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lunedì 18 luglio 2011

Equilibrio instabile...

Ancora una lunga latitanza da queste pagine... Densa di emozioni, di incontri, ma soprattutto di America. Sono tornata a casa per pochi giorni, felice, emozionata, nervosa, instabile... Pensando a chi avrei incontrato, a cosa avrei detto e sentito, dato e ricevuto... Tornare è stato come vivere un'altra vita, quella vita, sempre io, ma con l'anima vestita a festa, senza corazze, senza timore. L'America è un grande Paese. In America, mi sono sentita una persona libera. Nel mio equilibrio instabile, ma libera di viverlo, di sentirlo, senza paura di venire giudicata per le apparenze, come spesso, direi quasi sempre, succede qui.
Lì ho incontrato persone meravigliosamente semplici e straordinariamente capaci di andare oltre, dritti al cuore.
Il confronto è stato ancora una volta destabilizzante. La mia vita di adesso è così diversa dalla mia vita americana! Qui sono io, sono a casa, nel mio mondo, ma tante volte mi sento fuori posto... a disagio, inadatta, incapace, incompresa...
Ho riabbracciato Amanda, Linda, Goulian, Hong, Eugene... con un nodo in gola, e questa tempesta di emozioni inespresse, perché una vita non basterebbe per tradurle in parole! Ho salutato loro e con loro quella vita, quel mondo, che per un attimo ho sentito mio. Il mio sogno americano è volato via, adesso devo cullare altri sogni... ma prima li devo trovare... chiusi in fondo al cassetto dell'anima...


venerdì 28 maggio 2010

un anno...






Un anno fa stavo per attraversare l'oceano, alla scoperta di una nuova vita in un nuovo mondo. Un anno fa stavo partendo, con mille aspettative e paure, per l'America. Se mi volto indietro adesso, quell'esperienza mi sembra un sogno. Ma quel sogno mi ha senz'altro cambiata. Non so dire come, ma quel che so è che, pur essendo sempre io, sento e vivo la vita in modo diverso.

Quando ho spiccato quel volo ero sola, e non sapevo cosa mi aspettava, se ce l'avrei fatta e come. Ma quel Paese mi ha accolta con calore e amicizia, inattesi e speciali. Non dimenticherò mai quei sorrisi, quei volti, quei luoghi... E la forza che mi deriva da quell'esperienza non mi ha più abbandonata. In un anno la mia vita è cambiata completamente e oggi affronto una nuova avventura, con l'entusiasmo che l'America mi ha regalato. Ho scoperto un coraggio e una determinazione che solo in parte sapevo di avere. Ma so anche di dover ringraziare tante persone e di essere molto fortunata.

Niente ricette in questo periodo, forse sono ancora un po' frastornata dai cambiamenti. Ma l'estate porterà certamente qualche buona idea e un po' più di tempo, forse... Intanto mi godo tutto questo, il ritorno, il ricordo, il presente, il sogno del futuro...

mercoledì 13 gennaio 2010

Cheesecakebrownie

Dal mio ritorno dall'America è passato, ormai, più di un mese.
Un mese di abbracci con le persone care che mi hanno "aspettata", accolta e coccolata. Un mese di studio in preparazione della tesi conclusiva del mio percorso di specializzazione, un mese di "mioddio quanto mi manca l'America", un mese di sogni e progetti, di paure e attese per il futuro.

Oggi, per festeggiare la fine e il nuovo inizio, io e i miei compagni di "scuola" abbiamo organizzato un piccolo rinfresco, e nell'occasione ho rispolverato le "bozze" di ricette mai provate, in attesa di sperimentazione.

Vi propongo dunque questa cheesecake al cioccolato, tratta da My best food. Buonissima, anche se io, sbagliando, ho introdotto una variante, cioè non ho aggiunto i 2 tuorli al composto di formaggi... Risultato: una sorta di cioccolatino-mousse, divino, da servire rigorosamente freddo!
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Ingredienti


Composto al cioccolato:

5 uova | 100g di zucchero di canna | 200g di burro | 250g di cioccolato | 120g di farina

1 Scogliete cioccolato e burro a bagnomaria e fateli raffreddare un po'.

2 Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete cioccolato e burro fusi e, infine, la farina.
Versate il tutto nello stampo (24x24cm), ricoperto con carta da forno.

Composto al formaggio:

300g di philadelphia | 200g di ricotta | 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (a me non piace la vaniglia, troppo dolce, troppo floreale... preferisco il rum nei dolci al cioccolato) | 4 cucchiai di zucchero al velo | 2 cucchiai colmi di maizena | 2 tuorli (che io non ho messo)

3 Mescolate velocemente questi ingredienti e versateli a chiazze sopra il composto di cioccolato.

4 Con il dorso del cucchiaio, fate dei disegni cercando di non andare troppo a fondo.

5 Cuocete a 180ºC per 25-30 minuti. Fate raffreddare e mettete in frigo per la notte.




P.S. Come dicevo, si è concluso una settimana fa, un percorso lungo e travagliato, che contraddistingue noi aspiranti medici (prima la laurea, poi la specializzazione). Una strada in salita, anni di sacrificio e di rinunce, ma anche di piccole grandi soddisfazioni, di amicizie vere, di affetti sinceri...

Devo ringraziare qualcuno...

La mia famiglia, meravigliosa, unita, vera, sempre e comunque...

I miei amici e colleghi, con i quali ho condiviso momenti difficili, gioie e sconfitte, delusioni e speranze di un futuro migliore... Nei loro occhi, nei loro abbracci e sorrisi, leggo i miei sogni, le mie aspettative, la nostra fragilità e forza, al tempo stesso... La voglia di cambiare le cose che non vanno e di crescere, di esprimere noi stessi al meglio, il desiderio che i nostri maestri sappiano cogliere i nostri talenti e ci diano la possibilità di manifestarli, senza favoritismi, con giustizia e lealtà. Grazie per i tanti momenti passati insieme, notte e giorno, grazie per le occasioni di confronto, umano e professionale, grazie per aver capito, colto, detto e taciuto... Grazie a Anna e Manola, Rachele, Alessandra e Silvana, Michela e Barbara e alle nuove leve, per l'entusiasmo e l'energia che sanno trasmettere.

Stefania, per aver percorso con me questa strada, fianco a fianco, unite seppur diverse, leali, amiche... Grazie per la stabilità, la forza, il coraggio, la fiducia... In bocca al lupo Ste! Che la vita e il lavoro ti riservino le soddisfazioni che meriti e cerchi, sempre...

Daniela, per essere il punto di riferimento, l'esempio da seguire.

