' le dosi, l'ho preparata seguendo più o meno la sua ricetta.


fragole+timo 

Ingredienti(2 vasetti):

* 500g di fragole

* qualche rametto di timo fresco

* il succo di un limone

* 250g di zucchero






Preparazione 

1 Lavate bene le fragole, eliminando  il picciolo, asciugatele e tagliartele in quattro parti; sistematele in un recipiente con lo zucchero e il succo di limone. Lasciate riposare in frigo per qualche ora.

fragole+timo2 Versate tutto in una pentola e portate ad ebollizione, quindi abbassate la fiamma al minimo e continuate la cottura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno per circa 30 minuti. Aggiungete le foglioline di timo. 

3 Nel frattempo mettete i vasetti e i tappi in una pentola alta e riempitela d'acqua fredda fino a ricoprirli. Mettete la pentola sul fuoco e portate a ebollizione,  abbassate la fiamma e lasciate bollire per una ventina di minuti: questo servirà a sterilizzarli. Lasciate raffreddare l'acqua e quindi estrete i vasetti.


4 Quando la marmellata sarà pronta versatela ancora calda nei vasetti, tappateli e capovolgeteli.

fragole+timo



Un trucco per rendere le marmellate fatte in casa più dense è aggiungere una mela: le mele sono ricche di pectina e renderanno la vostra conserva meno liquida.















mercoledì 6 gennaio 2010

Post color ginestra: Biscotti al mais e... Riace

Giornate terse e soleggiate, ma gelide. Mi godo gli ultimi momenti di relax prima di riprendere il lavoro e preparo dei biscotti per le colazioni di Ru. Approfitto di questo post giallo, color ginestra, per raccontarvi anche qualcosa di Riace, ma prima ecco la ricetta dei biscotti:

Ingredienti
* 200g di farina bianca * 150g di farina di mais * 1 cucchiaino di lievito in polvere * 100g di burro * 2 uova leggermente sbattute * 140g di zucchero di canna *


Preparazione
1 Setacciate la farina, la farina di mais, il lievito e un pizzico di sale in una terrina.
2 Con un cucchiaio di legno incorporate il burro a pezzetti fino ad ottenere un composto granuloso.
3 Incorporate le uova e lo zucchero di canna fino a formare una pasta morbida.
4 Suddividete la pasta in palline grandi come una noce e distribuitele sulla piastra, schiacciandole leggermente.
5 Fate cuocere i biscotti per 20-25 minuti, o comunque fino a che saranno dorati.

ricetta tratta da Dolci e BISCOTTI della collana Oggi cucino IO (Mondadori 2005)





Il centrino giallo in questa foto è tessuto a mano con del filo di ginestra, ricavato da piante spontanee e biologiche secondo le tecniche di lavorazione in uso nelle antiche comunità contadine della Calabria. Viene da Riace, lo ha regalato a mia mamma (assieme ad un altro che ha tenuto lei) una signora che ha conosciuto lì quest'estate. Adesso ce l'ho io qui in Svizzera, colora di giallo la mia mensola e mi porta un po' del sole della Calabria che ha fatto crescere i fiori di cui è fatto.

Non solo bronzi
Riace è un paesino in provincia di Reggio Calabria conosciuto in tutto il mondo per il ritrovamento nel 1972 dei famosi bronzi, ma che oggi può vantare anche molto di più: è infatti un felice esempio di integrazione, convivenza civile e rinascita di un paese che, come molti altri piccoli borghi del sud Italia, rischiava di morire per il continuo spopolamento.
Grazie alla buona volontà del sindaco di Riace Domenico Lucano, di sua moglie Pina Sgrò e di altri giovani è nata infatti nel 1999 l'associazione "Città Futura - Giuseppe Puglisi". La principale attività dell'associazione è un ecovillaggio denominato "Riace Village" che ripropone il modello di villaggio rurale basato sull'ospitalità, l'accoglienza profughi nelle case del vecchio borgo medievale abbandonate dagli emigrati a metà del '900, il recupero e le valorizzazione degli antichi mestieri artigianali che rischiavano di andare dimenticati.

