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mercoledì 27 luglio 2011

homemade quark

Giovedì sera la mia collega M. ha ospitato una cena fra donne, in cui ognuna portava qualcosa. Lei ci ha offerto un buonissimo quark fatto in casa. Mi è subito venuta voglia di provare a prepararlo anch'io, così le ho chiesto la ricetta.
Il quark è un formaggio fresco di mucca molto popolare nei paesi germanofoni ed è alla base della Käsekuchen, ovvero del cheesecake. Qui in svizzera si trova dappertutto e spesso viene anche mangiato al posto dello yogurt con la frutta, ma in Italia è più difficile da trovare, quindi forse questa ricetta potrebbe interessare anche a molti lettori.

Alla fine mi son trovata a fare lo yogurt, il quark e la pizza, tutto contemporaneamente: si può proprio dire che la mia cucina era tutta un fermento! ;-)

Ingredienti
* 1 litro di latte fresco
* 250ml di latticello (in Italia si può trovare in alcuni negozi biologici)

Preparazione
1 Scaldate il latte a 30ºC. Quindi unite il latticello e mescolate con cura.

2 Coprite il contentire del latte e avvolgetelo in uno strofinaccio o, meglio, con una coperta di lana in modo che resti a una temperatura costante di (25-30ºC).

3 Dopo 24 ore, riaprite il recipiente. Mettete un panno di stoffa pulito sopra ad un colino (io ho usato uno scolapasta con dentro un fazzoletto bianco) e versate sopra il composto in modo che la parte più solida si separi dal liquido. Ci metterà 5-8 ore a separarsi completamente (dipende da quanto denso si desideri che sia). [State molto attenti nel fare questa operazione! Il mio primo tentato quark infatti è finito sul pavimento! Avevo sottovalutato la quantità di liquido che sarebbe filtrato]

quark


Il liquido avanzato non è altro che il siero del latte: non buttatelo, potresteusarlo al posto del latticello per una nuova produzione di quark (in questo caso basterà un bicchiere di siero per ogni litro di latte) oppure per fare della ricotta. Il siero dura circa una settimana in frigo, oppure può essere surgelato.

Alla fine da un litro di latte e 250ml di latticello ho ottenuto: circa 330g di quark e 750ml di siero di latte.

English (thanks to M.)
Ingredients
* 1 l fresh milk
* 250ml buttermilk


Preparation
1 Put the milk in a pot on the stove. Bring the milk at a temperature of 30ºC (better to use a thermometer!). Pour in the buttermilk and stir carefully.

2 Close the pot. Wrap it in a kitchen cloth or blanket (it should be between 25 and 30ºC) and let it stand for 24 hours.

3 After this time, open the pot. Nothing seems to have changes... instead...
Put a colander over a bowl, and a kitchen cloth over the colander. Pour the quark on the kitchen cloth.
You will see that it is much denser now. In this way you can separate the cheese from the whey** (which will be collected in the bowl). It will take few hours (5-8) to completely separate (It depends on how dense you want the quark to be). Better to put the bowl in the fridge during these hours.
As soon as it reaches the desired density... it's done!

** Remember to not throw away the whey percolated through the colander. It can be used, instead of the buttermilk, to start a new quark production. In this case, just use one glass of whey for every liter of fresh milk. The whey lasts for one week in the fridge, but it can be frozen and lasts more!

PS: Chissà se sarà fatto con il quark anche l'indimenticabile New York cheescake di Barcomi's a Berlino?

domenica 15 novembre 2009

Triglie all'agrodolce

La scorsa settimana al banco del pesce mi era sembrato di aver visto delle triglie, con il loro tipico sguardo da triglia... purtroppo però il banco è piuttosto lontano dalla zona in cui i clienti fanno la coda e non ne ero sicura... poi il cartellino con scritto Meerbarben non mi aiutava molto (l'unica certezza che mi dava il nome è che fosse un pesce di mare e non di lago, cosa non sempre facile da dire con il tedesco***), così ho rinunciato a prenderle, ma appena tornata a casa ho cercato "Meerbarben" sul dizionario... ed erano proprio le triglie!

Ci ho ripensato tutta la settimana, poi ieri sono tornata al supermercato e, visto che per fortuna c'erano ancora, non me le sono fatte sfuggire!

È la prima volta che preparo le triglie e non ero molto sicura di come si facessero a pulire, ma su internet si trova tutto ed ecco qui delle dettagliatissime istruzioni: come si pulire e sfilettare le triglie? (spicchiodaglio.it). La prossima volta credo che me le farò pulire dalla signorina del banco (se riesco a farmi capire!) perché è stato un po' un lavoraccio: sono piene di squame e sono molto meno facili da spinare delle sardine e delle alici!

*** infatti in tedesco si usa la stessa parola per dire mare e lago anche se in base a quello che si intende hanno genere diverso: die See (femminile) è il mare e der See (maschile) il lago, ma esiste anche la parola das Meer (neutro e di derivazione latina) che vuol dire solo mare, ma che non mi sembra venga usata tanto di frequente, almeno in Svizzera. La mia insegnante (svizzera) di tedesco mi diceva che das Meer è usato di più in letteratura che nel linguaggio comune, invece pare che in Austria usino solo das Meer per il mare.
Insomma adesso ho una gran confusione e non so mai di cosa si stia parlando, se di mare o di lago!
... per di più se si cerca sul dizionario italiano-tedesco la parola triglia si trova sia Meerbarbe che Seebarbe!