Gli amici "americani", tutti, per la loro semplicità e schiettezza, per la disponibilità al confronto e allo scambio di idee e conoscenze.

A Eugene Barrett, per la sua straordinaria intelligenza, umiltà e umanità... Per avermi accolta, per aver saputo andare oltre l'apparenza, per avermi dato un'occasione, per aver creduto in me...

GRAZIE A TUTTI...

mercoledì 2 dicembre 2009

Pumpkin muffins


Ritorno a casa, avvolta dai colori, dai sapori e dal calore della famiglia. Tutto risuona della mia lingua, tutto è come l'avevo lasciato. Eppure mi sento lontana, mi sento "straniera" nel modo di sentire e di guardare le cose. Mi sento così estranea oggi a questa vita... Mi sento così "americana"! Eppure riscopro ogni giorno gesti automatici, spontanei, come se non fossi mai andata via. Spero di riuscire a coordinare questi pensieri e di tradurre questo essere "sospesa" tra due mondi in un tutto armonioso...

Inizio la traduzione dai muffins, qualcosa che indubbiamente mi apparteneva prima e che adesso si è arricchita di spunti a stelle e strisce!
Traggo da Erborina lo spunto per la ricetta, rielaborata a modo mio.


Ingredienti

* Zucca bollita 400 g
* Zucchero 300 g
* Uova 4
* Farina 300 g
* Lievito in polvere 1 bustina
* Cannella 1 cucchiaio
* Noci 1 manciata
* Olio extravergine d'oliva 175 ml

Preparazione

1 In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: lo zucchero, la farina, il lievito e la cannella. In un'altra ciotola amalgamate gli ingredienti "liquidi": uova, olio e zucca. Aggiungete gli ingredienti secchi ai liquidi, un po' alla volta, sempre mescolando.

2 Aggiungete le noci e mescolate con cucchiaio o una paletta in silicone.

3 Riempiete gli stampini a metà con l’impasto ed infornare a 180° per 25 minuti.

Gustateli con persone speciali, e poi fate jogging, almeno 6 km!!! ;)

martedì 24 novembre 2009

Pillole di saggezza

Oggi è stato il giorno dei saluti. Tanti partono per riunirsi alle famiglie per Thanksgiving. Anch'io!
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, tutti mi chiedono se sono contenta e pronta a tornare a casa. In questo momento è difficile rispondere, è come se fossi sospesa tra due mondi, così lontani, così diversi!
Quando vedrò la mamma e il papà, certo, sarò felice! Come potrei non esserlo?!
Adesso però, in questa fase di passaggio, sono qui, sto ancora lavorando al "mio" progetto, con le persone che in questi sei mesi sono state parte della mia vita, delle mie giornate, che sono qualcosa più che colleghi, che sono amici, "strani" amici... Sì perché quando parli una lingua che non è la tua con un cinese o una australiana, o una coreana, non sei mai sicuro che capiscano quello che dici, e tu non capisci a tua volta. Ma proprio per questo si instaura una comunicazione non verbale che è sottile, impalpabile, ma preziosissima. Sguardi, piccoli gesti quotidiani che ti fanno sentire parte di una piccola "comunità" che scambia, condivide, cresce... Se penso a tutti loro come posso non sentire un velo di tristezza e le lacrime agli occhi...

Penso che capirò quanto mi abbiano dato solo lasciandoli, e ringranziandoli tutti, senza parole...

Hong, salutandomi, mi ha detto una grande verità...

"A good mentor is who recognizes each scholar's talent and gives the right job to the right person".

Il bravo mentore è colui che riconosce il talento di ogni suo studente e dà il lavoro giusto alla persona giusta.

E mi ha lasciata con una massima cinese, che ha lo stesso, profondissimo, significato: se metti un uovo di gallina a scaldare nel forno, con il tempo e la giusta temperatura, diventerà una bella gallina. Se fai lo stesso con un sasso, rimarrà un sasso.


Thank you, guys!




sabato 7 novembre 2009

Ultime foglie e bilancio... positivo!



Scrivo oggi il mio bilancio, oggi che ancora sono immersa in questa vita, in questo Nuovo Mondo, che finalmente l'inglese mi viene spontaneo (o quasi) anche quando parlo tra me e me!
Oggi che ancora assaporo una delle pagine più belle che l'America mi abbia regalato, piena di sole e di speranza.

Devo dire tanti GRAZIE. A Eugene, che è una delle persone più "alte" che abbia mai conosciuto. Non solo per statura fisica, ma anche umanamente ed intellettualmente.
A Linda, Toni, Amanda, Guolian, Seung-Hyun, Mary Ann, Nasui, Zhenqi, Hong, Weidong, Charles, che mi hanno accolta come una famiglia, incoraggiata silenziosamente a dare il meglio di me, in un clima sereno, di collaborazione, di scambio reciproco, senza distinzione di ruoli, con la voglia sempre viva di conoscere, di andare oltre, con l'umiltà di chiedere aiuto, con l'intelligenza di chi sa mettersi in discussione sempre e aprire la mente a diversi punti di vista.
Un GRAZIE infinito per l'immenso bagaglio di emozioni, piccole soddisfazioni personali e comuni condivise, per la finestra aperta su un giardino segreto e affascinante.

GRAZIE a Sara (soprattutto a Sara!), Eleonora, Renata, Alessandro, Tiziano e a tutti i miei amici di Charlottesville per ogni momento passato insieme.

L'America è un grande Paese. È impossibile per me spiegarla, probabilmente perché sarebbe presuntuoso pensare di averla capita. Ma c'è chi la conosce davvero l'America?! Un territorio immenso, grandi spazi e grandi silenzi, vuoti e "pieni", fortissime contraddizioni, tante culture che convivono e cercano l'integrazione.
Quello che posso raccontare è ciò che dell'America io ho sfiorato e percepito...



Io ho incontrato persone che amano il loro Paese e ne sono orgogliose. Persone che convivono con la diversità apertamente e sembrano ritenerla normale, sembrano non farci caso! Io sono arrivata e subito ho notato la presenza di tantissimi visi dai lineamenti asiatici, più o meno giovani, appena arrivati o qui da generazioni. E questo denota come io non sia abituata alla diversità, perché altrimenti non la noterei. Io li guardavo incuriosita, pensando a loro come a stranieri, come me. Invece la maggioranza di loro è americana e fa parte, così come gli afroamericani, i sudamericani, gli europei, di una società multietnica e, per mia esperienza, fiera di esserlo. Nessuno mi ha fatto sentire straniera, nessuno mi ha discriminata per la mia pronuncia strana o per il mio iniziale smarrimento, per le mie domande o la mia ignoranza a proposito di usi e costumi locali. Ho incontrato persone che pazientemente mi hanno spiegato e aiutata a capire.



