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domenica 2 ottobre 2011

paste di mandorla per addolcire la partenza

Durante la settimana ora sono a Zurigo da sola. Ru ha iniziato un nuovo lavoro a Como e, anche se in futuro avrà la possibilità di stare qui per dei periodi, per adesso torna solo nei fine settimana (quando non lo raggiungo io in Italia). Il distacco, dopo 4 anni di convinvenza, non è facile, ma rende comunque ancora più belli i momenti in cui ci si rivede e più prezioso il tempo insieme!
Per rendere più dolce la sua partenza, oggi gli ci ho preparato dei biscottini alle mandorle da mangiare durante la settimana a colazione. La ricetta è tratta dal il libro dei "Calycanti" la cucina Siciliana

paste di mandorle
Ingredienti per circa 30 biscotti (a me ne son venuti un po' meno)
* 1 albume
* 125g di zucchero (io l'ho usato di canna, quindi mi son venuti un po' più scuri)
* 125g di mandorle con la pelle
* 15g di farina
* 3 cucchiai di zucchero a velo

Preparazione
1 Sbollentate velocemente le mandorle in acqua bollente (bastano pochi minuti), scolatele e sbucciateleancora calde.
2 Asciugatele bene su un canovaccio e tritatele finemente assieme allo zucchero; unite l'albume e la farina.
3 Traferite il composto sul tavolo da lavorocosparso con un cucchiaino e mezzo di zucchero a velo, impastate velocemente, formando dei piccoli salsicciotti di 7-8cm e ripiegateli a "S" (io invece ho fatto delle palline schiacciate).
4 Infornate a forno già caldo a 180ºC per pochi minuti (io ne ho fatti 7), appena si dorano, sfornateli e lasciateli raffreddare.
5 Una volta freddi cospargeteli di zucchero a velo e conservate in una scatola di latta (io per praticità di trasporto ho usato quella del caffé).

Nota dei Calycanthy: Le scatole di paste di mandorle sono uno tra i più tradizionali cadeaux che viaggiano tra la Sicilia e il continente; è quasi impossibile partire dall'isola, e soprattutto dalla costa orientale, senza averne un pacchetto sottobraccio!


paste di mandorle

domenica 15 maggio 2011

bicchierini di cuccìa per santa Lucia (beh non proprio...)

L'ho detto tante volte che i dolci di ricotta sono i miei preferiti, quindi quando ho visto la ricetta della cuccìa siciliana sul libro dei "Calycanthi" non ho saputo resistere, anche se si tratta di un dolce preparato tradizionalmente per la festa di Santa Lucia, il 13 Dicembre! 
Il fatto poi che la sua preparazione abbia una lunga tradizione e una bella storia, la rende ancora più appetitosa ai miei occhi (e alle mie papille gustative) [un giorno mi cimenterò anche nella preparazione delle Minne di Sant'Agata, anche loro siciliane, anche loro a base di ricotta e con una bella e lunga tradizione]. 

Riporto qui la storia che ho trovato su La cucina di Calycanthus, così la potete leggere anche voi e ingolosirvi.
La cuccìa è un dolce che in Sicilia si prepara esclusivamente per Santa Lucia, il 13 dicembre. Come per quasi tutto, in Sicilia ne esistono svariate versioni che cambiano da città a città (oltre che da famiglia a famiglia), ma è soprattutto a Palermo e a Siracusa che la tradizione è sentita. A Palermo infatti sarebbe arrivata, secondo la leggenda proprio la notte tra il 12 e 13 dicembre di un anno di carestia del ’600 spagnolo, una nave carica di grano (vale a dire di salvezza…) ed è proprio il grano l’ingrediente principale e festeggiato nella cuccìa, assieme ai canditi e alla ricotta.
A Siracusa la faccenda, se possibile, è ancora più seria perché Santa Lucia che lì nacque, è sì patrona della città, ma non ci “abita” più poiché è stata rapita (in termini reliquiari) da pirati bizantini o veneziani e portata in laguna, dove ancora sta in una chiesa a lei dedicata, tutta bianca, proprio vicino alla stazione ferroviaria di Venezia-Santa-Lucia.
Forse per questo Santa Lucia è molto amata anche nel Triveneto, a Verona in particolare, ma anche nella bergamasca, dove tradizionalmente la notte fra il 12 e 13 dicembre porta dolci e ragali ai bambini.

Ingredienti (per 4-6 bicchierini)
* 400g di grano già cotto (io ho usato quello precotto per dolci, altrimenti lo si deve mettere in ammollo per due giorni cambiando l’acqua 2 volte al giorno)
* 200g di ricotta (io ho usato ricotta di mucca, ma quella di pecora sarebbe ancora meglio)
* 2 cucchiai di zucchero (il mio era di canna fair trade)
* canditi a piacere
* cioccolato fondente grattugiato a piacere

stoccu+cuccia
cuccìa siciliana



Preparazione
1 Se non disponete di quello precotto, tenete il grano in ammollo per 2 giorni cambiando l’acqua, quindi cuocetelo a fuoco basso in acqua leggermente salata per circa 3 ore. Una volta cotto scolatelo con molta cura e tenetelo da parte.

2 Montate la ricotta con le fruste elettriche assieme allo zucchero fino ad ottenere una crema molto leggera, quindi passatela al setaccio e unite prima i canditi, quindi il grano. 

3 Rimpite i bicchierini alternando strati di cioccolato e decorate a piacere. Lasciate riposare in frigo un paio di ore prima di servire.

