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domenica 24 luglio 2011

polpo alla luciana

Ultimamente il tempo passato ai fornelli è stato poco, ma questo finesettimana ho cercato di recuperare e ora ho un po' di post in bozza quasi pronti da essere pubblicati.
Inizio subito con una ricetta semplice ed estiva a base di polpo che ho preso dal mio  libro di ricette di pesce delle osteria d'Italia (Slow Food edizioni)

polpo alla luciana In genere il polpo fresco mi resta sempre un po' duro, ma questa volta mi è venuto tenerissimo: il segreto credo sia stato martellarlo con il pestello (o se avete uno schiaccia carne, ancor meglio) per qualche minuto prima di metterlo in pentola. In fondo i pescatori in genere sbattono i polpi sugli scogli, questa mi è sembrata l'alternativa più semplice in assenza di scogli (sigh)...
Da qualche parte avevo letto che un trucco è anche quello di cucinarlo assieme ad un tappo di sughero (???), anche se non ho capito perché (sembra tanto una leggenda metropolitana... o meglio culinaria), o al limone. Ho provato anche questo trucco, ma son convinta che il segreto del successo sia piuttosto l'averlo martellato!

Nella cassetta delle lettere trovò una grossa busta a sacchetto, il postino l'aveva piegata in due per farcela entrare. Non c'era nessuna indicazione del mittente. A Montalbano era venuto pititto, raprì il frigo: polipetti alla luciana e una semplicissima salsa di pomodoro fresco. Si vede che la cammarera Adelina nn aveva avuto tempo o gana. In attesa che l'acqua degli spaghetti bollisse, pigliò la busta.
da La voce del violino di Andrea Camilleri (prima edizione 1997), pag. 139 ed. 2006, Sellerio editore
Quando tornò in commissariato, della faccenna del contadino e del suo bùmmolo se ne era completamente scordato. Andò a magiare alla trattoria San Calogero, si sbafò mezzo chilo di polipetti che squagliavano in bocca, bolliti e conditi con sale, pepe nìvuro, oglio, limone e prezzemolo. Rientrato in ufficio vide Fazio e Consolaro Damiano gli tornò in mente.
da Gli arancini di Montalbano di Andrea Camilleri (prima edizione 1999), pag. 40, Mondadori editore

Ecco la ricetta:

Polpo alla luciana
ricetta di Concetta De Carlo, Napoli
 tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

Ingredienti
* 1.2kg di piccoli polpi (io invece ho usato un solo grande polpo)
* 2 spicchi d'aglio
* un ciuffo di prezzemolo
* 2 cucchiai di succo di limone
* 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
* sale & pepe nero

Preparazione
1 Pulite bene i molluschi, rovesciate le sacche e vuotatele delle interiora; privateli degli occhi e lavateli accuratamente [il mio polpo per fortuna era già pulito! A questo punto l'ho messo su un tagliere di legno e l'ho pestato con il pestello per qualche minuto].

2 Sistemate i polpetti in un tegame capace, irroranoli con un po' di acqua e cuoceteli per un tempo variabile dai 25 ai 45 minuti, secondo le dimensioni [io li ho cotti per 35 minuti in pentola a pressione in acqua salata, con un po' di limone e con il tappo di sughero (???)].

polpo alla luciana

3 Scolatelo e, dopo averli tagliati a piccoli pezzi [eliminando la gran parte della pelle che a questo punto si staccaherà facilmente], conditeli con l'aglio tritato, l'olio extravergine d'oliva, il succo di limone [io ne ho messo proprio un goccino, visto che avevo già cotto il polpo nel limone], abbondante prezzemolo tritato, sale [io non ne ho aggiunto] e pepe nero macinato al momento.

4 Prima di servirli attendete una decina di minuti, affinché la salsa insaporisca i polpetti e ne intenerisca le carni.

Nota: All'origine del nome di questa ricetta non ci sarebbe una signora Luciana, ma le consuetudini alimentari degli abitanti di Santa Lucia, quartiere napoletano che un tempo era borgo di pescatori.

mercoledì 23 marzo 2011

capesante gratinate (e la nostra intervista su MiK)

Siamo molto felici di annunciare che venerdì prossimo saremo ospiti del blog di Made in Kitchen nell'ambito del loro spazio dedicato ai food-bloggers!
Ogni venerdì Made in Kitchen suggerisce ai lettori della community un diverso food blog italiano e ne racconta, tramite una breve intervista all'autore, qualche curiosità, sbirciando un po' nella sua cucina! La prossima volta tocca a noi!


la mia cucina in un mestolo (2)
la mia cucina in un mestolo

In attesa di venerdì vi lascio una ricetta semplice che ha suggerito Vera per preparare le capesante al gratin.