È proprio l’accoglienza dei rifugiati la carta vincente di Riace: un’esperienza di reinserimento lavorativo e sociale che ha fatto crescere il paese e migliorare l’economia locale.
Per primo è stato aperto un laboratorio di tessitura grazie anche all'aiuto delle anziane dei paesi vicini, preziose custodi della tradizione locale della tessitura della ginestra, altrimenti destinata all’oblìo. Il laboratorio è diventato una scuola di tessitura per le migranti che giungono a Riace da ogni parte del mondo e che oggi mantengono in vita quest'antica arte della filatura della ginestra. Successivamente sono stati aperti laboratori per la lavorazione della ceramica e del vetro, una bottega del commercio equo e solidale, la Taverna Donna Rosa dove si preparano piatti calabresi ed etnici, un frantoio e un laboratorio delle marmellate biologiche di arance, mandarini e limoni che hanno creato nuove opportunità di lavoro per i giovani del luogo e per alcuni profughi.

La descrizione migliore di questo progetto viene forse dalle parole del sindaco di Riace, tratte dal sito di Riace Città Futura
"Quando è nata l'Associazione, la prima cosa, che abbiamo pensato, è stata quella di dar vita ad un villaggio multiculturale, dove fosse facile parlare la stessa lingua, per poter tutti insieme andare avanti. Quando abbiamo cominciato, sentivamo il bisogno di forze, energie, che venissero da fuori, che rispolverassero vecchie usanze culturali della nostra terra, le più autentiche e positive, legate all'accoglienza e all'ospitalità. E' stato un cammino felice, aiutare la gente, che, in cerca di una possibilità di cambiamento, si è trovata a passare di qua, è stato un cammino fruttuso per l'Associazione, che è cresciuta e si è ingrandita grazie a loro. Oggi siamo un centro di accoglienza per rifugiati e richedenti asilo, un'alternativa alla logica assistenziale di favore malconcesso dei CPT e, credo, un tentativo di fermare l'espansione dell'odierna società globalizzata, che richiama gli uomini a spostarsi, per le differenze sociali ed economiche, sempre più grandi fra nord e sud. Oggi spero di poter parlare la stessa lingua di questi uomini, di poter scambiare con loro qualche parola, che non sia danaro, ma diritto e dignità."
 Domenico Lucano 

domenica 13 dicembre 2009

Torta di cioccolato all'uvetta e rum

Ultimamente siamo davvero latitanti! Sia io che VerA (che è tornata dagli Stati Uniti) infatti siamo molto prese con il lavoro, per fortuna che arriveranno presto le vacanze di Natale!
Qui in Svizzera è freddo e oggi nevica anche un po'. La neve pian piano inizia ad attaccare nei prati, mentre i boschi sulle colline sono già bianchi da ieri... cosa c'è di meglio che starsene a casa al calduccio e preparare una torta al cioccolato per le colazioni di Ru della prossima settimana?
Mentre vi scrivo la ricetta il profumo del cioccolato invade le stanze, non vedo l'ora di assaggiare il dolce... anche se a dire il vero ho già leccato un po' il cucchiaio!
La ricetta è tratta dal libro d'oro del cioccolato di Carla Bardi e Pietersen Claire (Mondadori) che mi ha regalato Vera l'anno scorso per Natale, ma ho apportato qualche piccola modifica.




Ingredienti

180g di farina bianca
180g di uva sultanina
2 cucchiai di rum
200g di cioccolato al latte (io invece ho usa il cioccolato fondente)
1 uovo
150g di zucchero di canna
120g di burro
1 cucchiaino di lievito in polvere
sale

Per la glassa: invece della glassa prevista dalla ricetta, ho fatto una ganache al cioccolato e rum. Ingredienti: 2/3 di cioccolato, 1/3 latte (non avevo al panna fresca, ma se usate la panna aumentate la percentuale e non mettete il burro), un cucchiaio di burro, un cucchiaino di rum.

Preparazione
Preriscaldate il forno a 180ºC. Rivestite una teglia rettangolare con la carta da forno.
Mescolate l'uvetta con il rum, coprite e lascate in ammollo per un'ora.
Lavorate l'uovo con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto cremoso. Fate sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria.
Incorporate con una spatola il composto di uova e zucchero, la farina, il lievito, un pizzico di sale e l'uvetta.
Mettete l'impasto nella teglia e fate cuocere 30-35 minuti, o fino a quando sarà consistente.