Gli americani, qui, sono incredibilmente sportivi. Molto più sportivi e tonici che obesi! Corrono come dei matti, nel senso che fanno jogging in tantissimi, a tutte le età, con qualunque tempo, anche all'una del pomeriggio a Ferragosto, col sole allo zenit! E poi, cosa meravigliosa, fanno sport a scuola, in modo serio. Una cosa bellissima che ho fatto qui è stata partecipare a un training finalizzato a una gara di corsa di 4 miglia, promosso per incentivare le donne di tutte le età a dedicare del tempo a se stesse oltre che alla casa ed alla famiglia e per promuovere l'attività fisica come prevenzione, anche dei tumori. Il fine ultimo, ogni anno, da 17 anni, è la raccolta fondi per la lotta al tumore al seno.

Parlando di cibo e cucina, certo non si può dire che gli americani mangino raffinato, il più delle volte pasticciano nei fast-food con salse e salsette, ma devo dire che ho mangiato anche ottime zuppe e soprattutto della carne strepitosa (ovviamente con le patatine fritte, ma anche con delle appetitosissime patate al forno cotte con la buccia, che diventa croccante e dà un tocco in più). Le insalate non mancano mai, anche se sinceramente mi rimangono completamente oscuri i vari intingoli (dressings) che tentano di propinarti per condimento... Anyway, anche gli hamburgers non sono male se mangiati nei posti giusti, magari senza esagerare con ketchup e mustard e non tutti i giorni, a pranzo e cena ;)



L'espresso è praticamente un'utopia, anche se tutte le caffetterie tentano di riprodurlo e lo offrono tra le opzioni. Ma vi consiglio di lasciare perdere. Invece devo dire che la combinazione latte-caffé-cioccolata, che qui si chiama Mocha, è niente male. Ovviamente le dosi sono triple rispetto alle nostre mini tazzine da caffé: qui si beve tutto in mega bicchieroni, rigorosamente di carta, e corredati di coperchio con fessura e collarino anti-ustione. Sì perché qui il "to go" è un must, cioè prendere da bere o da mangiare senza fermarsi. Quindi via libera a tutti i gadgets più strani e ingegnosi, dalle vaschettine sagomate in polistirolo ai mega termos colorati!


Cosa dire ancora?! Potrei scrivere all'infinito, ogni giorno mi ha riservato grandi e piccole sorprese che, tutte insieme, e grazie alla condivisione con le persone incontrate, hanno reso questi mesi una indimenticabile esperienza di vita che vale tutti i sacrifici, grandi e piccoli, le crisi, i momenti di sconforto e di solitudine. Tutto questo mi ha reso, spero, più forte e saggia...



Upcoming english translation! Promise!

la vostra inviata da Charlottesville, VA

giovedì 5 novembre 2009

Honest Scrap


Nina ci ha invitate a partecipare ad un gioco, l'Honest Scrap. Si tratta di raccontare 10 cose di noi che nessuno sa.
Io e SiLviA abbiamo deciso di svelarvi 5 segreti per ciascuna!

VerA

Premetto che non è facile, pensandoci così su due piedi non mi viene in mente nessun segreto... Ma è impossibile non ne abbia, no?! Per quanto il mio motto sia "esprimere e non reprimere", ci sono sicuramente cose che di me nessuno sa... Quindi adesso mi spremerò le meningi...

1 Ho una sorta di attrazione per i piedi della gente. Quando incontro gente a piedi nudi o che indossa i sandali, non riesco a non guardare con intensità i piedi, non so perché!

2 Un po' come Nina, non conosco i nomi dei cantanti e i titoli delle canzoni che mi piacciono. Ascolto la musica in modo istintivo, perché mi piacciono la melodia e le parole, ma non sono mai stata capace di andare oltre, quindi se mi chiedete: "Conosci la canzone tale del cantante tale?" probabilmente risponderò di sì ma non è vero! O meglio, magari la conosco, e mi piace pure, ma non ricordo né titolo né autore.

3 Da piccola avevo un serissimo problema con le capriole: ero negata! Mi esercitavo a casa tutti i giorni per riuscire a farcela! E ce l'ho fatta, alla fine! E avevo lo stesso blocco anche per le capriole in acqua, che in teoria sono più facili, ma... Quelle forse mi sono riuscite una volta e poi mai più! Dovrò ritentare!

4 Alle elementari c'era una maestra dalla quale ero terrorizzata ma fortunatamente non era la mia maestra. C'erano dei giorni, però, che a piccoli gruppi, a rotazione, andavamo nella sua classe per fare lezione di musica... Beh, io pur di non andare, simulavo di star male, e il mio maestro, poveretto, era pure preoccupato, tanto da aver suggerito alla mamma di farmi vedere da un dottore! Grande attrice! ;)

5 Fin da piccola, a causa della timidezza, ho sempre giocato tanto da sola, inventandomi storie e impersonando tanti personaggi diversi, soprattutto principesse dai capelli lunghi e biondi! Parlavo con tutti i miei amici immaginari, ma ovviamente la realtà era che parlavo con me stessa a voce alta! Lo faccio anche adesso! Immagino delle situazioni che potrebbero accadermi e... mi preparo il discorso!


SiLviA: questo gioco di Nina mi è subito sembrato molto carino, ma anche molto difficile... e, invece, una volta iniziato a scrivere ci ho subito preso gusto!
1 assomiglio a mia nonna per alcune cose un po' strane: anche lei non sopportava proprio le maglie che aderiscono sotto le ascelle o attorno al collo e quelle beige; inoltre proprio come lei trovo sempre i quadrifogli in mezzo ai prati, senza cercarli, ma a colpo d'occhio, sembra siano loro a farsi vedere da me!

2 avevo una strana fobia (e non sono ancora sicura che mi sia passata del tutto): mi spaventavano le statue di grandi dimensioni. So che è una cosa del tutto irrazionale, ma non riuscivo a rimanere accanto ad una statua per più di pochi secondi e sentivo un senso di oppressione e angoscia davvero inspiegabili.

3 Il ricordo più vecchio che ho è di quando ero in spalla a mio papà (avrò avuto due anni) e mi piaceva un sacco puntare il mento sulla sua testa pelata: ricordo ancora la sensazione della sua testa liscia e rotonda sotto il mio mento!

4 io e la mia amica Anna da piccole abbiamo seppellito una scatola dei segreti nel suo giardino, adesso ci è cresciuta sopra una palma altissima!