Ingredienti
cape sante
* 8 capesante
* pangrattato q.b.
* qualche fogliolina di prezzemolo
* 1/2 limone 
* olio extravergine d'oliva
* sale & pepe
* mezzo bicchiere di vino bianco






Preparazione
1 In una tazzina mescolate il pan grattato con l'olio, il succo di limone, il prezzemolo, un pizzico di sale e un po' di pepe.

2 Impanate le capesante con questo composto e infornate a 200º per circa 15 minuti.

3 Spruzzate un po' di vino bianco e cuocete per altri 10 minuti circa. Prima di servire guarnite con delle folgie di prezzemolo fresco.

domenica 20 marzo 2011

calamari semplici (e... primavera!)

Sta arrivando la primavera! Oggi si è fatta già intravedere qui in Svizzera: sebbene l'aria fosse ancora un po' fredda, il cielo era limpido e colorato di quell'azzurro speciale che si vede solo qui!  
Mentre fuori splendeva il sole, nei nostri piatti facevano la loro bella figura questi calamari cucinati in un modo molto semplice, ma che ne fa risaltare benissimo il sapore.



Ingredienti (per 2 persone)

calamari semplici
* 10 calamaretti

* 2 spicchi d'aglio

* olio extravergine d'oliva

* un ciuffo di prezzemolo

* mezzo bicchiero di vino 
bianco

* un limone

* sale & pepe








calamari sempliciPreparazione
1 Pulite i calamari. Intanto soffriggete l'aglio in una padella con un filo di olio.


2 Unite i calamari e lasciate soffriggere per qualche minuto. Versate sopra il vino, salate, pepate e unite la scorza di limone e un po' di succo. Cuocete fino a quando il sugo non si sia asciugato. Prima di servire aggiungere qualche foglia di prezzemolo.

















 Buon inizio di primavera a tutti!


primavera




Ringraziamo tantissimo Nina per il graditissimo premio Liebster Blog che ci ha assegnato. Seguendo le regole del premio, cioè:
  1. Accettare il premio e scrivere un post nel proprio blog;
  2. Scegliere dai 3 ai 5 blog che seguite e che siano nati da poco o abbiano meno di 100 lettori fissi e comunicare loro che hanno vinto;
  3. Linkare il blog della persona che ve lo ha inviato.
lo riassegnamo a Nina (che se lo merita!) e ad altri 3 bloggers internazionali:

Valeria di My Love Life Food al momento negli USA
Tina di Colore in Cucina anche lei dalla Svizzera
e i mitici Pellegrini di Artusi da Parigi

domenica 27 febbraio 2011

calamari ripieni (5) alla siciliana (+ attacchi di poesia)

Dopo una settimana quasi totalmente dedicata al lavoro, avevo voglia di mettermi un po' ai fornelli. Era tanto che non compravo dei calamari e, per trovare nuove idee, ho cercato nel blog di Silvia (Kitchenqb) che mi ha fatto scoprire da poco Francesca. Ho scelto questa sua ricetta un po' agrodolce e mediterranea di calamari ripieni alla siciliana, con pomodori, uvette, pinoli, peperoncino e arancia. Un po' di sole e di mare in tavola, mentre fuori è sempre grigio e freddo!


attacchi di poesiaPrima di scrivere la ricetta, volevo segnalarvi un'iniziativa per l'8 marzo, secondo me molto carina, che ho trovato su Poetry Attack (blog di Giorgia Vezzoli, poetessa, blogger e attivista nel campo dei diritti delle donne). Ecco di cosa si tratta:
Per l’8 marzo vogliamo reclamare e declamare i nostri diversi modi di essere donna in modo creativo. Come? Attraverso la poesia che, proprio come noi, trova poco spazio sui media e nella società!
Facciamo la rivoluzione culturale, riportiamo la poesia in mezzo alla gente, per ricordare a noi e a chi ci sta intorno l’importanza delle parole e la bellezza di una rappresentazione molteplice delle donne contro il modello unico imperante.