Nota: esistono diverse versioni della cuccia: in tutte c'è il grano, in alcune la ricotta, in altre la crema di latte o la crema di giallo d'uovo, ma tutte sono dedicate a santa Lucia e si confezionano tradizionalmenteper la festa del 13 Dicembre.

ricetta tratta da la cucina Siciliana di Maria Teresa Di Marco, Marie Cécile Ferré
e Maurizio Maurizi (ovvero i Calycanti) - Guido Tommasi Editore 





Francesca sul suo blog ha deciso di "organizzare" una festa ispirata alle boccate di libertà e al profumo del gelsomino, raccogliendo post che parlano di questo fiore (ricette, pensieri, tè...). Lo spunto per questa idea è la notizia apparsa in questi giorni sui giornali che le autorità cinesi hanno deciso di bandire questo fiore (molto usato in Cina), diventato simbolo delle rivolte in Tunisia, come atto preventivo, insieme al Festival del gelsomino che si tiene ad Hengxia.
Lo scopo è sostenere i simboli "sovversivi" come quelli dell'amore e della natura e per inneggiare al meraviglioso tè al gelsomino, sperando che la sua lunga tradizione in Cina non scompaia. Mi sembra un'idea molto carina, anche se non so ancora bene se/come potrò partecipare, ma la segnalo volentieri qui sul blog!

domenica 1 maggio 2011

pasta con i vrocculi arriminati

Mio papà mi ha regalato il libro dei "Calycanti" la cucina Siciliana: il bello è che me lo comprato senza sapere che fosse degli autori de La cucina di Calycanthus e senza sapere che io fossi una lettrice del loro blog... Semplicemente vedendolo in libreria ha pensato che potesse piacermi: e non si sbagliava!
Ho voluto subito provare una loro ricetta e ve la riporto qui sotto.





Pasta con i vrocculi arriminati
pasta con i vrocculi arriminati
Ingredienti
* bucatini
* 1 cavolfiore
* 1 cipolla
* 2 spicchi d'aglio
* 3 filetti di acciughe sottosale
* 50g di pinoli
* 50g di uva passa
* 1 bustina di zafferano o 3-4 filamenti
* olio extravergine d'oliva
* sale


Preparazione
1 Tagliate le cime del cavolfiore, lavatele con cura e sbollentatele qualche minuto in abbondante acqua salata. Scolate con una schiumarola quando son ben al dente conservando interamente l'acqua di cottura.
2 Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella larga, unite i filetti di acciuga dissalati, l'uvetta rinvenuta in acqua, i pinoli, lo zafferano e infine il cavolfiore a pezzi e lasciate cuocere coperto a fuoco dolce con mezza tazza d'acqua di cottura del cavolfiore.
3 Nel frattempo cuocete la pasta nell'acqua di cottura rimanente, scolate ben al dente e versate nella pentola con il condimento, rimestate bene (vale a dire arriminate) e servite.

ricetta tratta da la cucina Siciliana di Maria Teresa Di Marco, Marie Cécile Ferré
e Maurizio Maurizi (ovvero i Calycanti) - Guido Tommasi Editore



Anche il cielo inquieto della Svizzera - pieno di nuvole pesanti, sprazzi di sole e temporali improvvisi - sembrava riflettere il mio umore di questi giorni: per fortuna ho trovato un ombrello (o forse una mano amata...) per ripararmi. 
Copio qui sotto questa poesia che ho letto sul blog di Nina, spero che lei non me ne vorrà...
Buona settimana a tutti!
Guarda non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.

[...]


io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito

e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo e la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
(J. Cortazar)

domenica 27 febbraio 2011

calamari ripieni (5) alla siciliana (+ attacchi di poesia)

Dopo una settimana quasi totalmente dedicata al lavoro, avevo voglia di mettermi un po' ai fornelli. Era tanto che non compravo dei calamari e, per trovare nuove idee, ho cercato nel blog di Silvia (Kitchenqb) che mi ha fatto scoprire da poco Francesca. Ho scelto questa sua ricetta un po' agrodolce e mediterranea di calamari ripieni alla siciliana, con pomodori, uvette, pinoli, peperoncino e arancia. Un po' di sole e di mare in tavola, mentre fuori è sempre grigio e freddo!


attacchi di poesiaPrima di scrivere la ricetta, volevo segnalarvi un'iniziativa per l'8 marzo, secondo me molto carina, che ho trovato su Poetry Attack (blog di Giorgia Vezzoli, poetessa, blogger e attivista nel campo dei diritti delle donne). Ecco di cosa si tratta:
Per l’8 marzo vogliamo reclamare e declamare i nostri diversi modi di essere donna in modo creativo. Come? Attraverso la poesia che, proprio come noi, trova poco spazio sui media e nella società!
Facciamo la rivoluzione culturale, riportiamo la poesia in mezzo alla gente, per ricordare a noi e a chi ci sta intorno l’importanza delle parole e la bellezza di una rappresentazione molteplice delle donne contro il modello unico imperante.

PER STRADA: L’8 marzo scendi in strada con una poesia o dei versi sulle donne appesi al collo (basta fare un semplice cartello con del cartoncino).
Puoi andare al lavoro, salire sull’autobus, passeggiare con amiche ed amici con il tuo cartello poetico. Puoi anche fermarti in uno spazio pubblico e leggere la poesia!

SU FACEBOOK: Pubblica la foto del tuo "cartello poetico" sulle donne come immagine del tuo profilo Facebook per tutta la settimana dal 6 al 13 marzo.
In questo modo, se non potrai fare il tuo “attacco di poesia” per strada, la foto dei versi che hai scelto sarà comunque un poetry attack a spasso per la Rete! 