5 ho un sacco di quadernetti che non uso. Quando ne trovo uno che mi piace, lo compro, poi però ho sempre paura di rovinarlo scrivendoci sopra con una brutta calligrafia o facendo degli errori e alla fine lo lascio bianco!


in english

Nina invited us to participate in the Honest Scrap game. It consists in tell 10 unknown things about us. I and SiLviA decided to reveale you 5 secrets each.

VerA

I have to say that it not so easy. Here, on the spot, no secret comes to my mind... But it is impossible I have no one, isn't it?! There are certainly things about me that no one knows... So, now I rack my brain...

1 I have a sort of attraction for peple feet. When I meet people I can't resist without looking at their feet, intensely!

2 Like Nina, I don't know the names of singers and songs I like. I listen to music in a instinctively way, because I like melody and words, but I have never been able to remember. So, if you ask me: "Do you know that song or that singer?" likely I would answer yes, but it is not true! Or maybe, I know that song and I like it, but I don't remember neither title, nor author.

3 When I was a child I was not good to turn somersaults! I excercised myself at home everyday to do it. And I did, at the end! I had the same problem with somersaults in the water, that in theory are easier, but...

4 At the elementary school I was terrify by a teacher that fortunately was not my teacher. But sometimes we had to go in her class in little groups, to study music. So I was used to act I was bad because I did not want to go. Great actress! ;)

5 Since I was a child, I was very shy, so I played by myself, creating stories and different character, especially princesses with long blond hair! I talked with all my fantastic friends, althought I was speaking to myself! I do it again!

SiLviA: this game by Nina is really cute, but it seemed to me very difficult... but, once I began to write, I came to enjoy it!
1 I resemble my grandma for some little strange details: she couldn't stand clothes too tight under the armipit and around the neck and beige shirts; then, as she used to do, I always find clovers in the grass, without looking for them, just at a glance: it seems that they want to be found by me.

2 I had a strange phoebia (and I'm not sure whether I still have it!): I was scared by big size sculptures. I know that is something irrational So che è una cosa del tutto irrazionale, but I couldn't stand next to a statue for more than few seconds and I was feeling oppressed and distressed.

3 The oldest memory I have is when I was on my dad's shoulders (I was 2 years old) and I really liked to push my chin on his bald head: I still remember the sensation of his round head under my chin!

4 My friend Anna and I buries a secret box in her garden: now there is a big palm growing over it!

5 I have a lot of notebooks that I never use. When I find a beautiful notebook, I buy it, but then I'm afraid to ruin it with my bad handwriting and I leave it blanck!


venerdì 30 ottobre 2009

Foglie d'autunno... Autumn leaves


La mia mamma ha gli occhi azzurro-grigi e il papà castani. Io e Ru abbiamo occhi scuri, entrambi. Ru li ha di un verde scuro intenso con lievissime sfumature più chiare che assumono gradazioni diverse con la luce. Io... il papà dice che i miei occhi sono color "foglie d'autunno"!

in english

My Mom's eyes are light blue with a grey nuance. My Dad's eyes are brown. I and Ru we have both dark eyes. Ru's eyes are deep-green with brighter shades that change with the light. And I... my Dad says my eyes are like the autumn leaves!

giovedì 29 ottobre 2009

Foglie - Leaves



Le giornate si accorciano sempre più, il sole si nasconde dietro l'orizzonte lasciando una scia rosata, che rende le foglie calde, dorate... È quasi tempo di ripartire, fare i bagagli, tornare a casa...

in english

Days are becoming shorter and shorter, the sun falls under the horizon leaving a rose light which makes leaves golden and warm... It's quite time to leave again, pack up again, come back home...

mercoledì 21 ottobre 2009

Autumn in Virginia


Ecco le prime foto di quest'autunno... Credo non saranno le ultime... Ho intenzione di fotografare fino all'ultima foglia!

in english

Here are some fall pictures! I feel they are not the last ones... I want to take one picture of every leaf!

martedì 22 settembre 2009

Boston - Massachussets

Oggi è l'equinozio d'autunno, il primo giorno di una nuova stagione. Lo voglio festeggiare con l'aggiornamento del mio diario di viaggio, dato che sono rimasta un po' indietro!

Era il primo weekend di settembre quando son partita per Boston, in modo un po' rocambolesco, alle 5 di mattina. Avevo cercato il modo di andare in aeroporto con una sorta di pulmino-shuttle, in modo da ridurre i costi, e avevo scritto a una compagnia di taxi, trovata su internet (qui si fa tutto via mail, o quasi). Tutto ok, appuntamento sotto casa alle 5 a.m.

Alle 5 meno 5 minuti io ero giù, pronta con la mia valigetta. Ma del taxi nessuna traccia. Diciamo che avevo un brutto presentimento. Aspetta che ti aspetta arrivano le 5.15... Ok che bisogna aver pazienza, ma in genere i taxi arrivano puntuali, soprattutto se hai concordato l'orario, soprattutto alle 5 di mattina con le strade deserte! A questo punto ho chiamato il tizio, ma il numero era inesistente! Ok, passiamo al piano B! Per fortuna avevo altri 2 numeri di taxi, e ho chiamato la Yellow Cab! Dovevo farlo subito, senza esitazioni, anche solo per il fatto di salire su un meraviglioso taxi giallo zucca!!!!!!!! È arrivato in 15 secondi e via verso l'aeroporto! Tutto liscio, tutto perfetto. Voli in orario, anzi, in anticipo, alba favolosa sorvolando Manhattan!


All'arrivo a Boston ho preso la metro in direzione outbound per raggiungere la casa dove io e Marta avremmo alloggiato. E anche qui, tutto liscio! La metro di Boston è davvero organizzatissima ed efficientissima! I tratti "periferici" sono in superficie, quindi si può ammirare la città, i suoi quartieri residenziali molto chic, il verde, l'acqua che la circonda, popolata da cigni e canottieri. Al tramonto la luce riflessa è calda e dorata, come la città.

Io e Marta avevamo una missione: fotografare! E i soggetti non sono certo mancati. Harvard Square era popolata di artisti di strada, musicisti, strani giocolieri e poco più in là, di assidui giocatori di scacchi, seduti ai tavolini bianchi e neri di un bistrot. I cortili della più prestigiosa università d'America, erano animati da ragazzi seduti a chiacchierare, leggere o prendere gli ultimi raggi del sole di fine estate.