Glassa: sciogliete a bagno maria il cioccolato con il burro, aggiungete il latte e il rum e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Una volta cotta la torta, spalmate la glassa e servite.

domenica 23 novembre 2008

Zabaione salva-tuorli

Dalla preparazione dei biscottini svizzeri mi sono avanzati dei tuorli, così, per non buttarli via (non sopporto gli sprechi!), ho deciso di preparare un mini-zabaione.

Ingredienti:
- tuorli
- 20g di zucchero per ciascun tuorlo
- vino (Marsala secco, o Porto, o Vin Santo, o Moscato) oppure liquore (Kirsch o Rum). Io ho usato il Kirsch dato che lo avevo adoperato per i biscottini

Preparazione:
Mettete i tuorli e lo zucchero in un pentolino di metallo e sbattete con una frusta fino ad ottenere una crema gonfia, chiara e spumosa. Unite il vino o il liquore continuando a sbattere, in modo che il liquido si amalghimi bene con il resto del composto.
Immergete il pentolino a bagnomaria in una pentola più larga riempita d'acqua fino a circa un terzo del pentolino. Cuocete a fuoco basso senza mai far bollire l'acqua.
Continuate a mescolare per una decina di minuti, comunque finché la crema non inizierà a gonfiarsi. Quindi versate lo zabaione in coppette di vetro e servite subito.

Glossario culinario IT - DE - EN:
uovo/uova, m./f. = das Ei/die Eier, n. = egg, n.
zucchero, m. = der Zucker, m. = sugar, n.
liquore, m. = der Likör, m. = liqueur/liquors, n.
vino, m. = der Wein, m. = wine, n.


domenica 9 novembre 2008

Le caldarroste!!!

Autunno, giornata grigia, nebbiosa, fredda, un pallido sole emerge nella foschia.

I colli Euganei sono imperlati di nebbia e svelano un fascino particolare, quasi congelato.

Dopo una cavalcata in bicicletta, cosa c'è di meglio che godersi il tepore di casa davanti ad un piatto di castagne bollenti???



martedì 4 novembre 2008

Muffins al caffé - Coffee muffins to Obama!!!

Oggi sono tornata al lavoro dopo 4 giorni di ferie, e non sono nemmeno riuscita a bere il caffè! L'unico momento gioioso della giornata è stato il pranzo, addolcito dai miei muffins alla zucca e cioccolato, molto apprezzati! Quindi ho deciso, per coccolarmi al risveglio, e poi al lavoro, di rifare i muffins, stavolta al caffé... e cioccolato, ovviamente!!! Questa ricetta è ispirata a Mammazan, anche se un po' rielaborata. E visto che ci siamo, e visto il colore dei muffins, approfitto, e li dedico ad Obama!!!

Ingredienti:

250 g di farina | 120 g di zucchero di canna | 125 g di burro | 1 bustina di lievito per dolci | 1/2 cucchiaino di bicarbonato | 25 g di uvetta ammollata in acqua tiepida per 30' (io ho preferito le gocce di cioccolato) | 3 cucchiai di cacao amaro | un pizzico di sale | 120 ml di latte | 1 uovo | 4 cucchiai di caffè istantaneo | 65 g di cioccolato fondente ridotto a scaglie (anche in questo caso ho preferito mettere le gocce, che avevo, in abbondanza!)

Versate la farina&Co in una terrina, mentre in un'altra montate con una frusta l' uovo con lo zucchero, aggiungete il burro fuso e tiepido, il cacao amaro, il cioccolato in scaglie, il caffè istantaneo (e l'uvetta ammollata precedentemente in acqua tiepida).
Mescolate con cura e versate velocemente e a filo nella scodella contente la parte secca della preparazione.
Procedete quindi con la solita tecnica che si usa per l'impasto dei muffins: mescolate giusto per amalgamare gli ingredienti, riempite per 3/4 i pirottini, disposti nell'apposito stampo .
Infornate a 175° per 15 minuti.


Trucchi del mestiere
Per permettere agli ingredienti di mescolarsi perfettamente e di inglobare aria, che consente una migliore cottura, per prima cosa, setacciate due volte la farina a cui sono stati aggiunti il lievito e il bicarbonato.