Vivendo in un paese straniero e non avendo un account Facebook, credo che parteciperò a modo mio: scrivendo la mia poesia qui sul blog! Sarebbe molto bello se questa iniziativa si diffondesse!


 
e ora la ricetta:

Ingredienti
* 10 calamari piccoli
* 6 pomodori di media grandezza (sostituibili con pomodoro pelato)
* 1 spicchio d'aglio
* mezza cipolla
* pinoli e uvetta a piacere
* 100g pangrattato
* olio
* sale & peperoncino
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* 1 arancia da spremere

Preparazione
1 Pulite i calamari, tagliando i tentacoli a pezzetti e mettendoli da parte. 

calamari ripieni alla siciliana
2 Scaldate dell'olio in una padella e fate soffriggere a fiamma dolce la cipolla, tagliata finemente, e lo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete al soffritto il pomodoro, salate e aggiungete il peperoncino. Lasciate cuocere per 5 minuti. 

3 A questo punto aggiungete i tentacoli, una parte di vino bianco,  uvetta e pinoli. Unite il pan grattato. Il tutto deve risultare asciutto. 

4 Prendete le sacche dei calamari e, aiutandovi con un cucchiaino, riempitele con il composto così ottenuto. Chiudetele con uno stecchino ed adagiatele in una teglia aggiungendo il resto del vino bianco.State attenti a non riempire troppo le sacche dei calamari perché cuocendo, si ridurranno di volume e, se troppo piene, 'esploderanno' (come è successo a me!).

5 Infornate a 150° per 20' e a metà cottura spremete sopra il succo di arancia.

ricetta tratta da kitchenqb

...e per dessert?...  ve lo scrivo nel prossimo post!

domenica 6 febbraio 2011

contest: pesca in Sicilia!

Francesca di unastanzatuttaper(il)tè mi ha segnalato un bellissimo contest di Kitchenqb che raccoglie ricette di pesce della cucina siciliana o mediterranea. Ovviamente non potevo non partecipare! Grazie Francesca!
Le ricette raccolte nel contest saranno pubblicate su Pesca in Sicilia, nella sezione ricette. Pesca in Sicilia è un blog che ha lo stile del portale, creato per promuovere il settore pesca nel territorio siciliano visto da tre punti strategici: la cucina, il turismo e il mare. Questo blog, curato anche da Silvia, l'autrice di Kitchenqb, contiene anche utilissimi consigli per anche degli utili consigli per acquistare, cucinare, pulire e valutare la freschezza del pesce.

Partecipo al contest con le mie ricette siciliane ('Camilleriane') di pesce:


alici







mercoledì 10 novembre 2010

un finocchio a cena

Con questo post partecipiamo alla simpatica iniziativa di un gruppo di blogger contro l'omofobia e, in particolare, per esprimere il dissenso con la recente "battuta" del nostro (sigh) Presidente del Consiglio. Questa iniziativa prende ispirazione dallo slogan della manifestazione organizzata dall'arcigay a Firenze: "porta un finocchio per Silvio"
 
Seguendo il post sul blog di Norma, ricordo che la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea condanna, all’articolo 21, “qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali” e che l'Unione Europea, con la risoluzione del 18 gennaio 2006 sollecita gli stati membri a condannare l'omofobia e a "ad adottare disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprietà, locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale". Dalle realizzazione di quest'ultimo punto in Italia siamo purtroppo molto indietro e non si vedono molti spiragli nè a destra nè a sinistra.

Non avendo molto tempo di preparare una ricetta nuova, ripropongo questa insalata di finocchi e arance (forse la mia preferita), consigliata a mia mamma da una sua amica siciliana che ora vive a Milano, anche perché credo meriti un revival sul blog (oltretutto è anche di stagione!).

Ingredienti:
1 finocchio * 1 arancia * 1 spicchio di aglio * qualche oliva taggiasca * olio extravergine d'oliva * sale * pepe

Preparazione:
Tagliate il finocchio a listarelle, l'arancia a cubetti e mescolate tutto in una terrina (che avrete precedentemente storfinato con un po' di aglio) con alcune olive taggiasche. Condite con sale, abbondante pepe e olio.

mercoledì 28 luglio 2010

Pasta con pomodorini secchi, mandorle e menta (by Moscerino) e... Vivaldi

Questa settimana sto lavorando a casa, ma purtroppo piove tutti i giorni e le temperature si sono di molto abbassate, quindi non riesco ad approfittare, come vorrei, della flessibilità degli orari e comunque mi ritrovo al chiuso tutto il giorno davanti al computer... uff!

Oggi almeno ho fatto due passi per Baden, sfruttando un momento di sole e sono riuscita anche ad ascoltare un po' di Vivaldi suonato da un maestro di violoncello che evidentemente risente della crisi...


maestro di violoncello



La ricetta di oggi è comunque adatta al caldo di fine luglio: è tratta dal blog di Moscerino che l'ha reinventata prendendo spunto dal sito dello chef siciliano Filippo La Mantia. Ero in cerca di qualcosa di poco impegnativo, ma originale, che contenesse ingredienti che avevo in casa. Devo dire che il risultato è davvero buono! Io ho seguito la versione di Moscerino con il pan grattato invece del pecorino (che non avevo):


Pasta pomodorini secchi, menta
Ingredienti
* 160g di spaghetti (linguine, nella proposta dello chef)
* 10 pomodorini secchi sott’olio
* 50 g di mandorle spellate
* un mazzetto di menta fresca (quella del mio terrazzo)
* il succo e la scorza di un limone
* una generosa presa di origano
* 3 cucchiai colmi di pangrattato (caciocavallo ragusano, secondo la ricetta originale)
* olio, sale e pepe


Preparazione

1 Tagliate a pezzetti i pomodorini secchi. Lavate la menta e pestatela nel mortaio insieme a due terzi delle mandorle e ad un filo d’olio extravergine di oliva. 