Ovviamente non potevo non usare queste tanto agognate triglie che per una ricetta ispirata ai romanzi di Camilleri!

"Andò a corcarsi zuppiando. Ci mise un quarto d'ora a trovare la posizione giusta. Chiuse gli occhi e li raprì di subito: ma non aveva invitato Ingrid a cena? E ora come faceva a rivestirsi, mettersi addritta e nèsciri per andare al ristorante? La parola ristorante gli provocò un immediato effetto di vacantizza alla bocca dello stomaco. Da quand'è che non mangiava? Si susì, andò in cucina. Nel frigorifero troneggiava un piatto funnùto pieno di triglie all'agrodolce. Tornò a corcarsi, rassicurato."
da La gita a Tindari di Andrea Camilleri, pag. 244, ed. Sellerio 2000


Ingredienti (per 2)
* 4 triglie
* 1 cipolla
* 1 arancia
* olio extravergine d'oliva
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* un po' disucco di limone
* zucchero
* farina bianca
* sale



Preparazione
1 Pulite le triglie, infarinatele e cuocetele in poco olio di oliva, salandole da entrambi i lati; quindi toglietele dalla padella e laciatele al caldo in forno.

2 Sbucciate l'arancia e frullatela. Nella padella dove avete cotto le triglie, fate rosolare la cipolla tritata finemente, aggiungete un cucchiaio di zucchero, il vino e fate caramellare il tutto.

3 Aggiungete il succo di limone e l'arancia frullata, fate ritirare e coprite le triglie con la salsa ottenuta.

4 Passate al forno a 180º per 5 minuti.

ricetta tratta (e riadattata) da Nìvuro di sìccia, Trenta editore.



in english: 
Ingredients (for 2): * 4 red mullets * 1/2 onion * 1/2 orange * extra virgin olive oil * 1/2 glass of white wine * juice from 1/2 lemon * sugar * white flour * salt

Procedure: Gut the fishes, dust them with flour and cook them in a little olive oil, salting them on both sides, then remove them from the pan and leave them in the warm oven.
Peel the orange and whisk it. In the pan where you cooked the mullets, fry the finely chopped onion, add a spoon of sugar, the wine and let it caramelize everything. Add the lemon and orange juices, cover the mullet with sauce. Bake at 180 º for 5 minutes.


Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):
triglia, f. = die Meerbarbe/n, f. = red mullet, n.


Vi segnalo questo bell'articoletto intitolato "Tutti i corvi sono neri" di Laila Wadia, nella rubrica Nuovi Italiani di Internazionale.it. A me è piaciuto molto, come in genere mi piacciono gli articoli di questa rubrica che parlano dell'Italia vista dagli occhi di persone nate altrove e che ora ci vivono (è un punto di vista che mi interessa molto, speculare al mio e da quando vivo qui ancora di più), anche perché parla di Trieste, dove ho vissuto per un po', e del quartiere cinese vicino alla stazione che ricordo benissimo... leggendolo mi è sembrato un po' di essere lì!

giovedì 5 novembre 2009

Honest Scrap


Nina ci ha invitate a partecipare ad un gioco, l'Honest Scrap. Si tratta di raccontare 10 cose di noi che nessuno sa.
Io e SiLviA abbiamo deciso di svelarvi 5 segreti per ciascuna!

VerA

Premetto che non è facile, pensandoci così su due piedi non mi viene in mente nessun segreto... Ma è impossibile non ne abbia, no?! Per quanto il mio motto sia "esprimere e non reprimere", ci sono sicuramente cose che di me nessuno sa... Quindi adesso mi spremerò le meningi...

1 Ho una sorta di attrazione per i piedi della gente. Quando incontro gente a piedi nudi o che indossa i sandali, non riesco a non guardare con intensità i piedi, non so perché!

2 Un po' come Nina, non conosco i nomi dei cantanti e i titoli delle canzoni che mi piacciono. Ascolto la musica in modo istintivo, perché mi piacciono la melodia e le parole, ma non sono mai stata capace di andare oltre, quindi se mi chiedete: "Conosci la canzone tale del cantante tale?" probabilmente risponderò di sì ma non è vero! O meglio, magari la conosco, e mi piace pure, ma non ricordo né titolo né autore.

3 Da piccola avevo un serissimo problema con le capriole: ero negata! Mi esercitavo a casa tutti i giorni per riuscire a farcela! E ce l'ho fatta, alla fine! E avevo lo stesso blocco anche per le capriole in acqua, che in teoria sono più facili, ma... Quelle forse mi sono riuscite una volta e poi mai più! Dovrò ritentare!

4 Alle elementari c'era una maestra dalla quale ero terrorizzata ma fortunatamente non era la mia maestra. C'erano dei giorni, però, che a piccoli gruppi, a rotazione, andavamo nella sua classe per fare lezione di musica... Beh, io pur di non andare, simulavo di star male, e il mio maestro, poveretto, era pure preoccupato, tanto da aver suggerito alla mamma di farmi vedere da un dottore! Grande attrice! ;)

5 Fin da piccola, a causa della timidezza, ho sempre giocato tanto da sola, inventandomi storie e impersonando tanti personaggi diversi, soprattutto principesse dai capelli lunghi e biondi! Parlavo con tutti i miei amici immaginari, ma ovviamente la realtà era che parlavo con me stessa a voce alta! Lo faccio anche adesso! Immagino delle situazioni che potrebbero accadermi e... mi preparo il discorso!