PER STRADA: L’8 marzo scendi in strada con una poesia o dei versi sulle donne appesi al collo (basta fare un semplice cartello con del cartoncino).
Puoi andare al lavoro, salire sull’autobus, passeggiare con amiche ed amici con il tuo cartello poetico. Puoi anche fermarti in uno spazio pubblico e leggere la poesia!

SU FACEBOOK: Pubblica la foto del tuo "cartello poetico" sulle donne come immagine del tuo profilo Facebook per tutta la settimana dal 6 al 13 marzo.
In questo modo, se non potrai fare il tuo “attacco di poesia” per strada, la foto dei versi che hai scelto sarà comunque un poetry attack a spasso per la Rete! 

Vivendo in un paese straniero e non avendo un account Facebook, credo che parteciperò a modo mio: scrivendo la mia poesia qui sul blog! Sarebbe molto bello se questa iniziativa si diffondesse!


 
e ora la ricetta:

Ingredienti
* 10 calamari piccoli
* 6 pomodori di media grandezza (sostituibili con pomodoro pelato)
* 1 spicchio d'aglio
* mezza cipolla
* pinoli e uvetta a piacere
* 100g pangrattato
* olio
* sale & peperoncino
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* 1 arancia da spremere

Preparazione
1 Pulite i calamari, tagliando i tentacoli a pezzetti e mettendoli da parte. 

calamari ripieni alla siciliana
2 Scaldate dell'olio in una padella e fate soffriggere a fiamma dolce la cipolla, tagliata finemente, e lo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete al soffritto il pomodoro, salate e aggiungete il peperoncino. Lasciate cuocere per 5 minuti. 

3 A questo punto aggiungete i tentacoli, una parte di vino bianco,  uvetta e pinoli. Unite il pan grattato. Il tutto deve risultare asciutto. 

4 Prendete le sacche dei calamari e, aiutandovi con un cucchiaino, riempitele con il composto così ottenuto. Chiudetele con uno stecchino ed adagiatele in una teglia aggiungendo il resto del vino bianco.State attenti a non riempire troppo le sacche dei calamari perché cuocendo, si ridurranno di volume e, se troppo piene, 'esploderanno' (come è successo a me!).

5 Infornate a 150° per 20' e a metà cottura spremete sopra il succo di arancia.

ricetta tratta da kitchenqb

...e per dessert?...  ve lo scrivo nel prossimo post!

lunedì 7 giugno 2010

Agliata di polpo e poesia

Sabato di sole, ma anche di lavoro... e tanta voglia di mare che cerco di sopperire con la mente e nel piatto...Buona settimana a tutti!

El Mar
Màs allà de estos barrotes inùtiles, el mar que de verdad no sabe que està circunscrito, y no lo reconoce,cantando. Su impetu es amargo, su canto es estruendo. Se espuma revolucionaria me cuenta y estalla, me cuenta y se desploma, me llama y ya se fue.
Il Mare
Oltre a queste inutili sbarre, il mare che davvero non sa di essere circoscritto, e non lo ammette, canta. Il suo impeto è amaro, il suo canto è fragore. La sua schiuma rivoluzionaria mi racconta ed esplode, mi racconta e crolla, mi chiama e se n'è già andata.
Pablo Neruda



Agliata di Polpo
dell'Osteria Macchiavello di Alghero (Sassari)

Ingredienti per 2
* 1 polpo
* 500g di pomodori maturi
* 2 pomodorini secchi
* 5-6 spicchi d'aglio
* un po' di prezzemolo
* 1 cucchiaio di aceto
* olio extravergine d'oliva
* sale
* un po' di peperoncino


Preparazione
1 Pulite accuratamente il polpo (qui il libro riporta una descrizione dettagliata di come fare, un po' macabra, quindi la tralascio!), mettetelo in una casseruola piena d'acqua e cuocetelo a fuoco moderato per circa un'ora e mezza (basta circa mezz'ora in pentola a pressione). Fatelo raffreddare nella stessa acqua di bollitura, scolatelo e tagliatelo a rondelle.