2 Quando il composto inizierà a diventare omogeneo, unite la scorza ed il succo del limone e un paio di cucchiai dell’acqua di cottura della pasta. 

Pasta pomodorini secchi, menta
3 Tritate grossolanamente le restanti mandorle. In un padellino antiaderente, mettete il pangrattato con un filo d’olio e tostatelo su fiamma bassa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, finchè assumerà un colore oro scuro.

4 Un paio di minuti prima del termine della cottura della pasta (che scolerete al dente), ponete sul fuoco una capace padella, versatevi un po’ d’olio, i pomodori secchi, le mandorle a pezzetti, una presa di origano e la salsina di menta, mandorle e limone. 

5 Rosolate brevemente e regolate di sale e pepe. Scolate la pasta e saltatela nella padella con il condimento. Spegnete la fiamma ed unite il pangrattato tostato e, a piacere, un altro po’ di succo di limone. Servite immediatamente.








domenica 30 maggio 2010

granita alla mandorla

Da quando, alcuni anni fa, siamo stati alle isole Eolie, continuo a ripensare alla squisita granita di mandorle che bevevamo ogni mattina per colazione: fresca, dolce, cremosa, con i pezzettini di mandorla che si sentivano sotto i denti... mmh...
...e finalmente il sogno di riprodurla si è avverato! Infatti ho trovato la pasta di mandorle alla bottega equo-solidale (in Italia) prodotta dal laboratorio dolciario casa don Puglisi di Modica. È la prima volta che la trovo in un negozio del nord Italia e pensare che l'ho sempre cercata!

Per fare la granita in casa basta avere la pasta di mandorle, un freezer e un po' di pazienza!

Nota: In alternativa la granita può anche essere fatta con il latte di madorla, ma secondo me con la pasta di mandorle viene molto meglio perché si può scegliere la densità desiderata e rimane qualche pezzettino qua e là... oltre al fatto che la pasta di mandorle non contiene additivi e conservanti e, se non viene sciolta, si mantiene per mesi.


granita alla mandorla

granita alla mandorla
Ingredienti
125g di pasta di mandorle + 0.5l d'acqua

Preparazione
1 Sciogliete 125g di pasta di mandorle in circa mezzo litro di acqua bollente e lasciate raffreddare. Sulla confezione da 250g suggerivano di usare 1.5l di acqua, ma dato che a me piace un po' densa ho diminuito la dose di acqua.
2 A questo punto avete prodotto il latte di mandorla che dovrete consumare entro 48 ore. Per fare la granita ho seguito il procediemento già utilizzato per la granita di pomodoro di Moscerino: mettete il composto in un contenitore e riponetelo nel freezer; mescolatelo all'incirca ogni 30 minuti, per rompere i cristalli di ghiaccio che si andranno formando. Fate attenzione che non solidifichi completamente. Quando avrà raggiunto la consistenza desiderata, servitelo!
Se si solidifica troppo, oppure se ne avanza e la volete riutilizzare il giorno dopo, tiratela fuori dal freezer e lasciatela scongelare, controllandola e rimescolandola di tanto in tanto per rompere i cristalli.

domenica 15 novembre 2009

Triglie all'agrodolce

La scorsa settimana al banco del pesce mi era sembrato di aver visto delle triglie, con il loro tipico sguardo da triglia... purtroppo però il banco è piuttosto lontano dalla zona in cui i clienti fanno la coda e non ne ero sicura... poi il cartellino con scritto Meerbarben non mi aiutava molto (l'unica certezza che mi dava il nome è che fosse un pesce di mare e non di lago, cosa non sempre facile da dire con il tedesco***), così ho rinunciato a prenderle, ma appena tornata a casa ho cercato "Meerbarben" sul dizionario... ed erano proprio le triglie!

Ci ho ripensato tutta la settimana, poi ieri sono tornata al supermercato e, visto che per fortuna c'erano ancora, non me le sono fatte sfuggire!

È la prima volta che preparo le triglie e non ero molto sicura di come si facessero a pulire, ma su internet si trova tutto ed ecco qui delle dettagliatissime istruzioni: come si pulire e sfilettare le triglie? (spicchiodaglio.it). La prossima volta credo che me le farò pulire dalla signorina del banco (se riesco a farmi capire!) perché è stato un po' un lavoraccio: sono piene di squame e sono molto meno facili da spinare delle sardine e delle alici!

*** infatti in tedesco si usa la stessa parola per dire mare e lago anche se in base a quello che si intende hanno genere diverso: die See (femminile) è il mare e der See (maschile) il lago, ma esiste anche la parola das Meer (neutro e di derivazione latina) che vuol dire solo mare, ma che non mi sembra venga usata tanto di frequente, almeno in Svizzera. La mia insegnante (svizzera) di tedesco mi diceva che das Meer è usato di più in letteratura che nel linguaggio comune, invece pare che in Austria usino solo das Meer per il mare.
Insomma adesso ho una gran confusione e non so mai di cosa si stia parlando, se di mare o di lago!
... per di più se si cerca sul dizionario italiano-tedesco la parola triglia si trova sia Meerbarbe che Seebarbe!