La sera a North End, il quartiere italiano, è più che mai viva! Ad ogni angolo ristoranti e pasticcerie, e gente in coda ordinata (americani!) per i piu' famosi cannoli di Boston.
Ci siamo sentite un po' a casa, è stato bello. Lungo il marciapiede, sedute ad un tavolino, due signore chiacchieravano in italiano. Quale migliore occasione per chiedere loro informazioni su dove mangiare un buon cibo nostrano?!
E quindi, su consiglio di Pina, che ringraziamo, ci siamo concesse una cenetta di pesce alla Trattoria il Panino. Insalata di polpo e pepata di cozze, spaghetti alle vongole, buon pane e olio extravergine d'oliva!



La nostra gita fotografica è quindi proseguita nel Financial District e poi sulla baia, fino all'Institute of Contemporary Art. Tappa obbligata per un pranzo informale The Barking Crabs: sotto un tendone affacciato sull'acqua, abbiamo mangiato la meravigliosa clam chowder e gigantesche chele di granchio!




Per le strade della vecchia Boston, a Beacon Hill e dintorni, complice il freddo, abbiamo sorseggiato un buon té in un colorato e affollato bistrot per poi tornare verso casa, scalfite da un vento autunnale, pungente. Quella sera l'aria è cambiata ed è diventato freddo, l'autunno si è affacciato alla finestra dell'estate e l'ha salutata.






Ultima tappa il Museum of Fine Arts. E poi di nuovo in viaggio verso la Virginia, progettando una nuova avventura...




la vostra inviata da Charlottesville, VA

In english...

With this post I would start to translate everything I write in english. I apologize with you for every mistake I will do!

Today is the autumnal equinox, the first day of a new season.
I want to celebrate it updating my travel book.
It was the first weekend of September when I left my home to Boston at 5 am. But the taxi I had reserved didn't arrive, so I had to call another one to catch my flight. By that moment everything was ok, perfect! And I could admire the dawn flying on Manhattan.

When I arrived in Boston, I caught the subway to reach the apartment where I and Marta stayed in those days. Public transportation in Boston is very efficient and going "outbound" the subway emerges so you can see the streets, the chic residential districts, the parks, the water all around the city, populated by swans and rowers. Sunset light reflected by water is warm and golden, like this city.

Marta and I had a mission: take pictures! And subjects didn't fail.
Harvard Square was plenty of street artists, musicians, funny jogglers and regular chess players, sitting on black and white little tables of a bistrot. Boys and girls all around Harvard gardens were having conversations, reading, or just taking the sun of this summer end.

The night at North End, little Italy, is plenty of life! Everywhere restaurants and cake shops where people wait a long line to the most popular cannoli in Boston. It was nice hearing those familiar sounds and our language, once again, so far from home. We asked two kind italian ladies where having a good italian dinner. So, here we are eating very good italian fish dishes at Trattoria il Panino.

Our photography adventure went on the Financial District and then on the harbour, forward the Institute of Contemporary Art. And for an informal lunch we stopped at The Barking Crabs: under a round top on the water, we ate a delicious clam chowder and king crabs!

Along the old Boston streets, at Beacon Hill and around there, it was quite cold, it was already autumn. So we sipped a hot tea in a coloured bistrot and then we came back home, scratched by a bitter wind.

Last stage the Museum of Fine Arts. And then again on trip forwards Virginia, planning a new adventure...

martedì 1 settembre 2009

Autunno...

Oggi qui è autunno, l'aria e la luce sono diversi, non più pesanti, densi, carichi, ma leggeri, frizzanti, freschi.

E non so spiegare cosa sia scattato nella mia testa, e perché. Probabilmente è l'essere qui da sola, lontana da tutti, io e me stessa, a confrontarci ogni giorno con debolezze e paure, ma anche con persone ed esperienze nuove, nuovi modi di vedere e affrontare le cose, la vita...

DorothyNapangardibig, Il Luogo del Tempo del Sogno

* Vorrei tornare una persona migliore di quando sono partita.
* Vorrei capire cosa voglio.
* Vorrei sedare questa ansia che mi assale alle volte.
* Vorrei non piangermi addosso quando le cose non vanno.
* Vorrei affrontare la vita col sorriso e poter dire che quel che ho è frutto della mia convinzione, della fatica, degli sforzi che ho fatto per perseguire un obiettivo.
* Vorrei una vita non banale, non stereotipata, non "comoda". Non cerco la strada più facile, non voglio cedere alla tentazione di sceglierla per paura di non farcela... Sogno una vita "stra-ordinaria", una vita voluta, scelta, passo dopo passo.
* Vorrei imparare a guardare a me stessa prima che agli altri, a non provare invidia o risentimento per quello che hanno e io non ho (ma che forse nemmeno desidero!).
* Vorrei camminare a testa alta, serena e consapevole di ciò che sono, che voglio essere, convinta delle mie scelte, senza rancori, senza amarezza.
* Vorrei avere l'intelligenza di essere me stessa senza paura, senza ombre che scendono sul viso di fronte alle persone che temo possano ferirmi, umiliarmi e non capirmi.
* Vorrei dimostrare che invece sono forte, che sono "oltre", che non ho nulla da temere, nulla da perdere.
* Vorrei essere una persona su cui contare, vorrei avere persone su cui contare a mia volta nei momenti di difficoltà.
* Vorrei poter essere libera, libera dalle mie paure, libera dai miei schemi, dai pensieri che mi rendono prigioniera di me stessa, che all'improvviso mi colgono e mi travolgono, irrazionali.
* Vorrei... vorrei che le cose non mi scivolassero addosso senza che io le riesca a trattenere, vorrei essere attenta e disponibile al dialogo e al confronto, vorrei seguire le orme di una persona speciale, come è stato il mio nonno Aldo, che ha lasciato un segno nel cuore e nel tempo, per l'amore incondizionato che ha dispensato, per i gesti che per lui erano piccoli e che vengono ricordati come grandi... vorrei avere la sua capacità di essere giusta, ferma, tenace, dolce, rispettosa, degna, capace, fedele... amata...

* Vorrei poter essere e fare tutto questo... ma forse non basta la vita per vincere se stessi e le proprie battaglie interiori... Forse tra molti anni potrò dire di aver raggiunto qualcuno di questi obiettivi, e mi potrò considerare "realizzata"!

mercoledì 19 agosto 2009

Around here

Il weekend scorso, come vi avevo anticipato, sono partita per una nuova avventura.
Dopo la falsa partenza di giovedì pomeriggio, venerdì mattina ci ho riprovato, stavolta col treno. Il viaggio è stato spaziale! I treni qui sono eccezionali, enormi, spaziosi, e superorganizzati con personale che ti assegna il posto sul treno, che ti aiuta a caricare le valige, che ti avvisa quando stai per arrivare e ti scarica i bagagli. Così, un po' sonnecchiando e un po' guardando fuori dal finestrino l'America che correva veloce, sono arrivata a Philadelphia.