SiLviA: questo gioco di Nina mi è subito sembrato molto carino, ma anche molto difficile... e, invece, una volta iniziato a scrivere ci ho subito preso gusto!
1 assomiglio a mia nonna per alcune cose un po' strane: anche lei non sopportava proprio le maglie che aderiscono sotto le ascelle o attorno al collo e quelle beige; inoltre proprio come lei trovo sempre i quadrifogli in mezzo ai prati, senza cercarli, ma a colpo d'occhio, sembra siano loro a farsi vedere da me!

2 avevo una strana fobia (e non sono ancora sicura che mi sia passata del tutto): mi spaventavano le statue di grandi dimensioni. So che è una cosa del tutto irrazionale, ma non riuscivo a rimanere accanto ad una statua per più di pochi secondi e sentivo un senso di oppressione e angoscia davvero inspiegabili.

3 Il ricordo più vecchio che ho è di quando ero in spalla a mio papà (avrò avuto due anni) e mi piaceva un sacco puntare il mento sulla sua testa pelata: ricordo ancora la sensazione della sua testa liscia e rotonda sotto il mio mento!

4 io e la mia amica Anna da piccole abbiamo seppellito una scatola dei segreti nel suo giardino, adesso ci è cresciuta sopra una palma altissima!

5 ho un sacco di quadernetti che non uso. Quando ne trovo uno che mi piace, lo compro, poi però ho sempre paura di rovinarlo scrivendoci sopra con una brutta calligrafia o facendo degli errori e alla fine lo lascio bianco!


in english

Nina invited us to participate in the Honest Scrap game. It consists in tell 10 unknown things about us. I and SiLviA decided to reveale you 5 secrets each.

VerA

I have to say that it not so easy. Here, on the spot, no secret comes to my mind... But it is impossible I have no one, isn't it?! There are certainly things about me that no one knows... So, now I rack my brain...

1 I have a sort of attraction for peple feet. When I meet people I can't resist without looking at their feet, intensely!

2 Like Nina, I don't know the names of singers and songs I like. I listen to music in a instinctively way, because I like melody and words, but I have never been able to remember. So, if you ask me: "Do you know that song or that singer?" likely I would answer yes, but it is not true! Or maybe, I know that song and I like it, but I don't remember neither title, nor author.

3 When I was a child I was not good to turn somersaults! I excercised myself at home everyday to do it. And I did, at the end! I had the same problem with somersaults in the water, that in theory are easier, but...

4 At the elementary school I was terrify by a teacher that fortunately was not my teacher. But sometimes we had to go in her class in little groups, to study music. So I was used to act I was bad because I did not want to go. Great actress! ;)

5 Since I was a child, I was very shy, so I played by myself, creating stories and different character, especially princesses with long blond hair! I talked with all my fantastic friends, althought I was speaking to myself! I do it again!

SiLviA: this game by Nina is really cute, but it seemed to me very difficult... but, once I began to write, I came to enjoy it!
1 I resemble my grandma for some little strange details: she couldn't stand clothes too tight under the armipit and around the neck and beige shirts; then, as she used to do, I always find clovers in the grass, without looking for them, just at a glance: it seems that they want to be found by me.

2 I had a strange phoebia (and I'm not sure whether I still have it!): I was scared by big size sculptures. I know that is something irrational So che è una cosa del tutto irrazionale, but I couldn't stand next to a statue for more than few seconds and I was feeling oppressed and distressed.

3 The oldest memory I have is when I was on my dad's shoulders (I was 2 years old) and I really liked to push my chin on his bald head: I still remember the sensation of his round head under my chin!

4 My friend Anna and I buries a secret box in her garden: now there is a big palm growing over it!

5 I have a lot of notebooks that I never use. When I find a beautiful notebook, I buy it, but then I'm afraid to ruin it with my bad handwriting and I leave it blanck!


venerdì 30 ottobre 2009

Foglie d'autunno... Autumn leaves


La mia mamma ha gli occhi azzurro-grigi e il papà castani. Io e Ru abbiamo occhi scuri, entrambi. Ru li ha di un verde scuro intenso con lievissime sfumature più chiare che assumono gradazioni diverse con la luce. Io... il papà dice che i miei occhi sono color "foglie d'autunno"!

in english

My Mom's eyes are light blue with a grey nuance. My Dad's eyes are brown. I and Ru we have both dark eyes. Ru's eyes are deep-green with brighter shades that change with the light. And I... my Dad says my eyes are like the autumn leaves!

giovedì 29 ottobre 2009

Foglie - Leaves



Le giornate si accorciano sempre più, il sole si nasconde dietro l'orizzonte lasciando una scia rosata, che rende le foglie calde, dorate... È quasi tempo di ripartire, fare i bagagli, tornare a casa...

in english

Days are becoming shorter and shorter, the sun falls under the horizon leaving a rose light which makes leaves golden and warm... It's quite time to leave again, pack up again, come back home...

mercoledì 21 ottobre 2009

Autumn in Virginia


Ecco le prime foto di quest'autunno... Credo non saranno le ultime... Ho intenzione di fotografare fino all'ultima foglia!

in english

Here are some fall pictures! I feel they are not the last ones... I want to take one picture of every leaf!

lunedì 12 ottobre 2009

Ziti al taleggio e pere con un tocco in più




Questa è una pasta che, si può dire, ho inventato al momento, sull'onda dell'entusiasmo per il risotto taleggio&pere. Ve la propongo perché mi ha veramente sorpreso!