Ovviamente non potevo non usare queste tanto agognate triglie che per una ricetta ispirata ai romanzi di Camilleri!

"Andò a corcarsi zuppiando. Ci mise un quarto d'ora a trovare la posizione giusta. Chiuse gli occhi e li raprì di subito: ma non aveva invitato Ingrid a cena? E ora come faceva a rivestirsi, mettersi addritta e nèsciri per andare al ristorante? La parola ristorante gli provocò un immediato effetto di vacantizza alla bocca dello stomaco. Da quand'è che non mangiava? Si susì, andò in cucina. Nel frigorifero troneggiava un piatto funnùto pieno di triglie all'agrodolce. Tornò a corcarsi, rassicurato."
da La gita a Tindari di Andrea Camilleri, pag. 244, ed. Sellerio 2000


Ingredienti (per 2)
* 4 triglie
* 1 cipolla
* 1 arancia
* olio extravergine d'oliva
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* un po' disucco di limone
* zucchero
* farina bianca
* sale



Preparazione
1 Pulite le triglie, infarinatele e cuocetele in poco olio di oliva, salandole da entrambi i lati; quindi toglietele dalla padella e laciatele al caldo in forno.

2 Sbucciate l'arancia e frullatela. Nella padella dove avete cotto le triglie, fate rosolare la cipolla tritata finemente, aggiungete un cucchiaio di zucchero, il vino e fate caramellare il tutto.

3 Aggiungete il succo di limone e l'arancia frullata, fate ritirare e coprite le triglie con la salsa ottenuta.

4 Passate al forno a 180º per 5 minuti.

ricetta tratta (e riadattata) da Nìvuro di sìccia, Trenta editore.



in english: 
Ingredients (for 2): * 4 red mullets * 1/2 onion * 1/2 orange * extra virgin olive oil * 1/2 glass of white wine * juice from 1/2 lemon * sugar * white flour * salt

Procedure: Gut the fishes, dust them with flour and cook them in a little olive oil, salting them on both sides, then remove them from the pan and leave them in the warm oven.
Peel the orange and whisk it. In the pan where you cooked the mullets, fry the finely chopped onion, add a spoon of sugar, the wine and let it caramelize everything. Add the lemon and orange juices, cover the mullet with sauce. Bake at 180 º for 5 minutes.


Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):
triglia, f. = die Meerbarbe/n, f. = red mullet, n.


Vi segnalo questo bell'articoletto intitolato "Tutti i corvi sono neri" di Laila Wadia, nella rubrica Nuovi Italiani di Internazionale.it. A me è piaciuto molto, come in genere mi piacciono gli articoli di questa rubrica che parlano dell'Italia vista dagli occhi di persone nate altrove e che ora ci vivono (è un punto di vista che mi interessa molto, speculare al mio e da quando vivo qui ancora di più), anche perché parla di Trieste, dove ho vissuto per un po', e del quartiere cinese vicino alla stazione che ricordo benissimo... leggendolo mi è sembrato un po' di essere lì!

mercoledì 29 luglio 2009

Peperoni imbottiti

Siamo in partenza per un weekend lungo in Italia e quindi devo un po' svuotare il frigo. Approfitto quindi di questi due peperoni per partecipare alla raccolta di Konstantina!

Ingredienti (per 2 persone)

*
2 peperoni
* 2 pomodori maturi
* 1 cucchiaio di capperi
* una manciata di olive (io ho usato le taggiasche)
* 3 acciughe salate
* 3 cucchiai di pecorino grattuggiato
* 3 cucchiai di pangrattato
* sale & pepe
* un mazzetto di prezzemolo tritato

1 Tagliate la parte superiore dei peperoni, eliminando il peduncolo ed i semi, ma avendo cura di lasciare il foro piccolo.

2 Preparate la farcitura in una terrina mescolando la polpa dei pomodori maturi, i capperi, le olive snocciolate e ridotte a pezzettini, le acciughe ridotte in poltiglia, il pecorino grattuggiato, il prezzemolo, l'olio, il pangrattato bagnato e strizzato, sale e pepe.

3 Dopo avere ben amalgamato il tutto farcite i peperoni, disponeteli in una teglia da forno con l'olio, sistemati in piedi con l'apertura in alto. Passate a forno moderato per 30-45 minuti.




questa ricetta è tratta da Bottega Siciliana


Con questo piatto partecipo alla raccolta di Konstantina di ricette a base di peperone:


Raccolta peperoni


che poi finirà nella raccolta di raccolte di ricette estive gira gira l'orto di Evelyne e Simona:





domenica 21 giugno 2009

Acciughe in insalata

Questa settimana mi sono organizzata per preparare le alici marinate: vale a dire che questa volta le ho comprate per tempo e le ho tenute per alcuni giorni in freezer prima di prapararle, allo scopo di neutralizzare l'eventuale presenza dell' Anisakis. Erborina infatti consiglia di pulire le alici fresche e poi surgelarle, in modo che il parassita, anche se non visibile ad occhio nudo perché ancora i fase larvale, muoia.
Questa volta però ho deciso di cambiare ricetta e di provarne una tratta dal mio nuovo libro (Nìvuro di sìccia) che raccoglie le ricette descritte nei romanzi di Camilleri con protagonista il commissario Montalbano.
Quindi come di consueto, riporto qui sotto la ricetta, preceduta dalla corrispondente citazione.