Ad aspettarmi Sara, Eleonora, Elena, Alessandro e... una mezza giornata a gironzolare per la città, tra palazzi ultramoderni e storia: Dichiarazione d'Indipendenza e prima bandiera sono nate qui, in questa città vivace e colorata.

Purtroppo solo una toccata e fuga perché, la mattina seguente il mio arrivo, eravamo già in viaggio per New York, la Grande Mela. Come descriverla, cosa dire? La prima sensazione è stata di una città poco americana paragonata a Charlottesville e cosmopolita, variegata, che racchiude in sé una infinita varietà di persone, ognuna con storia e cultura da raccontare. Tanti italiani, insegne, locali, voci. Tante luci, tanti colori, infinite possibilità.
Sara aveva un sogno: assistere al musical Mary Poppins. Siamo andate! E sebbene la mia stanchezza mi abbia fatto crollare, lo spettacolo è stato meraviglioso, incredibile, magico! La cena da Bianca, a seguire, è stata ricca di spunti, anche se io ero ormai arrivata alla frutta!

Central Park e la 5th Avenue, Tiffany, the Brooklyn Bridge... Tante immagini, tanti momenti, la sensazione che anche le cose che sembrano impossibili si possano avverare se solo proviamo a fare un passo oltre i muri che spesso noi stessi costruiamo per sentirci sicuri... La paura e l'incertezza sono compagne di viaggio, a volte assalgono e travolgono, ma tenerle a bada, capirle e vincerle è forse la più grande conquista...


la vostra inviata da Philadelphia&New York

venerdì 14 agosto 2009

Vi devo raccontare... Tutto il mondo è paese!

Oggi dovevo partire per trascorrere il weekend con i miei nuovi amici (Sara, Eleonora, Alessandro ed Elena) tra Philadelphia e New York, dove mi aspetta anche Marta...
Tutta contenta e baldanzosa ho lavorato fino alle 3, poi ho salutato tutti e via! Sono andata alla stazione dei Greyhound e...
Nota bene: quando compri un biglietto per il mitico Greyhound, il bigliettaio ti ripete in tutte le salse di essere in stazione almeno mezz'ora prima. Bene, non so se sia un caso, ma la prima volta è partito con un'ora e mezza di ritardo, mentre stavolta il bus doveva partire alle 4.15 (quindi io sono arrivata alle 3.45), ci ha fatto salire alle 4.45 ed è partito alle 5, dopo che il driver è stato aggredito verbalmente da una signora coloratissima, con le unghie lunghissime fucsia come la camicia e il rossetto, che lo accusava di averci lasciati ad aspettare in bus per una eternità e per di più senza aria condizionata (sono fissati, io avevo il maglione)!!
Comunque, quasi un'ora di ritardo e mettici un po' di traffico, rischiavo di perdere il treno a Washington (per gli amici D.C.)!!! Fatto sta che dopo la fermata alla stazione dei treni, qualcosa ha cominciato a dare segni di preoccupante stranezza... È partito un allarme assordante, un biiiiiiiiiip noiosissimo, e nessuno faceva una piega, sì, ci guardavamo, ma tutti erano troppo perplessi, forse, per proferire parola. La situazione è precipitata quando il bus si è fermato ad un semaforo e, al momento di ripartire, ha fatto uno scatto e si è inchiodato in mezzo all'incrocio, in salita! L'autista a questo punto ha deciso di tornare indietro, ma per fare la curva, ha dovuto intervenire la polizia, che era lì per un tamponamento! Il poliziotto ha fatto spostare le macchine e il gioco è stato fatto... anche se i problemi meccanici peggioravano, tanto che l'autista, per non fermarsi più, ha deciso di lanciarsi in una discesa spericolata, passando col rosso agli incroci che ci separavano dalla sudatissima meta!!!!!!!!!
Credo possiate immaginare quanto sia felice di essere ancora a Cville nella mia casetta! Parto domani per Philadelphia col treno diretto delle 7.20. Sono riuscita a cambiare il biglietto e forse anche a farmi cancellare la prenotazione in albergo per stanotte... Sembra che le cose volgano al meglio, provare per credere...

la vostra inviata da Charlottesville, VA

venerdì 29 maggio 2009

Zucchine alla scapece... e partenza di Vera!

Mia mamma ha imparato questa ricetta quando ero piccola e abitavamo vicino a Caserta: nonostante per anni io abbia snobbato le zucchine, devo dire che adesso questo contorno mi piace davvero moltissimo!



Ingredienti


*
zucchine (le mie erano mignon!)

* menta (ovviamente della mia piantina)

*
aceto

*
olio

*
aglio


Preparazione

Tagliare le zucchine a rondelle di pochi mm di spessore, asciugarle bene e friggerle in olio abbondante fino a quando sono caramellate. Scolarle bene e condirle, una volta raffreddate, con spicchi d'aglio, aceto e foglioline di menta (io non aggiungo altro olio). Mangiarle a temperatura ambiente qualche ora dopo.






Ma adesso veniamo alla novità:
...è da un po' che Vera non pubblica un post perché è stata molto presa dai preparativi per il viaggio!
Infatti ieri è partita per gli Stati Uniti, esattamente qui:



Visualizza Vera in una mappa di dimensioni maggiori


dove lavorerà nei prossimi mesi!
È arrivata stanotte e presto ci racconterà di questa sua nuova avventura che, di sicuro, porterà anche molte novità nel nostro blog!


WELCOME
TO THE U.S.A., VERA!!!

immagine di godrose tratta da qui






giovedì 30 aprile 2009

I brownies di Erborina

Ecco un'altra meravigliosa ricetta di Erborina. Con la pioggia e il cielo grigio per riaccendere il buon umore...


Ingredienti

Cioccolato fondente 175 g
Farina 150 g
Burro 175 g
Zucchero 175 g
Noci 140 g
Sale 1 pizzico
Uova 3

1 In una pentola fate sciogliere il burro; aggiungete il cioccolato spezzato e mescolate fino a quando non sarà completamente sciolto.

2 Aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Incorporate le uova, meglio una alla volta, e mescolate.

3 Infine aggiungete le noci a pezzettini (non troppo piccoli) e la farina, mescolate bene.

4 Riempite uno stampo (foderato con della carta da forno) con l'impasto ed infornate a 180 gradi per 40 minuti.

5 Tirate fuori la torta dal forno, fate riposare 10 minuti dentro lo stampo. Servite tagliati a quadretti (5 cm di lato circa).