2 Mentre il polpo cuoce, preparate un trito con l'aglio e il pomodoro secco e fatelo rosolare per una decina di minuti con l'olio. Unite l'aceto e portate ad ebollizione finché evapora.

agliata di polpo


3 Incorporate i pomodori spellati, privati dei semi e passati (io li ho solo tagliati a fettine perché mi piacciono di più, anche perché i pomodori qui in Svizzera non sono troppo succosi) e cuocete a fuoco lento girando di tanto in tanto.

4 A cottura ultimata mescolate la salsa con il polpo, aggiustate il sale, insaporite con il peperoncino e guarnite con il prezzemolo tritato. Potete consumare la pietanza tiepida o, preferibilmente fredda.


ricetta tratta (ma con le dosi riadattate) dal libro
"Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

PS: questo polpo che uscito dalla pentola pressione sembrava un po' un mostro marino! 




mercoledì 21 aprile 2010

Sardoni in sesame

Finalmente una domenica tranquilla, in cui potermi dedicare un po' anche alla cucina e poterci preparare un pranzetto domenicale come si deve!
Il piatto principale di oggi (i sardoni in sesame) è tratto dal mio libro sul pesce di Slow Food, ma è particolarmente speciale per me, perché proviene dall'Antipastoteca di Mare "Alla Voliga" di Trieste dove sono stata un paio di volte nei mesi in cui ho vissuto lì - anche se credo di non aver mai assaggiato questo piatto in particolare. Si tratta di un ristorantino grazioso, nei pressi di San Giusto, la cucina è sfiziosa e pittosto economica; il locale piccolo, ma accogliente, arredato in stile marinaresco e... può vantare di aver vinto nientepopodimenoche la rassegna gastronomica "Sardon Day" nel 2002 e nel 2005!

Ma cominciamo dall'inizio:
Antipasto: crostini con pasta d'acciuga e pomodorini
Ingredienti:
4 crostini di pane abbrustolito su cui è stato sfregato uno spicchio d'aglio, un intingolo di pasta d'acciughe, olio extravergine d'oliva e 2 pomodorini affettati finemente.

Primo: orecchiette al pomodoro fresco e basilico con scaglie di parmigiano

Secondo: Sardoni in sesame dell'Antipastoteca di Mare
Ingredienti:
* 1/2 kg di sardoni (alici) freschi
* 2 spicchi d'aglio
* un ciuffetto di origano e uno di prezzemolo
* una foglia di alloro
* 1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
* 2 cucchiai di pan grattato
* 2 cucchiai di aceto di vino rosso
* olio extravergine d'oliva
* sale & pepe

Preparazione (un'ora + marinatura):
1 Eviscerate, decapitate e desquamate i sardoni. Friggeteli in un po' di olio, scolateli e metteteli da parte.
2 Versate un po' di olio di frittura in un tegame e rosolatevi l'aglio finemente affettato.
3 Versate l'aceto e 3 mestoli di acqua, il concentrato di pomodoro, una foglia d'alloro, il prezzemolo e l'origano tritati finemente. Amalgamate il pangrattato e bollite per 10 minuti. Regolate di sale e pepe, spegnete il fuoco e lasciate intiepidire il liquido.
4 Disponete ordinatamente i sardoni fritti in una teglia, copriteli con l'intingolo tiepido e lasciate riposare per 12 ore.
5 Servite con dadini di polenta gialla gratinati in forno (io ho preparato la polenta, ma non l'ho grtinata in forno) caldissimo o in padella, con un pizzico di prezzemolo tritato.

sardoni in sesame

NOTA: Ricetta istriana "della sopravvivenza" che si distingue dal saor veneto perché usa l'aglio anziché la cipolla e per il colore rosso dato dall'aceto (e dal pomodoro).
Antipastoteca di Mare, Trieste
ricetta tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

domenica 18 aprile 2010

Hamburger di salmone in crumble di pane

Che strano periodo questo! È come se fossi qui, ma anche da un'altra parte. Come se la mia testa cercasse di risettarsi su luoghi, persone, ritmi conosciuti, ma in realtà fosse pronta a fuggire altrove al primo segnale, come se stesse cercando faticosamente un nuovo equilibrio, ma non sapesse come e dove...
Ed eccomi qui, cerco di riprendere il filo anche qui sul blog. È come se dopo l'America, così straordinaria da sembrare un sogno svanito, non avessi più nulla da dire...
Silvia mi ha minacciata (affettuosamente) di serie conseguenze se non avessi ripreso la mia attività culinaria. Ci provo... Oggi è in programma salmone: proviamo a rielaborarlo!