Un tocco in più
Tagliate un poco della calotta, se è troppo pronunciata, e farcite con la panna montata.

domenica 5 ottobre 2008

Tortine alla carota


L'altro giorno in caffetteria a Zurigo mi è venuta una gran voglia di provare la torta di carota, ma, nonostante avesse un aspetto invitante, sono rimasta molto delusa: non sapeva di carota ed era tutt'altro che soffice come la immaginavo.
Quindi per riparare alla mia insoddisfazione da carota ho deciso di cimentarmi nella preparazione di questa torta di carota che ho trovato sul blog di Viola Melanzana. Siccome non ho una gran quantità di ingredienti, invece di fare una vera torta, ho deciso di fare delle mini tortine.

Ingredienti
200 gr di carote
100 gr di olio extra vergine di oliva
250 gr di farina
250 gr di zucchero
3 uova
la buccia di mezzo limone
il succo di mezzo limone
1 bustina di lievito per dolci

Pulire le carote e frullarle con l'olio. Aggiungere via via tutti gli altri ingredienti e far amalgamare per cinque minuti nel mixer. Imburrare una teglia e cospargerla di pan grattato o farina. Cuocere per 35 minuti a 180°.

mercoledì 1 ottobre 2008

Chocolate sugar cookies

Probabilmente la mia ossessione per i dolci, in particolare per il cioccolato, ha del patologico... ma volete mettere quanto sia divertente e rilassante fare i biscotti o i dolcetti e non pensare più a niente se non a realizzare delle piccole meraviglie golose?! Questa ricetta è tratta da Il ricettario di Anna, un po' rivisitata e reinterpretata a modo mio.

Ingredienti:
210 g di farina 00
70 g di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito
1/2 cucchiaino di sale
125 g di burro a temperatura ambiente
50 g di burro fuso e freddo
100 g di zucchero
1 uovo grande
1 cucchiaio di rhum



Preriscaldate il forno a 180°. Preparate una placca da forno. Copritela con un foglio di carta da forno. Mettete in una ciotola la farina, il cacao, il lievito e il sale. Mischiate bene. In un impastatore mettete il burro e lo zucchero. Amalgamate bene il tutto. Aggiungete il burro fuso e poi l'uovo. Poi aggiungete il mix di farina e cacao, poco alla volta, se possibile con il mixer acceso. Formate delle palline non troppo grandi e poggiatele sulla placca da forno. Infornate e cuocete per 15min. Raffreddare e poi mangiare.

lunedì 29 settembre 2008

Muffins marmorizzati

Sono stanca e stressata, i ritmi sono veramente pesanti... cosa fare per allentare le tensioni? Ovviamente i muffins, di cui ormai tutti vanno ghiotti, soprattutto i miei colleghi di lavoro, sotto pressione come me. E allora, tratto da Gnocchetto al pomodoro, ecco a voi i muffins marmorizzati!!!

Ingredienti per 12 muffins:

200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro salato a pezzetti
50 ml di latte
2 uova
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di cacao in polvere amaro
1/2 bustina zucchero vanigliato
1 pizzico di sale



Preriscaldate il forno a 200°C. Sbattere il burro a temperatura ambiente e lo zucchero fino a che l'impasto non diventa chiaro e cremoso. Rompete le uova separando gli albumi dai rossi ed incorporate i tuorli nell'impasto di burro e zucchero, aggiungendo poco a poco il latte continuando a mescolare. Setacciate farina e lievito in una ciotola ed aggiungetelo a poco a poco all'impasto. Aggiungete il pizzico di sale agli albumi e montateli a neve molto ferma.

Suddividete l'impasto in due ciotole ed incorporate in uno lo zucchero vanigliato e nell'altro il cuccchiaio di cioccolato amaro. Aggiungete delicatamente la metà degli albumi nella preparazione alla vaniglia avendo cura di non smontare gli albumi e fate quindi lo stesso con la preparazione al cioccolato. Imburrate gli stampini e infarinate leggermente e iniziate a versare strati alternati delle due preparazioni avendo cura di riempire i pirottini di fino a 3/4 (lasciando quindi lo spazio necessario alla lievitazione del dolcetto). Infornate per 10 min a 200°C e per altri 20 min a 180°C. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.

venerdì 5 settembre 2008

Cookies con cioccolato e pistacchi

Ecco, sempre dalla brochure di Cavoletto, un altro golosissimo esperimento di piccola pasticceria! Ormai ci ho preso gusto e mi diverto un sacco a modellare tanti piccoli dolcetti... danno molta soddisfazione perche' rappresentano molteplici momenti di felicita'! Peccato che anziche' biscotti, i miei, sembrino piuttosto bistecche! ;) Ma sono buonissimi!!!