"La sera avanti, trovate nel frigo delle acciughe freschissime accattategli dalla cammarera Adelina, se l'era sbafate in insalata, condite con molto sugi di limone, olio d'oliva e pepe nero macinato al momento. Se l'era scialata, ma a rovinargli tutto era stata una telefonata."

da La voce del violino di Andrea Camilleri, Sellerio Editore 1997, pag. 9




Ingredienti

* 500g di alici

* 1 cipolla

*
olio

*
1 limone

*
sale & pepe




Preparazione


1 Lavate bene le acciughe sotto l'acqua corrente, apritele a libro, eliminate le teste, le code e le lische e adagiatele in una pirofila.

2 Sbucciate la cipolla, affettatela finemente e distribuitela sui pesci; continuate a formare strati, alternando gli ingredienti fino ad esaurirli.

3 In una ciotola a parte, emulsionate olio, succo di limone, sale e pepe nero; versate il condimento sul preparato, coprite e lasciate marinare il tutto per 36 ore in un luogo fresco e ventilato, prima di servire.

ricetta tratta (ma leggermente modificata) da Nìvuro di sìccia, Trenta editore.




Visto che ormai ho pubblicato nel blog un certo numero di ricette-citazioni, ho deciso di creare un link speciale che le raccoglie tutte:



la fotografia di Camilleri è tratta dalla galleria fotografica di Repubblica.it: Alla scoperta della casa di Camilleri.





Lunedì 22 giugno, AGGIORNAMENTO:

* Volevo segnalare la campagna Porta la Sporta di cui Lo ha parlato stamattina sul suo blog.

"Questa campagna promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi è una campagna totalmente propositiva che vuole dimostrare come sia facile modificare stili di vita errati semplicemente diventandone completamente coscienti e attuando semplici accorgimenti per poterli prevenire. Stiamo parlando dell'uso o meglio dell'abuso della busta di plastica che è l'oggetto che più abbonda nelle nostre case (provate a contarle...), che riveste e trasporta ogni nostro acquisto, un oggetto usato per pochi minuti ma che può durare anche cento anni. "

Sul sito si possono trovare consigli su come cambiare le proprie abitudini e i dati sull'impatto ambientale dei sacchetti di plastica.

sabato 2 maggio 2009

Polpettine di alici ai pistacchi e granita di pomodoro

Stasera abbiamo deciso di prepararci un cena a base di stuzzichini (golosi), così ho dato sfogo alla mia fantasia, visto che preparare antipastini è una delle cose che più mi piace!
Una ricetta che volevo provare da tempo era questa di Moscerino: granita al pomodoro e polpettine di alici ai pistacchi. È ispirata alla cucina tradizionale siciliana, ma con qualche variante che le è stata ispirata da Cavoletto. Insomma una ricetta itinerante ed in evoluzione!... e il risultato è ottimo!!


Ecco qui la (doppia) ricetta:

! Preparate prima la granita perché ha bisogno di stare in freezer un paio d'ore e poi le polpettine che sono più buone se mangiate appena fatte!


Granita di pomodoro

* 500 g di pomodori ramati
* sale & pepe
* olio
* qualche fogliolina di menta (io ho usato la mia piantina di menta glaciale - Mentha Rotundifolia) & basilico


1 Lavate i pomodori, spellateli e privateli dei semi.

2 Metteteli nel frullatore con un goccio di olio, un pizzico di sale e di pepe e alcune foglie di basilico e menta.

3 Una volta frullato, mettete il composto ottenuto in un contenitore e riponetelo nel freezer; mescolatelo all'incirca ogni 30 minuti, per rompere i cristalli di ghiaccio che si andranno formando. Fate attenzione che non solidifichi completamente. Se dovesse congelare troppo, mettete nel frigorifero per un po' e poi frullatela di nuovo per rendere omogenea la consistenza.





Polpettine di alici e pistacchi

* 400 g di alici
* 1 albume d'uovo
* qualche fogliolina di menta fresca
* mezzo spicchio di aglio
* 1 cucchiaino di parmigiano
* pangrattato
* sale & pepe
* 100 g (anche meno) di pistacchi tritati


1 Pulite il pesce eliminando la testa, la spina e le interiora. Tagliatelo a pezzettini molto piccoli o tritatelo con il frullatore e mescolatelo in una ciotola con l'albume d'uovo, la menta tritata, il parmigiano, un pizzico di sale e di pepe e l'aglio schiacciato. Aggiungete il pangrattato. Le quantità indicate sono approssimativa, quindi regolatevi in base alla consistenza che otterrete mescolando gli altri ingredienti. Il composto deve essere sufficientemente denso da poterlo maneggiare per formare le polpette, ma non deve essere troppo sodo.

2 Formate delle polpette molto piccole (come una noce) e passatele nella granella di pistacchi.

3 Friggetele in una padella con circa un dito di olio, girandole a metà cottura. Cuociono in circa 5 minuti.

4 Asciugatele su carta assorbente e tenetele in caldo fino al momento di servirle.



Versate la granita di pomodoro nei bicchierini ed infilzate le polpettine con uno stuzzicadenti, che porrete sopra il bicchierino prima di servire (come nella foto, anche se la presentazione di Moscerino era molto più scenografica della mia).
Davvero ottime anche queste polpettine e molto piacevoli il contrasto fra il sapore delle alici e quello del pistacchio e quello fra il caldo delle polpette e il freddo della granita!



Inoltre sulla nostra tavola questa sera hanno trovato posto bruschette al pomodoro, all'aglio e olio, al tonno e carciofi e formaggi (fra cui un ottimo gorgonzola di capra che avevo trovato al mercato di Oerlikon a Zurigo).