Ingredienti per 4 persone

800 g di salmone | 8 fette di pancarré senza crosta | un mazzetto di aneto | un cucchiaio di senape all'antica in grani | olio evo | 80 g di mandorle pelate | la scorza di un grosso limone non trattato | sale, pepe

1 Private il salmone della pelle, tagliatelo a pezzetti, passatelo al mixer e mettetelo in una ciotola. Frullate anche 5 fette di pane e unitele al salmone. Condite il tutto con la senape, una presa di sale, pepe e aneto tritato.

2 Mescolate il composto e, quando è omogeneo, formate 8 piccoli hamburgers. Pulite il mixer e frullate il pane rimasto con le mandorle e la scorza del limone; trasferite il composto in un piatto e passatevi gli hamburgers.

3 Versate un dito d'olio in una larga padella antiaderente che possa contenere gli hamburgers in un unico strato; scaldatelo e cuocetevi gli hamburgers a fuoco medio un paio di minuti circa per parte e fateli sgocciolare su carta da cucina.


Tratto da Sale&Pepe, Marzo 2010

lunedì 4 gennaio 2010

Calamari ripieni "a matrioska"

Eccoci tornati dalle vacanze di Natale, domani si torna anche al lavoro, ma ci siamo ritagliati un paio di giorni di riposo casalingo prima di ricominciare... ne ho approfittato per cucinare un po' e per scrivere un pochino sul blog che ultimamente viene aggiornato un po' troppo sporadicamente.
Ovviamente comincio l'anno nuovo con del pesce e con una ricetta tratta da uno dei miei nuovi libri di cucina: Il Pesce di Miriam Ferrari della collana Oggi cucino io edita da Mondadori. Un po' laboriosa, ma con un po' di pazienza il risultato è davvero buono!

Ingredienti

* 8 calamaretti

* 1 spicchio d'aglio

* olio extravergine d'oliva

* 1 ciuffo di prezzemolo

 * 1 rametto di salvia e 1 di rosmarino (io ho usato quelli che mi regala sempre il mio bancarelaio -italiano- preferito al mercato di Oerlikon)

* pan grattato

* 1 uovo

* 16 pomodorini (io ho utilizzato i Piccadilly)

* un goccio di vino bianco secco

* sale & pepe


Preparazione
1 Lavate i calamari e asciugateli; dividete lesacche dai tentacoli. Tritate i tentacoli.

2 Tritate finemente l'aglio e fatelo imbndire con un po' di olio in una padella; unite le sacche dei calamari e arrostitele a fuoco vivace per 5-6 minuti.

3 Lavate e tritate il prezzemolo, l salvia e il rosmarino e mescolateli in una ciotola al pangrattato, ai tentacoli, all'uovo, sale e pepe.

4 Tagliate a metà i pomodorini, svuotateli (io ho tenuto la polpa interna e l'ho utilizzata dopo, vedi punto 6) e salateli internamente; quindi riempiteli con il composto appena preparato.

5 Tagliate in due ciascuna sacca e inserite in ciascuna metà un pomodorino ripieno, fissandolo con uno stecchino. A me era avanzato un po' di ripieno così ho riempito altri pomodorini e li ho infilzati negli stecchini assieme ai calamari, ottenendo dei mini-spiedini.

6 Sistemati gli spiedini così ottenuti in una teglia unta di olio (io ho disposto sul fondo della teglia anche un po' di polpa di pomodoro avanzata dal punto 4), bagnate con il vino bianco e aggiungete un po' di odori a piacere (io ho messo un po' di rosmarino e di timo).

7 Coprite la teglia con un foglio di alluminio e infornate a 180ºC per circa 20 minuti (alla fine ho scoperto la teglia e passato al grill per altri 2-3 minuti per formare un po' di crosticina).

Ricetta tratta (e riadattata) da Il Pesce di Miriam Ferrari, collana Oggi cucino io (Mondadori 2007).






domenica 20 dicembre 2009

Pranzo pre-Natalizio

Quest'anno io e Ru passeremo il giorno di Natale assieme (...e anche con VerA!), cionostante (anche quest'anno) abbiamo preparato un pranzetto prenatalizio per noi due a base di pesce:

PriMo




SecoNDo 
calamari ripieni di provola filante di Antonia (ricetta tratta da Anice&Cannella).