Ingredienti per 1 persona

* 100 g di ziti
* circa 50 g di taleggio (forse anche meno, io ho fatto a occhio)
* 1 pera a tocchetti
* ricotta salata a scagliette
* un cucchiaio di yogurt greco
* un velo di panna da cucina
* sale e pepe

1 Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata.

2 Scolatela al dente e spadellatela con il taleggio, la panna, lo yogurt greco e i tocchetti di pera finché non si saranno sciolti a formare una crema.

3 Sul piatto aggiungete una spolverata di ricotta salata e pepe.



P.S. Oggi è il Columbus Day. La ricorrenza della scoperta dell'America viene ricordata in tutto il continente americano. Negli Stati Uniti fu proclamata festa federale nel 1934 da Franklin Delano Roosevelt. Gli italo-americani di New York, in particolare, usano festeggiare Colombo sin dal 1866. In questa occasione l'Empire State Building accende le sue luci a riprodurre il tricolore italiano.



P.S. 2 Da oggi, fino al 21 ottobre, per gli italiani all'estero, è possibile registrarsi online per poter votare le Primarie del Partito Democratico del 25 ottobre.

in english

I suggest you this surprising pasta. I created it inspired by the risotto taleggio&pere.

Ingredients

* 100 g of ziti
* about 50 g of taleggio * 1 pear cut in little cubes * some grated ricotta salata * 1 tea spoon of greek yogurt * 1 little spoon of cream * salt & pepper

Procedure

1 Cook the pasta in abundant salted water.

2 Strain it "al dente" and homogenize it in a big pan, with the taleggio, the cream, the greek yogurt and the pear, until they form a dense cream all together.

3 In the plate, add the ricotta salata and a bit of pepper.

P.S. Today is the Columbus Day. The America descovery is celebrated all over the american continent. In the United States it became a federal holiday in the 1934. Especially the italian-americans in New York celebrate Columbus Day since 1866. In this occasion, the Empire State Building switches on its lights reminding the colours of the italian flag.

P.S. 2 From today until the 21 October, all italian people abroad can register themselves to vote for Primarie del Partito Democratico on 25 October.

venerdì 9 ottobre 2009

Vellutata di zucchine e yogurt (greco)

Il tempo in Virginia è folle! Passiamo dal freddo, che sfiora lo zero, durante la notte, ai quasi 30ºC di oggi! Le foglie si stanno tingendo di tutti i colori, e mi ripropongo un tour fotografico prima che cadano d'improvviso, sferzate dal vento. Beh, a parte questi alti e bassi atmosferici, io ho deciso che è autunno, e che è tempo di zuppe e minestre (considerate che se fossi a casa, questo tempo non sarebbe mai finito, vista la propensione del papà per questo piatto...). Però, dato il tempo balordo, non voglio abbandonare del tutto i frutti dell'estate e, come suggerito da Il pasto nudo, raccolgo le mie foglioline di basilico sul terrazzo e mi preparo questa deliziosa crema di zucchine, condita con yogurt greco e con un pizzico di peperoncino.

Ingredienti

* 500 g di zucchine mondate
* 1 cipolla di tropea
* 200 g d’acqua
* 200 g di yogurt greco
* 70 g di parmigiano
* olio extravergine d’oliva
* qualche foglia di basilico
* sale
* pepe nero
* un pizzico di peperoncino

1 Tagliate le zucchine e la cipolla a dadini. Metteteli in una pentola con il fondo coperto d’olio.

2 Posizionate la pentola sulla fiamma non troppo bassa: lo scopo di questa operazione è fare in modo che le verdure si scottino un pochino nell’olio prima di aggiungere l’acqua, in modo da mantenere all’interno i loro nutrienti. Nel frattempo, tagliate il parmigiano a dadini e mettetelo da parte.

3 Dopo 5-10 minuti, quando il tutto sfrigolerà allegramente (mescolate un po’, delicatamente, in modo da farle rosolare un pochino dappertutto), aggiungete il peperoncino, e l’acqua che avrete fatto bollire in un pentolino a parte.

4 Lasciate cuocere 10 minuti (le zucchine non devono cambiare colore), aggiustate di sale, spegnete la fiamma, aspettate due minuti e poi frullate il tutto con il minipimer.

5 Versate due bei mestoli di vellutata nelle scodelle, aggiungete due cucchiai di yogurt al centro, i dadini di parmigiano, il basilico spezzettato con le dita, un filo d’olio d’oliva e una spolverata di pepe macinato al momento. Servite con un paio di fette di pane tostato.

P.S. Vi scrivo mentre assaporo questa zuppa: autentica estasi culinaria! Provate!

in english

The weather in Virginia is crazy! It goes from a cold temperature, just above zero, during the night, to about 30ºC during the day, today! The leaves are becoming multicoloured, and I am thinking I have to take pictures before they suddenly fall, whipped by the wind. Anyway, I definitely decided it's autumn and it is soup-time (it is funny, because back home it is always soup-time, because my dad loves it...). But, seeing that the weather is so crazy, I don't want to leave summer fruits and vegetables, and, like Il pasto nudo suggests, I pick up my basil leaves on my balcony and I make this delicious zucchini soup, with greek yogurt and a little bit of chili pepper.