Questi gli ingredienti:

burro 225g | zucchero a velo 175g | zucchero di canna 175g | uova 3 | farina 250g | cioccolato fondete (gocce) 100g | pistacchi di bronte (non salati) 100g | lievito per dolci 1 cucchiaino | sale una presa

Mescolate il burro fuso con lo zucchero a velo e lo zucchero di canna. Aggiungete le uova uno a uno, mescolando bene. In un’altra ciotola, mescolate la farina, il lievito e il sale, e aggiungete il tutto al composto con le uova. Aggiungete infine i pistacchi e le gocce di cioccolato.
Farte rassodare leggermente questo impasto in frigorifero per 15 minuti. Versatelo poi su 2 fogli di pellicola e chiudeteli formando due salsicciotti del diametro di 3-4cm. Riponete il tutto in frigo per un’oretta, poi togliete la pelicola, affettate l’impasto (a fettine spesse 1 cm) e disponete i biscotti su una teglia da forno ricoperta con carta da forno, lasciando parecchio spazio fra uno e l'altro.
Cuocete a 190 gradi per circa 15 minuti.




Silvia: Mi intrometto nel post di Vera per salutare tutti: ci vediamo fra una settimana!... sono in partenza per Creta! A presto! Silvia

VerA: Saluto anch'io, sono in partenza per Roma! A presto. Buone vacanze SiLviA e Ru!!! Tornate abbronzati e riposati, ma soprattutto... guariti!!! Vi aspettiamo :-x

martedì 2 settembre 2008

Madeleines o quasi... con miele e fior d’arancio

Tratto dalla brochure Colazione e Merenda di Cavoletto di Bruxelles! Quando l'ho vista ho avuto un attimo di confusione... cosa fare come prima ricetta?! Tutte le goloserie proposte sono da capogiro! Siccome per me e' la fase di sperimentazione della piccola pasticceria, ed avevo giusto dei pirottini che sembravano adatti, ho voluto cimentarmi nella raffinata realizzazione delle leggendarie madeleines. Adesso sono in forno... ma temo, ahime', che i pirottini abbiano ceduto, quindi la forma sara' tutt'altro che a conchiglia... sig
A parte questo, il profumo e' particolare e molto ricercato, credo sia l'aroma di fiori d'arancio che e' davvero molto molto raffinato.

Ecco, le ho sfornate!!!! Ma sembrano piu' lingue di gatto (hihih)...
Vabbe', riporto la ricetta, e ve la riproporro' visivamente quanto avro' trovato gli stampini ad hoc!


Ingredienti per circa 18 madeleines

farina 120g | uova 2 | burro 100g | miele 70g | zucchero 30g | lievito per dolci 1 cucchiaino scarso | acqua di fiori d’arancio 1 cucchiaio | cannella macinata mezzo cucchiaino | sale una presa

Rompete le uova in una ciotola capiente, unite lo zucchero, il sale e la cannella e sbattere con una forchetta (io ho usato il frullatore).
Al microonde, potenza medio-bassa, fate sciogliere insieme il burro e il miele. Unite metà del burro/miele fuso alle uova, sbattete ancora, poi aggiungete la farina ed il lievito, mescolate, aggiungete infine il resto del burro/miele e l’acqua di fiori d’arancio. Tenete questo composto in frigorifero per una notte.
Il giorno dopo, scaldate il forno a 230°, distribuite l’impasto nelle formine da madeleines (un cucchiaio scarso per madeleine), e infornate: dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero
essere gonfie, abassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. Lasciate raffreddare su una griglia e servite col tè :-)

sabato 30 agosto 2008

Biscotti fondenti al cioccolato


Ho trovato questa ricetta sul blog de La Mercante di Spezie e mi è subito sembrata davvero appetitosa! Abbiamo appena finito i quadrelli di cioccolato Sacher, quindi credo sia una buona occasione per provarli!
...con qualche piccola variante...