(quelli di Paoletta sono più fotogenici dei miei!)
Ingredienti (per 2):
* 6 calamari
* provola (circa 100g)
* pane grattuggiato
* olio exra vergine di oliva
* 1 spicchio d'aglio
* un ciuffetto di prezzemolo
* sale & pepe


1 Pulite i calamari e tagliate ogni sacca in 2-3 pezzi, a seconda della dimensione.
2 In una ciotola mescolate il pane grattuggiato con un trito di aglio e prezzemolo, un filo d'olio, sale e pepe.
3 Intingetevi gli anelli di calamari in modo da far attaccare il composto.
4 Tagliate la provola a pezzetti grandi più o meno quando gli anelli e infilate un pezzetto dentro ciascun anello.
5 Disponete in una teglia oliata e mettere in forno a 180° per 15-20'. Servite subito!


CoNTorNo




PaSSeGGiAtA DiGeStivA
a Baden




 * + * + * + * +
                  
BuoNe FeSte!
JoyeuX NoëL!
FeLiz NaViDaD! 
MeRRy ChRisTmaS!
FRöhLiChe WeihNAchteN! 
 

 * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * +

domenica 15 novembre 2009

Triglie all'agrodolce

La scorsa settimana al banco del pesce mi era sembrato di aver visto delle triglie, con il loro tipico sguardo da triglia... purtroppo però il banco è piuttosto lontano dalla zona in cui i clienti fanno la coda e non ne ero sicura... poi il cartellino con scritto Meerbarben non mi aiutava molto (l'unica certezza che mi dava il nome è che fosse un pesce di mare e non di lago, cosa non sempre facile da dire con il tedesco***), così ho rinunciato a prenderle, ma appena tornata a casa ho cercato "Meerbarben" sul dizionario... ed erano proprio le triglie!

Ci ho ripensato tutta la settimana, poi ieri sono tornata al supermercato e, visto che per fortuna c'erano ancora, non me le sono fatte sfuggire!

È la prima volta che preparo le triglie e non ero molto sicura di come si facessero a pulire, ma su internet si trova tutto ed ecco qui delle dettagliatissime istruzioni: come si pulire e sfilettare le triglie? (spicchiodaglio.it). La prossima volta credo che me le farò pulire dalla signorina del banco (se riesco a farmi capire!) perché è stato un po' un lavoraccio: sono piene di squame e sono molto meno facili da spinare delle sardine e delle alici!

*** infatti in tedesco si usa la stessa parola per dire mare e lago anche se in base a quello che si intende hanno genere diverso: die See (femminile) è il mare e der See (maschile) il lago, ma esiste anche la parola das Meer (neutro e di derivazione latina) che vuol dire solo mare, ma che non mi sembra venga usata tanto di frequente, almeno in Svizzera. La mia insegnante (svizzera) di tedesco mi diceva che das Meer è usato di più in letteratura che nel linguaggio comune, invece pare che in Austria usino solo das Meer per il mare.
Insomma adesso ho una gran confusione e non so mai di cosa si stia parlando, se di mare o di lago!
... per di più se si cerca sul dizionario italiano-tedesco la parola triglia si trova sia Meerbarbe che Seebarbe!


Ovviamente non potevo non usare queste tanto agognate triglie che per una ricetta ispirata ai romanzi di Camilleri!

"Andò a corcarsi zuppiando. Ci mise un quarto d'ora a trovare la posizione giusta. Chiuse gli occhi e li raprì di subito: ma non aveva invitato Ingrid a cena? E ora come faceva a rivestirsi, mettersi addritta e nèsciri per andare al ristorante? La parola ristorante gli provocò un immediato effetto di vacantizza alla bocca dello stomaco. Da quand'è che non mangiava? Si susì, andò in cucina. Nel frigorifero troneggiava un piatto funnùto pieno di triglie all'agrodolce. Tornò a corcarsi, rassicurato."
da La gita a Tindari di Andrea Camilleri, pag. 244, ed. Sellerio 2000


Ingredienti (per 2)
* 4 triglie
* 1 cipolla
* 1 arancia
* olio extravergine d'oliva
* 1/2 bicchiere di vino bianco
* un po' disucco di limone
* zucchero
* farina bianca
* sale



Preparazione
1 Pulite le triglie, infarinatele e cuocetele in poco olio di oliva, salandole da entrambi i lati; quindi toglietele dalla padella e laciatele al caldo in forno.