Ingredients

* 5oo g of washed zucchini * 1 purple onion * 200 g of water * 200 g greek yogurt * 70 g of parmesan cheese * extravirgin olive oil * some leaf of basil * salt * pepper * a little bit of chili pepper

1 Cut the zucchini and the onion in little cubes. Put them in a saucepan with oil.

2 B
lanch the vegetables before adding the water. In the meanwhile cut the parmesan cheese in little cubes, too.

3 After 5-10 minutes, when zucchini and onion sizzle, mix a bit, gently, and then add chili pepper and boiled water.

4 Cook 10 minutes, add salt, turn off the stove and wait 2 minutes, then whisk all together in the mixer.

5 Put the soup in the plate, add 2 spoons of yogurt in the middle, parmesan cubes, basil diced with fingers, a drop of oil and a devour of pepper, ground at the moment. Dish with two slices of toasted bread.

P.S. I'm writing while I'm savouring this soup: authentical culinary rapture! Let try it!

sabato 3 ottobre 2009

3 Ottobre 2009


La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa ed essa non può essere limitata senza che questa venga perduta.

Thomas Jefferson a John Jay, 1786

Per aderire e firmare l'appello alla libertà di informazione in Rete, cliccate qui.
Vi segnaliamo inoltre l'intervento di Roberto Saviano, pubblicato su The Times.

in english

"Our liberty cannot be guarded but by the freedom of the press, nor that be limited without danger of losing it."


To support and to sign the cause for press freedom and freedom of information, click here.

Moreover, we recommend this article of Roberto Saviano, on the Times.

giovedì 1 ottobre 2009

Vellutata di zucca e... intervista!

Ormai è arrivato l'autunno che è forse la mia stagione preferita, almeno qui in Svizzera. I colori e la luce dell'autunno sono davvero unici: ci pensavo proprio ieri mentre chiacchieravo con Karen sul battello di linea del lago di Zurigo, mentre restavamo incantate ad ammirare la luce calda del tramonto, le colline che pian piano diventavano di mille sfumature di azzurro e si accendevano le lucine arancioni delle case, come in un piccolo presepe (la prossima volta mi porto la macchina fotografica!). E quale modo migliore di onorare la stagione dei colori caldi se non con una bella zuppa alla zucca?

Ingredienti


* 400g di polpa di zucca

* 1 cipolla

*
1 spicchio d'aglio

*
un cucchiaio di panna

*
acqua

*
olio extravergine d'oliva

*
noce moscata

*
cannella

*
sale



Preparazione

1
Tagliate la zucca, la cipolla e l'aglio a pezzi.

2 Rosolate l'aglio e la cipolla nell'olio per alcuni minuti, aggiungendo un pizzico di cannella. Unite la polpa di zucca, poi l'acqua e il sale.

3 Portate a ebollizione, poi abbassate la fiamma e cuocete finché la polpa non sarà diventata tenera (circa 25 minuti).

4 Frullate finemente, unite la panna e un po' di noce moscata.



ANNUNCIO IMPORTANTE:

Siamo diventate famose!

Scherzi a parte, Elena del blog Made in Kitchen e della piattaforma MadeinKitchenTV ci ha intervistate nello spazio delle interviste del lunedì! MiK è uno spazio per fare “FoodSocial Networking” che fornisce recensioni di ricette per tutti i gusti, consigli utili, e con le diverse categorie e link disponibili abbraccia una vasta gamma di esperienze e possibilità (per saperne di più andate qui).

Che bello! L'intervista dovrebbe essere pubblicata lunedì prossimo (il 5 ottobre)! Siamo molto contente e onorate! Grazie!








in english:
Eventually autumn arrived! Autumn is probably my favourite season, especially here in Switzerland. The colours and the light of autumn are unmatched, I was thinking about it yesterday, when I was chatting with Karen on the ferry boat in the Zurich lake, while we were delighted by the warm light of the sunset, by the hills solwing turning in all the shades of blue and small orange lights were tured on in the houses, as in a small presepe (the next time I should bring my camera!). Is there a better way to celebrate the season of warm colours than with a pumkin soup?

Ingredients
* 400g of pumpkin * 1 onion * 1 clove of garlic * cream: 1 spoon * water * extravirgin olive oil * nutmeg * cinnamon * salt

Procedure
1
Cut the pumpkin, the onion and the garlic in pieces.
2 Brown the garlic and the onion with oil for some minutes, adding a spoon of cinnamon. Blend with the punpkin, the water ans salt.
3 Boil the soup and then lower the heat. Keep on cooking until the pulp is rather soft (about 25 minutes).
4 Whisk thinly, add the cream and a little bit of nutmeg.



Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):


noce moscata, f. = die Muskatnuss, f. = nutmeg, n.
spicchio d'aglio, m. = die Knoblauchzehe, f. = clove of garlic, n.
zucca, f. = der Kürbis, m. = pumpkin, n.

martedì 29 settembre 2009

Risotto with chinese chives: an international recipe

Hong, il mio collega cinese, ci ha omaggiato di una tonnellata di questi chives o leeks raccolti nel suo orto. Freschissimi e profumatissimi. A vederli assomigliano molto all'erba cipollina, anche se sono più grandi e carnosi. Appartengono alla famiglia della cipolla e dell'aglio e hanno un sapore molto delicato, simile al cipollotto, anche se non ho assaggiato il bulbo, perché i cinesi, a quanto pare, ne mangiano solo le foglie.

Ho deciso che fossero l'accompagnamento ideale per un risotto.