Consiglio utile: Per friggere evitando di impregnare la cucina di odore, aggiungete un pezzettino di buccia di limone nell'olio e lasciatelo fino al termine dela cottura. Funziona!
Se vi siete dimenticati di farlo, altri due metodi per eliminare successivamente l'odore sono di bollire in un pentolino d'acqua una fetta di limone e lasciare tutta la notte una scodella piena di aceto in cucina. Entrambi dovrebbero assorbire l'odore residuo.




mercoledì 29 aprile 2009

Alici profumate e... poesia

Anche questa domenica sulla nostra tavola c'erano le alici, un po' perché le qualità di pesce che trovo qui sono limitate, un po' perché il pesce azzurro fa bene, ma, soprattutto, perché le alici ci piacciono tanto!
Sono in un periodo "poetico" e, in particolare, sto leggendo le poesie di Neruda che trovo davvero meravigliose. Purtroppo non ho trovato "l'ode all'alice" (anche se ne meriterebbe una tanto quanto il pomodoro), allora dedico ai miei pesciolini preferiti questa belllissima prosa poetica sul mare:

El mar
Canta y golpea el mar, no està de acuerdo. No lo amarren. No lo encierren. Aùn està naciendo. Estalla el agua en la piedra y se abren por vez priimera sus infinitos ojos. Pero se cierran otra vez, no para morir, sino para seguir naciendo.

Il mare
Canta e picchia il mare, non è d'accordo. Non legatelo. Non rinchiudetelo. Sta ancora nascendo. Esplode l'acqua sulla pietra e si aprono per la prima volta i suoi occhi infiniti. Ma si chiudono di nuovo, non per morire, ma per continuare a nascere.
Pablo Neruda, Una casa en la arena, 1966
(traduzione di Roberta Bovaia, Una casa nella sabbia, Passigli editori 2004)


La ricetta di questa settimana è estremamente semplice, ma davvero molto buona.


Ingredienti:
* 400g di alici fresche
* 4 spicchi d'aglio
* sale & pepe
* olio extravergine d'oliva
* mezzo cucchiaio di semi di finocchio
* qualche fogliolina di timo
* 1/2 bicchiere di vin bianco

Preparazione:

1 Soffriggete l'aglio in un tegame con 6 cucchiai di olio, sale e pepe.

2 Pulite le alici e disponetele nel tegame.

3 Irrorate con 1/2 bicchiere di vino bianco. Fate evaporare e aggiungete i semi di finocchio e le foglioline di timo. Abbassate la fiamma, incoperchiate e portate a cottura.




Questa ricetta è tratta (e leggermente modificata) da Bottega Siciliana.

giovedì 9 aprile 2009

Pesto di pistacchi e mandorle

Quando Vera mi ha fatto notare questa ricetta di Profumo di Sicilia, mi è venuta subito voglia di provarla. È stato un ottimo pretesto per usare i pistacchi che mi ha dato mio papà e il mortaio che mi aveva regalato Jessica per il mio compleanno:


Ingredienti:

* 150g di pistacchi
* 20g di mandorle spellate
* 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
* sale
* pepe nero
* olio extravergine d'oliva






Preparazione:

1 Schiacciate i pistacchi, le mandorle, il sale e l'aglio in un mortaio.

2 Travasate in un contenitore (vasetto di vetro) regolate di pepe e aggiungete olio quanto basta a coprire il composto.

3 Condite la pasta spolverando con del formaggio grattugiato.



Questo pesto ha davvero un gusto particolare e il bello è che, contrariamente al pesto tradizionale, può essere preparato in ogni stagione!






con questo post partecipo a partecipo a "La ricetta del vicino è sempre più saporita!" della Trattoria Muvara.



...e qualche segnalazione...

Anche se questo è solo un blog di cucina, mi riservo qualche riga per ringraziare i blogger che stanno pubblicando post con notizie utili su come portare aiuti e solidarietà alle vittime del terremoto in Abruzzo e vi segnalo i loro link:

e infine questo elenco di numeri di telefono, mail, conti correnti, strumenti e iniziative per aiutare le popolazioni abruzzesi tratto da la Repubblica.it.

lunedì 30 marzo 2009

Bis di pesce

Rieccomi dopo un po' di assenza dal blog casua impegni vari e molto lavoro! Riparto subito, come ogni domenica, con un piatto di pesce, anzi 2!
Questa settimana al banco del pesce ho comprato un po' di seppie e un trancio di tonno fresco. Visto che le seppie sono uno fra i miei pesci preferiti, ho voluto prepararle con questa ricetta molto semplice, in modo da sentirne il gusto fino in fondo.
Per il tonno invece ho seguito il suggerimento di Vera, che aveva assaggiato questa ricetta a casa dei suoi amici Alessio e Paola.




Seppie al tegame

Ingredienti:
mezzo chilo di seppie
olio extravergine d'oliva
2 spicchi d'aglio
1/2 cipolla
sale & pepe
1/2 bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo

Preparazione:
Pulite le seppie e tagliatele a pezzetti.
In un tegame mettete 2 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati ed un pezzettino di cipolla grattugiata. fateli insaporire, quindi aggiungete le seppie con sale e pepe, cucinando la fiamma alta.
Mescolate e quando si sente sfrigolare l'olio versate 1/2 bicchiere di vino bianco secco, insieme ad una manciatina di prezzemolo trito. Incoperchiate, abbassate la fiamma e fate cuocere per 25 minuti.