BUON PRIMO MAGGIO!

lunedì 23 marzo 2009

Banana-walnut muffins

Era da molto tempo che avevo in mente questi muffins. Oggi, in realtà, volevo preparare dei brownies, ma non avendo il cioccolato, e dovendo fare in fretta, ho deciso di cimentarmi finalmente in un must per chi, come me, tra poco, dovrà familiarizzare con la cucina americana. La ricetta l'ho tratta da Viaggiare come Mangiare (grazie!!!).

Ingredienti

235 g di farina | 185 g di zucchero | 90 g di noci | 1 cucchiaino e mezzo da caffè di bicarbonato di sodio | un cucchiaino scarso di sale (col senno di poi, proverei a non metterlo) | 125 ml di olio di noci (o di mais) | 1 uovo | 315 g di banane con la buccia maculata | 45 ml di buttermilk (io ho messo 60 ml tra latte e panna)| eventualmente, 200 g di gocce di cioccolato (come suggerito da Zenzero & Cannella)


1 Spezzettate in tocchetti le noci e unite tutti gli ingredienti secchi in una ciotola.

2 In un'altra ciotola, schiacciate le banane, fino a renderle cremose, e unitele a tutti gli ingredienti liquidi.

3 Una volta ben amalgamato ciascun tipo di alimenti, uniteli e mescolate fino a formare una pastella.

4 Riempite le vostre formine da muffins e infornate per circa 20 minuti.

domenica 23 novembre 2008

Dolcetti internazionali di Natale

Siamo state invitate a partecipare al concorso di Giallo Zafferano "Sapore di Sfida 2 - Dolcetti di Natale" finalizzato a raccogliere ricette di Natale, nuove, inventate e rielaborate, e abbiamo accettato molto volentieri!


L'idea che ci è venuta è quella di raccogliere alcune ricette di dolci appartenenti a diverse tradizioni che in qualche modo fanno parte della nostra vita da raccogliere in un cesto di Natale... un po' internazionale (un po' come il nostro blog)!




Honiglebkuchen (biscotti di miele e zenzero)
Questi biscotti dal nome tedesco, probabilmente di origine austriaca, sono tradizionali della zona di Trieste e dell'Istria e della Dalmazia. La cucina di queste regioni è estremamente particolare perchè influenzata da quella italiana, austrica e propriamente balcanica e quindi comprende sia ricette mediterranee, che continentali. Questa ricetta è tratta dal libro di ricette triestine, istriane e dalmate (la mia è una delle prime edizioni!) della mia nonna di Pola.

Ingredienti:
200g di miele
350g di farina
100g di zucchero
100g di fecola
1 uovo
50g di mandorle
50g di cedro
spezie (cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano)

Preparazione:
Intiepidite il miele fino a renderlo fluido e impastatelo con lo zucchero, la farina, la fecola, l'uovo, le mandorle sminuzzate, il cedro a pezzetti e tutte le spezie. Aggiungete un pizzico di sale, 2 cucchiai di ammoniaca in polvere sciolta in un po' di vino o liquore e lasciate riposare il tutto per una notte.
Il giorno dopo ricavate una sfoglia alta 0.5cm e ritagliate i biscotti con gli stampini. Collocate i biscotti su una lastra imburrata o coperta da carta da forno e cuocete a 200º per 20 minuti. I biscotti riusciranno duri, ma si ammorbidiranno spontaneamente.
- Silvia


Basler Brunsli
Fra i biscottini di Natale, non potevano mancare quelli Svizzeri, visto che ormai da più di un anno abito a Zurigo. A dire il vero in Svizzera si preparano diversi tipi di biscotti di Natale, ma fra tutti (Mailänderli, Zimtsterne, Spitzbuebe, Chräbeli, Läckerli...) ho scelto questi perché sono al cioccolato... e io adoro il cioccolato!!

Ingredienti:
150g zucchero
1 pizzico di sale
200g di mandorle in polvere (io ho usato le nocciole)
una punta di coltello di cannella
100g di farina
2 albumi montati a neve
100g cioccolato fondente
2 cucchiaini di Kirsch


Preparazione:
Mescolate in una ciotola lo zucchero e tutti gli ingredienti fino alla farina inclusa.
Montate a neve gli albumi e mescolateli all'impasto. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il kirsch mescolando di tanto in tanto. Stendete l'impasto, ricavando una sfoglia dello spessore di 1cm, su una superficie cosparsa di zucchero; formate delle stelline con gli appositi stampini, posizionatele su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate asciugare per 4-5 ore.
Cuocete 10 minuti nel forno preriscaldato a 250º a metà altezza. Una volta cotti, lasciarte raffreddare i biscotti su un una griglia.

Grazie mille a Zorra per avermi indicato il link alle sue ricette dei biscottini di Natale svizzeri e a Giovanna per avermi aiutato con la traduzione delle ricette dal tedesco!
- Silvia



Io, invece, vi propongo altre tre ricette. Una è tipica veneta, legata alla tradizione contadina, era l'antico pane dolce di Natale, preparato anche per la festa conclusiva dell'Epifania, alla quale è rimasto poi associato. Fino alla metà del secolo XX era preparato con un impasto di farine di frumento e granoturco, uva passita, fichi secchi, gherigli di noci, semi di finocchio, ridotto a forma di parallelepipedo molto basso, avvolto in foglie di verza e cotto sotto la cenere del focolare...Un dolce che faceva la nonna, che facevano le zie... che, il papà mi racconta, per molti anni era scomparso, ora è stato recuperato e viene riproposto da panifici e pasticcerie come un qualcosa di ricercato: la Pinza.

Pinza
Ingredienti:
500 g di farina gialla da polenta | 100 g di farina di frumento | 2 uova | 200 g di uvetta | 200 g di fichi secchi | una bustina di lievito | una manciata di semi di finocchio | 2 cucchiai di pinoli | 50 g di strutto o burro | 2 cucchiai di zucchero | un bel po' di latte

Una variante prevede l'utilizzo del pane raffermo, anziché della farina, e altre l'aggiunta di una mela grattuggiata e della scorzetta di un limone o di un'arancia non trattati.

Impastate insieme la farina gialla da polenta con la farina di frumento, le uova, l'uvetta ammorbidire in acqua tiepida, i fichi secchi ridotti in pezzettini, il lievito, i semi di finocchio, i pinoli, lo strutto (o burro), un po’ di latte per bagnare la pasta (che dovrà risultare piuttosto tenera, dato che la farina gialla per cuocere ha bisogno di assorbire tanto liquido). Mettete il composto in una tortiera ben unta di burro e fate cuocere in forno a fuoco moderato. Fate la prova delle stecchino per controllare il punto di cottura; quando uscirà asciutto vorrà dire che la pinza è cotta. Si mangia tiepida o fredda.