Ingredienti per 2 persone

* 160 g di riso Arborio
* olio evo
* parmigiano grattugiato a scaglie
* chives o leeks (che vengono tradotti, rispettivamente, erba cipollina e porri, ma non sono nessuna delle due cose)
* sale, pepe, brodo vegetale

Seguire il procedimento classico per preparare il risotto, aggiungendo, a metà cottura, gli ingredienti del momento!

in english

A week ago, Hong, my cinese colleague, gave me and the other people in lab, a great deal of chives or leeks grown up in his vegetable garden. Very fresh and fragrant. They look like what in Italy we call erba cipollina, even if they are bigger and pulpier. They are a member of onion and garlic's family and have a soft taste, similar to which of green onion. Actually I have not tasted the bulb, because, apparently, chinese people eat only the leaves. I decided they were perfect for a risotto.

Ingredients for 2 people

* 160 g of riso Arborio
* extravirgin olive oil
* chips of parmigiano
* chives or leeks
* salt, pepper, vegetable broth

The procedure is the same for every other risotto, except for the ingredients you decide to use to make it special every other time!

domenica 27 settembre 2009

Sardine gratinate al timo e peperoncino

Finalmente domenica! E finalmente una domenica a casa in tranquillità dopo più di un mese che praticamente non succedeva... e a dire il vero non succederà più di nuovo per il prossimo mese!
Avevo proprio voglia di preparare un pranzetto domenicale come si deve: ieri al banco del pesce ho visto delle sardine davvero "paffute" e non ho saputo resistere, anche se non sapevo bene come prepararle! Come al solito non è stato facile ordinarle, ma questa volta la colpa non era (solo) del mio scarso tedesco: avevano perfino scambiato i cartellini delle alici (Sardellen) e delle sardine (Sardinen) per rendere il tutto più difficile!

Alla fine le ho preparate inventandomi una ricetta ad hoc, prendendo spunto da qualche piatto che avevo già preparato e aggiungendo un po' di fantasia: il risultato era davvero ottimo, quindi i miei sforzi linguistici sono stati premiati!



Ingredienti

* 10 sardine grandi

* pangrattato

* sale

* qualche cucchiaio di peperoncino in polvere

* qualche rametto di timo

* olio extravergine


Preparazione

1 Aprite le sardine a libro e pulitele, eliminando la testa, la lisca e le interiora e stando attenti a non romperle.

2 Mescolate in una tazza il pangrattato con il timo, il peperoncino, il sale e un po' d'olio.

3 Passate le sardine in questa panatura.

4 Preriscaldate il forno a 180° e cuocete le alici per 15 minuti.



Visto che io e VerA avevamo espresso il proposito di tradurre i post almeno in inglese, ecco che inizio subito, anche se non so se riuscirò a farlo tanto spesso... che fatica parlare di cucina in altre lingue!


in english:
Finally sunday! And finally a sunday at home, relaxing, after more then one month that it didn't happen... and actually it won't happen also in the next month!
I really wanted to cook a proper sunday meal: yesterday at the fish stand I saw some really "fat" sardines and I couldn't resist, even if I didn't know yet how to cook them!
As usually ordering them was not easy, but this time not (only) because of my poor german: they swapped the label of anchovies (Sardellen) with the one of sardines (Sardinen), in order to complicate my life!

At the end I invented an ad hoc recipe
, inspired by some old dish and using my fantasy: the result was really good, all my linguistic efforts have been recompensed!

Ingredients
*
10 sardines * breadcrumbs * salt * chili powder: 1 spoon * thyme * extra virgin olive oil

Procedure
1 Gut the sardines, removing the heads, the fishbone and the entrails.
2 Blend the breadcrumbs, the thyme leaves, the chili and the salt. Add the oil to obtain a wet compound.
3 Bread the fish with these compound.
4 Ovenbake for 10 minutes at 180ºC.



Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):

interiora/frattaglie, f. plur. = die Innereien, f. p. = entrails, n. plur.
lisca, f. =
die Fischgräte, f. = fishbone, n.
pangrattato, m. = der Brösel, m. =
breadcrumbs, n. (plural)
pulire (sventrare) il pesce = ausnehmen den Fish = to gut the fish
timo, m. = der Thymian, m. = thyme, n.

(che glossario macabro oggi!)

venerdì 25 settembre 2009

Risotto alla Norma

Raccolgo qui l'invito di La mercante di spezie e propongo ai miei ospiti una rivisitazione della famosa pasta alla Norma.

* 400 g di riso Arborio

* 250 g di pomodorini Piccadilly

* 1 melanzana

* ricotta salata semistagionata

* 1 spicchio di aglio

* brodo vegetale

* olio extravergine

* sale

* zucchero

* timo

1 Candite in forno i pomodorini con olio sale zucchero e basilico fresco. Una volta pronti, teneteli da parte.

2 Riducete la melanzana in concassè fritto, fatto asciugare dall'eccesso di olio su carta cucina, e tenuto in caldo. (Un grazie speciale a Renata, siciliana doc, per questo delicato passaggio!).

3 In una pentola versate un po' di olio insieme ad uno spicchio d'aglio, fatto rosolare e tolto, aggiungete il riso e fatelo tostare bene. Versate il brodo bollente, poco alla volta. A metà cottura, aggiungete la metà delle melanzane e dei pomodorini, e mantecate con un po' della ricotta dura e un filo di olio.

4 Servite aggiungendo ancora un po' di melanzane pomodorini e, sopra ad ogni piatto, altra ricotta salata.

P.S. Ringrazio Renata e Sara per l'aiuto alla realizzazione e perché, si sa, mangiare in compagnia rende i piatti davvero speciali!

in english:

This is a recipe suggested by La mercante di spezie that I proposed to my guests as a variation of the famous pasta alla Norma.