Ingredienti:
* 175g di cioccolato fondente (io ho aggiunto anche del cacao amaro all'impasto, per farli ancora più fondenti!)
* 175g di farina
* 1 cucchiaino di lievito in polvere
* 2 uova
* 150g di zucchero (io ho usato quello di canna)
* 60g di burro
* vaniglia (io ho messo zucchero vanigliato)
* 125g di mandorle tritate (io ho messo le nocciole che mi piacciono di piu`!)
* 60g di zucchero a velo


Preparazione:
Fate fondere il cioccolato e il burro a bagnomaria, togliete dal fuoco e fate intiepidire.
Intanto montate le uova con lo zucchero per circa 2 minuti; continuando a sbattere incorporate il cioccolato la vaniglia, la miscela di farina e lievito (+ cacao, eventualmente), alla fine le mandorle/nocciole.
Coprire la terrina e mettere in frigo per circa 30 minuti.
Nel frattempo preriscladate il forno a 170° e foderate una leccarda con carta da forno.
Quindi mettete lo zucchero a velo in una ciotola, formate con l'impasto tante palline e rotolatele nello zucchero.
Disponetele sulla leccarda e cuocetele per 12-15 minuti finché l'esterno risulterà compatto, ma il centro ancora morbido.
Lasciate raffreddare per 5 minuti e poi trasferite i biscotti su un piatto.

Sono davvero speciali: restano morbidi dentro, hanno un buonissimo gusto di cioccolato e ricordano vagamente i baci di dama (sarà a causa della granella di mandorla/nocciola)... ve li consiglio!




PS: grazie mille a Martina per il premio! Appena ci saremo messe d'accordo, lo riassegneremo anche noi!

martedì 26 agosto 2008

Marmellata di fichi e limone


L'albero di fichi del giardino di mio papà aveva prodotto moltissimi frutti l'anno scorso: in parte li avevamo mangiati, in parte ne avevamo fatto della marmellata e in parte erano stati congelati. Questo fine settimana sono stata in Italia e abbiamo pensato di fare dell'altra marmellata con i fichi congelati, prima che l'albero ne producesse di nuovi (sempre che i merli non ne facciano strage!). È venuta anche quest'anno davvero molto buona, ecco la ricetta:

Ingredienti:

2.5kg di fichi
500g di zucchero (noi ne abbiamo usato per metà dei fichi bianco e per metà di canna)
1 limone
un po' di rum
1g di pectina ogni chilo di marmellata


Preparazione:

1 Pelate i fichi, tagliateli a pezzi e metteteli in una pentola con un goccino di acqua. Aggiungete la scorza di un limone grattuggiata e un pochino di succo, quindi fate bollire per una ventina di minuti (o comunque fino a quando il composto non assume una consistenza omogenea).

2 pesate lo zucchero e mescolatelo alla peptina (un grammo di pectina corrisponde più o meno a mezzo cucchiaino da the). Se non avete la pectina, non importa: serve solo ad addensare un po' di più la marmellata. Aggiungete quindi lo zucchero+peptina ai fichi e fate bollire ancora per una decina di minuti.

3 Aggiungete alcuni cucchiai di rum e versate al marmellata nei vasetti, tappateli e infine capovolgeteli in modo da sterilizzare anche il tappo e la parte superiore del contenitore.

i più cucinati della settimana

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ipse dixit...

  • meglio un asino vivo che un dottore morto! (zia laura)
  • quel che non strangola... ingrassa! (zia laura)
  • non ti curar di lor, ma guarda e passa (dante alighieri)
  • the most important thing is to enjoy life - to be happy - that's all that matters (Audrey Hepburn)
  • ho imparato tante cose qui... non solo a cucinare, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare... (dal film Sabrina)
  • ergastolo in vita! ai lavori "sforzati"! (zia laura)
  • "calandra" (cioè cassandra), verace sempre, creduta mai... (zia laura)
  • tutti i nodi vengono al petto (laura)

gocce di rugiada

  • one step at the time
  • siamo qua tre giorni con ieri l'altro
  • chi semina vento raccoglie tempesta
  • chi semina raccoglie
  • chi si ferma è perduto
  • tutto il mondo è paese
  • meglio soli che male accompagnati
  • meglio tardi che mai...
  • aiutati che il ciel t'aiuta
  • finché c'è vita c'è speranza
  • cuor contento ciel l'aiuta!
  • gratis et amore dei
  • via il dente, via il dolore!
  • chi si accontenta, gode!
  • sursum corda!