Le altre ricette invece sono americane, visto che devo cominciare a familiarizzare con i gusti e le tradizioni a stelle e strisce, in vista della mia futura partenza, l'anno prossimo. Una ricetta è proprio tipica, un must, direi: i Gingerbread. A Natale, in America e nei Paesi del Nord Europa, il gingerbread, un impasto speziato che si presta a realizzare decorazioni per l'albero e per la tavola e ha un sapore e un profumo assolutamente unici, è veramente d'obbligo.

Gingerbread
Ingredienti per n biscotti (dipende dalla misura)

Per l'impasto chiaro: 150 g di farina | 1 tuorlo | 85 g di burro, freddo e a cubetti | 3 cucchiai di miele liquido | 1 cucchiaino di cannella in polvere | 1/4 cucchiaino di zenzero in polvere | burro per la teglia.
Per l'impasto scuro: come per quello chiaro, sostituendo il miele con la melassa e unendo 50 g di cacao in polvere.
Per decorare: 1 albume | zucchero colorato | glassa | dragées argentate

Mettete la farina, la cannella e lo zenzero in un mixer, unite il burro ed impastate leggermente fino ad ottenere un composto della consistenza delle briciole. Aggiungete il miele ed azionate il mixer finché il tutto si amalgama e forma un impasto soffice.
Infarinate leggermente il piano di lavoro ed il mattarello e poi stendete l'impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm. Ricavate le varie forme con i tagliabiscotti. Se intendete usarli come decorazione, usate uno stecchino di legno per praticare un foro in cima a ogni biscotto in modo da poterci poi infilare il nastro.
Disponete i biscotti sulla teglia imburrata distanziandoli leggermente e metteteli in frigorifero per 10 minuti. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180º per circa 10 minuti finché risulteranno dorati. Lasciate intiepidire per 5 minuti e poi trasferiteli su una griglia di metallo a raffreddare completamente.
Una volta freddi, potete tenere i biscotti così come sono, oppure infilarci un nastrino, decorarli con della glassa o con le dragées argentate. Lasciate solidificare ed infine appendeteli all'albero!
Se li decorate è meglio consumare i biscotti entro 24 ore oppure conservarli in un contenitore ermetico e consumarli entro 4 giorni. I biscotti non decorati possono essere congelati per al massimo un mese.



L'altra è una ricetta che ho trovato in un libricino, Biscotti in Festa di Cucina Moderna: i biscotti di Natale di Sinclair Lewis, vincitore del premio Nobel e del Pulitzer, autore di Elmer Gantry.

Biscotti di Natale di Sinclair Lewis
Ingredienti per circa 24 biscotti

110 g di burro molto morbido | 150 g di zucchero semolato | 1 uovo grande, leggermente sbattuto | 150 g di farina | un pizzico di sale | 3 cucchiai di cacao in polvere | 1 cucchiaio di bourbon o di latte | 40 g di mandorle tritate

Raccogliete il burro morbido e lo zucchero in una ciotola e lavoratelo a crema con una frusta elettrica o con un cucchiaio di legno finché diventa cremoso; sempre sbattendo, unite l'uovo.
Setacciate la farina, il sale ed il cacao nella ciotola, unite il bourbon e le mandorle e mescolate bene con il cucchiao di legno.
Calcolando un cucchiaio colmo per biscotto, fate cadere l'impasto in montagnette sulla placca da forno imburrata, distanziandole bene tra loro.
Fate cuocere in forno preriscladato a 160º per 10-12 minuti finché si rassodano (non devono diventare dorati).
Lasciate intiepidire i biscotti sulla placca per 2 minuti e poi trasferiteli su una griglia di metallo a raffreddare completamente.
Conservateli in un contenitore ermetico e consumateli entro 4 giorni; in alternativa potete congelarli per un mese al massimo.

VerA







... ed ecco qui il nostro "cesto" di dolcetti natalizi internazionali!




lunedì 29 settembre 2008

Muffins marmorizzati

Sono stanca e stressata, i ritmi sono veramente pesanti... cosa fare per allentare le tensioni? Ovviamente i muffins, di cui ormai tutti vanno ghiotti, soprattutto i miei colleghi di lavoro, sotto pressione come me. E allora, tratto da Gnocchetto al pomodoro, ecco a voi i muffins marmorizzati!!!

Ingredienti per 12 muffins:

200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro salato a pezzetti
50 ml di latte
2 uova
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di cacao in polvere amaro
1/2 bustina zucchero vanigliato
1 pizzico di sale



Preriscaldate il forno a 200°C. Sbattere il burro a temperatura ambiente e lo zucchero fino a che l'impasto non diventa chiaro e cremoso. Rompete le uova separando gli albumi dai rossi ed incorporate i tuorli nell'impasto di burro e zucchero, aggiungendo poco a poco il latte continuando a mescolare. Setacciate farina e lievito in una ciotola ed aggiungetelo a poco a poco all'impasto. Aggiungete il pizzico di sale agli albumi e montateli a neve molto ferma.

Suddividete l'impasto in due ciotole ed incorporate in uno lo zucchero vanigliato e nell'altro il cuccchiaio di cioccolato amaro. Aggiungete delicatamente la metà degli albumi nella preparazione alla vaniglia avendo cura di non smontare gli albumi e fate quindi lo stesso con la preparazione al cioccolato. Imburrate gli stampini e infarinate leggermente e iniziate a versare strati alternati delle due preparazioni avendo cura di riempire i pirottini di fino a 3/4 (lasciando quindi lo spazio necessario alla lievitazione del dolcetto). Infornate per 10 min a 200°C e per altri 20 min a 180°C. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.

mercoledì 6 agosto 2008

Muffins con "quello che ho"

250 g di ricotta light

2 uova intere

100 g di zucchero di canna

180 g di farina kamut

100 g di farina di mandorle

1 bustina di lievito vanigliato

4 cucchiai di latte parzialmente scremato
marmellata a piacere

Schiacchiate la ricotta con la forchetta, amalgamatela alle uova, quindi aggiungete, un po' alla volta e sempre mescolando, lo zucchero, le farine ed il lievito.
Riempite gli stampini per 2/3 della loro capienza e aggiungete un cucchiaino di marmellata a piacere.
Cuocete in forno a 180 gradi per circa 20 minuti.

i più cucinati della settimana

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