* 400 g of riso Arborio * 250 g of Piccadilly tomatoes * 1 eggplant
* ricotta salata middle-mature (I'm not sure about this definition) * 1 clove of garlic * 1 l of vegetable broth * extravirgin olive oil * salt * sugar * thyme or basil

Cook the tomatoes in the oven with oil salt sugar and fresh basil.
Wash the eggplant and cut it in little cubes. Fry them in extravirgin olive oil and then dry them with blotting paper. (A special thank you to Renata, siciliana
doc, for her help!).
Toast the rise in a soup pot with a little bit of oil, where you have roast the clove of garlic. Add the boiling brode little by little. After about 10 minutes add half of eggplant, tomatoes and ricotta with a bit of oil.
Dish adding, on every plate, the rest of eggplant, tomatoes and ricotta.
P.S. Thank you to Renata and Sara for their help and cause eating together makes food really special!

martedì 22 settembre 2009

Boston - Massachussets

Oggi è l'equinozio d'autunno, il primo giorno di una nuova stagione. Lo voglio festeggiare con l'aggiornamento del mio diario di viaggio, dato che sono rimasta un po' indietro!

Era il primo weekend di settembre quando son partita per Boston, in modo un po' rocambolesco, alle 5 di mattina. Avevo cercato il modo di andare in aeroporto con una sorta di pulmino-shuttle, in modo da ridurre i costi, e avevo scritto a una compagnia di taxi, trovata su internet (qui si fa tutto via mail, o quasi). Tutto ok, appuntamento sotto casa alle 5 a.m.

Alle 5 meno 5 minuti io ero giù, pronta con la mia valigetta. Ma del taxi nessuna traccia. Diciamo che avevo un brutto presentimento. Aspetta che ti aspetta arrivano le 5.15... Ok che bisogna aver pazienza, ma in genere i taxi arrivano puntuali, soprattutto se hai concordato l'orario, soprattutto alle 5 di mattina con le strade deserte! A questo punto ho chiamato il tizio, ma il numero era inesistente! Ok, passiamo al piano B! Per fortuna avevo altri 2 numeri di taxi, e ho chiamato la Yellow Cab! Dovevo farlo subito, senza esitazioni, anche solo per il fatto di salire su un meraviglioso taxi giallo zucca!!!!!!!! È arrivato in 15 secondi e via verso l'aeroporto! Tutto liscio, tutto perfetto. Voli in orario, anzi, in anticipo, alba favolosa sorvolando Manhattan!


All'arrivo a Boston ho preso la metro in direzione outbound per raggiungere la casa dove io e Marta avremmo alloggiato. E anche qui, tutto liscio! La metro di Boston è davvero organizzatissima ed efficientissima! I tratti "periferici" sono in superficie, quindi si può ammirare la città, i suoi quartieri residenziali molto chic, il verde, l'acqua che la circonda, popolata da cigni e canottieri. Al tramonto la luce riflessa è calda e dorata, come la città.

Io e Marta avevamo una missione: fotografare! E i soggetti non sono certo mancati. Harvard Square era popolata di artisti di strada, musicisti, strani giocolieri e poco più in là, di assidui giocatori di scacchi, seduti ai tavolini bianchi e neri di un bistrot. I cortili della più prestigiosa università d'America, erano animati da ragazzi seduti a chiacchierare, leggere o prendere gli ultimi raggi del sole di fine estate.



La sera a North End, il quartiere italiano, è più che mai viva! Ad ogni angolo ristoranti e pasticcerie, e gente in coda ordinata (americani!) per i piu' famosi cannoli di Boston.
Ci siamo sentite un po' a casa, è stato bello. Lungo il marciapiede, sedute ad un tavolino, due signore chiacchieravano in italiano. Quale migliore occasione per chiedere loro informazioni su dove mangiare un buon cibo nostrano?!
E quindi, su consiglio di Pina, che ringraziamo, ci siamo concesse una cenetta di pesce alla Trattoria il Panino. Insalata di polpo e pepata di cozze, spaghetti alle vongole, buon pane e olio extravergine d'oliva!



La nostra gita fotografica è quindi proseguita nel Financial District e poi sulla baia, fino all'Institute of Contemporary Art. Tappa obbligata per un pranzo informale The Barking Crabs: sotto un tendone affacciato sull'acqua, abbiamo mangiato la meravigliosa clam chowder e gigantesche chele di granchio!




Per le strade della vecchia Boston, a Beacon Hill e dintorni, complice il freddo, abbiamo sorseggiato un buon té in un colorato e affollato bistrot per poi tornare verso casa, scalfite da un vento autunnale, pungente. Quella sera l'aria è cambiata ed è diventato freddo, l'autunno si è affacciato alla finestra dell'estate e l'ha salutata.






Ultima tappa il Museum of Fine Arts. E poi di nuovo in viaggio verso la Virginia, progettando una nuova avventura...




la vostra inviata da Charlottesville, VA

In english...

With this post I would start to translate everything I write in english. I apologize with you for every mistake I will do!

Today is the autumnal equinox, the first day of a new season.
I want to celebrate it updating my travel book.
It was the first weekend of September when I left my home to Boston at 5 am. But the taxi I had reserved didn't arrive, so I had to call another one to catch my flight. By that moment everything was ok, perfect! And I could admire the dawn flying on Manhattan.