Questa ricetta è tratta dal sito Bottega Siciliana.



Tonno al pepe e finocchio


Ingredienti:
2 filetti di tonno fresco
semi di finocchio
olio extravergine d'oliva
1 limone
sale & pepe

Preparazione:
Mescolare in una terrine il sale, il pepe, le scorze di limone e i semi di finocchio e usarli per "impanare" i tranci di tonno. Rosolare il tonno in un tegame con olio caldo per circ 15minuti, o comunque fino a che non appaia ben cotto. Cospargere con un po' di succo di limone e servire con qualche scorzetta per guarnizione.
È un piatto molto saporito, ma forse, a mio gusto, le spezie tendono un po' a coprire troppo il gusto del tonno.




venerdì 13 febbraio 2009

Pirciati ch'abbruscianu

Dopo un periodo di pausa, ecco un'altra ricetta letteraria, tratta ancora una volta dai romanzi di Andrea Camilleri. In questo caso la ricetta è descritta integralmente nel romanzo, attraverso le parole del proprietario della taverna.

"Se se la sente, avrei i pirciati ch'abbruscianu" fece il baffuto.
Sapeva cos'era il pirciato, un tipo particolare di pasta, ma cosa avrebbero dovuto bruciare? Non volle però dare all'altro la soddisfazione di spiargli com'erano cucinati i pirciati. Si limitò a una sola domanda:
"Che viene a dire, se se la sente?"
"Precisamente quello che viene a dire: se se la sente" fu la risposta. [...]
E arrivarono i pirciati. Sciauravano di paradiso terrestre. Il baffuto si mise appuiato allo stipite della porta assistimandosi come per uno spettacolo.
Montalbano decise di farsi trasire il sciauro fino in fondo ai polmoni.
Mentre aspirava ingordamente, l'altro parlò.
"La vuole una bottiglia di vino a portata di mano prima di principiare a mangiare?".
Il commissario fece 'nziga di sì con la testa, non aveva gana di parlare. Gli venne messo davanti un boccale, una litrata di vino rosso densissimo. Montalbano se ne inchì un bicchiere e si mise in bocca la prima forchettata. Assufficò, tossì, gli vennero le lagrime agli occhi. Ebbe la netta sensazione che tutte le papille gustative avessero pigliato foco. Si sbacantò in un colpo solo il bicchiere di vino, che da parte sua non sgherzava in quanto a gradazione.
"Ci vada chiano chiano e liggero" lo consigliò il cammareri-proprietario.
"Ma che c'è?" spiò Montalbano ancora mezzo assufficato.
"Oglio, mezza cipuddra, dù spicchi d'agliu, dù angiovi salati, un cucchiarinu di chiapparina, aulive nìvure, pummadoro, vasalicò, mezzo pipiruncinu piccanti, sali, caciu picurinu e pipi nìvuro" elencò il baffuto con una nota di sadismo nella voce.
«Gesù» disse Montalbano. [...]
Intercalando le forchettate con sorsate di vino e gemiti ora di estrema agonia ora di insostenibile piacere («esiste un piatto estremo come il sesso estremo?» gli venne di spiarsi a un certo punto), Montalbano ebbe macari il coraggio di mangiarsi col pane il condimento rimasto sul fondo del piatto, asciucandosi di tanto in tanto il sudore che gli spuntava in fronte.
«Che vuole per secondo, signore?». Il commissario capì che con quel «signore» il padrone gli stava rendendo l'onore delle armi.
«Niente».
da L'odore della notte [pag. 50-52] di Andrea Camilleri




Ingredienti:

* Oglio
* mezza cipuddra
* dù spicchi d'agliu
* dù angiovi [acciughe] salati
* un cucchiarinu di chiapparina [un cucchiaino di capperi]
* aulive nìvure (una decina)
* pummadoro
* vasalicò
* mezzo pipiruncinu piccanti
* sali
* caciu picurinu
* pipi nìvuro


Preparazione:
Soffriggete l'aglio e la cipolla in un filo di olio. Aggiungete il peperoncino e le acciughe. Quando i filetti di acciuga si saranno sciolti unite il pomodoro le olive, i capperi, sale e pepe. Lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco vivace, quindi aggiungete qualche foglia di basilico. Una volta lessata la pasta, un po' al dente, versatela nella padella e lasciatela cuocere ancora un minuto. Servite spolverizzando con il formaggio.

...e tanti auguri a Vera per il suo compleanno (che è stato l'altro ieri)!



PS: Accetto volentieri all'invito di

Galline 2nd life
Consumo meno
Semi di papavero

Fiordisale
Una curiosa
Crocette colorate
I pasticci di Memole
Stella di sale

ad aderire all'iniziativa "Mi illumino di meno" e invito tutti a spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili oggi dalle ore 18. Vi consiglio di leggere il post di Lo per trovare alcuni suggerimenti utili ad evitare gli sprechi.

i più cucinati della settimana

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ipse dixit...

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  • the most important thing is to enjoy life - to be happy - that's all that matters (Audrey Hepburn)
  • ho imparato tante cose qui... non solo a cucinare, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare... (dal film Sabrina)
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gocce di rugiada

  • one step at the time
  • siamo qua tre giorni con ieri l'altro
  • chi semina vento raccoglie tempesta
  • chi semina raccoglie
  • chi si ferma è perduto
  • tutto il mondo è paese
  • meglio soli che male accompagnati
  • meglio tardi che mai...
  • aiutati che il ciel t'aiuta
  • finché c'è vita c'è speranza
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