When I arrived in Boston, I caught the subway to reach the apartment where I and Marta stayed in those days. Public transportation in Boston is very efficient and going "outbound" the subway emerges so you can see the streets, the chic residential districts, the parks, the water all around the city, populated by swans and rowers. Sunset light reflected by water is warm and golden, like this city.

Marta and I had a mission: take pictures! And subjects didn't fail.
Harvard Square was plenty of street artists, musicians, funny jogglers and regular chess players, sitting on black and white little tables of a bistrot. Boys and girls all around Harvard gardens were having conversations, reading, or just taking the sun of this summer end.

The night at North End, little Italy, is plenty of life! Everywhere restaurants and cake shops where people wait a long line to the most popular cannoli in Boston. It was nice hearing those familiar sounds and our language, once again, so far from home. We asked two kind italian ladies where having a good italian dinner. So, here we are eating very good italian fish dishes at Trattoria il Panino.

Our photography adventure went on the Financial District and then on the harbour, forward the Institute of Contemporary Art. And for an informal lunch we stopped at The Barking Crabs: under a round top on the water, we ate a delicious clam chowder and king crabs!

Along the old Boston streets, at Beacon Hill and around there, it was quite cold, it was already autumn. So we sipped a hot tea in a coloured bistrot and then we came back home, scratched by a bitter wind.

Last stage the Museum of Fine Arts. And then again on trip forwards Virginia, planning a new adventure...

domenica 31 agosto 2008

Non ho resistito...

(you can find english translation below...)
Dato il mio grande amore per il cioccolato e la mia passione per i dolci, non ho resistito... Ho dovuto provare i biscotti fatti da SiLviA ieri :)
Sono a dir poco divini e poi sono meravigliosamente belli!!! W la cioccolata!!!
Non vi ripropongo la ricetta, ma vi suggerisco di provarli... Sono la fine del mondo!!! Non mi dilungo oltre, penso di aver reso l'idea :D


Cogliamo l'occasione per ringraziare Martina per il premio che ci ha assegnato:


Si tratta del premio di qualità di Punto d'Arte della Vita, che è stato creato per onorare e riconoscere il lavoro di bloggers, i cui blogs motivano la "terapia dell'arte".

Ecco le regole:

1) Indicare da chi si è ricevuto.

2) Dire perché si è deciso di creare il blog.

3) Dire qual è la propria arte preferita.

4) Onorare altri 13 blogs amici.


Silvia & Vera: Abbiamo deciso di creare questo blog come un nostro ricettario virtuale per scambiarci ricette e pareri, talvolta cucinando la stessa cosa in contemporanea una a Padova e l'altra a Zurigo, e per raccontarci viaggi e impressioni.

All'inizio era un blog tutto per noi, poi abbiamo deciso di renderlo pubblico e condividere i colori, i sapori e i profumi con tutti quelli che avessero voglia di visitarci.

Silvia: la mia forma di arte preferita... non saprei scegliere: mi piacciono le arti figurative, soprattutto la fotografia e la pittura... ma anche la musica e la letteratura... e il cinema... che scelta difficile...

Vera: mmm... la mia forma d'arte preferita? forse in assoluto la fotografia... perche' e' forma, colore, sapore, da voce alla poesia ed alla musica del nostro animo... racconta storie di persone e luoghi, di oggi e di altri tempi...

Silvia & Vera: I blog a cui riassegnamo il premio sono (14 invece che 13... speriamo che non sia un problema... ma la scelta è dura!):
  1. Cavoletto di Bruxelles
  2. Cuoche dell'altro mondo
  3. Il gatto goloso
  4. Cosa ti preparo per cena?
  5. Erborina in cucina
  6. Il pranzo di Babette
  7. Galline 2nd life
  8. Io e Nina
  9. Brodo di giuggiole
  10. Diramazioni
  11. La Tartine Gourmande
  12. Cipollina in agrodolce
  13. Claudia Castaldi
  14. Nordljus
Adesso tocca a voi!

English translation of the prize:
We received this prize from Martina (thanks!!!)
This is a prize called "art point of life" and it was created to honour the work of those bloggers whose blogs are justified by the "art therapy".
These are the rules:
1) tell who gave you this prize
2) explain why you decided to create your blog
3) tell which is your favourite form of art
4) give this prize to other 13 blogs

PS: sorry, this translation is quite bad, but also the italian one was "unusual"... probably after some translations the meaning of this prize will change completely... :)

i più cucinati della settimana

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ipse dixit...

  • meglio un asino vivo che un dottore morto! (zia laura)
  • quel che non strangola... ingrassa! (zia laura)
  • non ti curar di lor, ma guarda e passa (dante alighieri)
  • the most important thing is to enjoy life - to be happy - that's all that matters (Audrey Hepburn)
  • ho imparato tante cose qui... non solo a cucinare, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare... (dal film Sabrina)
  • ergastolo in vita! ai lavori "sforzati"! (zia laura)
  • "calandra" (cioè cassandra), verace sempre, creduta mai... (zia laura)
  • tutti i nodi vengono al petto (laura)

gocce di rugiada

  • one step at the time
  • siamo qua tre giorni con ieri l'altro
  • chi semina vento raccoglie tempesta
  • chi semina raccoglie
  • chi si ferma è perduto
  • tutto il mondo è paese
  • meglio soli che male accompagnati
  • meglio tardi che mai...
  • aiutati che il ciel t'aiuta
  • finché c'è vita c'è speranza
  • cuor contento ciel l'aiuta!
  • gratis et amore dei
  • via il dente, via il dolore!
  • chi si accontenta, gode!
  • sursum corda!