2 Sbucciate l'arancia e frullatela. Nella padella dove avete cotto le triglie, fate rosolare la cipolla tritata finemente, aggiungete un cucchiaio di zucchero, il vino e fate caramellare il tutto.

3 Aggiungete il succo di limone e l'arancia frullata, fate ritirare e coprite le triglie con la salsa ottenuta.

4 Passate al forno a 180º per 5 minuti.

ricetta tratta (e riadattata) da Nìvuro di sìccia, Trenta editore.



in english: 
Ingredients (for 2): * 4 red mullets * 1/2 onion * 1/2 orange * extra virgin olive oil * 1/2 glass of white wine * juice from 1/2 lemon * sugar * white flour * salt

Procedure: Gut the fishes, dust them with flour and cook them in a little olive oil, salting them on both sides, then remove them from the pan and leave them in the warm oven.
Peel the orange and whisk it. In the pan where you cooked the mullets, fry the finely chopped onion, add a spoon of sugar, the wine and let it caramelize everything. Add the lemon and orange juices, cover the mullet with sauce. Bake at 180 º for 5 minutes.


Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):
triglia, f. = die Meerbarbe/n, f. = red mullet, n.


Vi segnalo questo bell'articoletto intitolato "Tutti i corvi sono neri" di Laila Wadia, nella rubrica Nuovi Italiani di Internazionale.it. A me è piaciuto molto, come in genere mi piacciono gli articoli di questa rubrica che parlano dell'Italia vista dagli occhi di persone nate altrove e che ora ci vivono (è un punto di vista che mi interessa molto, speculare al mio e da quando vivo qui ancora di più), anche perché parla di Trieste, dove ho vissuto per un po', e del quartiere cinese vicino alla stazione che ricordo benissimo... leggendolo mi è sembrato un po' di essere lì!

domenica 27 settembre 2009

Sardine gratinate al timo e peperoncino

Finalmente domenica! E finalmente una domenica a casa in tranquillità dopo più di un mese che praticamente non succedeva... e a dire il vero non succederà più di nuovo per il prossimo mese!
Avevo proprio voglia di preparare un pranzetto domenicale come si deve: ieri al banco del pesce ho visto delle sardine davvero "paffute" e non ho saputo resistere, anche se non sapevo bene come prepararle! Come al solito non è stato facile ordinarle, ma questa volta la colpa non era (solo) del mio scarso tedesco: avevano perfino scambiato i cartellini delle alici (Sardellen) e delle sardine (Sardinen) per rendere il tutto più difficile!

Alla fine le ho preparate inventandomi una ricetta ad hoc, prendendo spunto da qualche piatto che avevo già preparato e aggiungendo un po' di fantasia: il risultato era davvero ottimo, quindi i miei sforzi linguistici sono stati premiati!



Ingredienti

* 10 sardine grandi

* pangrattato

* sale

* qualche cucchiaio di peperoncino in polvere

* qualche rametto di timo

* olio extravergine


Preparazione

1 Aprite le sardine a libro e pulitele, eliminando la testa, la lisca e le interiora e stando attenti a non romperle.

2 Mescolate in una tazza il pangrattato con il timo, il peperoncino, il sale e un po' d'olio.

3 Passate le sardine in questa panatura.

4 Preriscaldate il forno a 180° e cuocete le alici per 15 minuti.



Visto che io e VerA avevamo espresso il proposito di tradurre i post almeno in inglese, ecco che inizio subito, anche se non so se riuscirò a farlo tanto spesso... che fatica parlare di cucina in altre lingue!


in english:
Finally sunday! And finally a sunday at home, relaxing, after more then one month that it didn't happen... and actually it won't happen also in the next month!
I really wanted to cook a proper sunday meal: yesterday at the fish stand I saw some really "fat" sardines and I couldn't resist, even if I didn't know yet how to cook them!
As usually ordering them was not easy, but this time not (only) because of my poor german: they swapped the label of anchovies (Sardellen) with the one of sardines (Sardinen), in order to complicate my life!

At the end I invented an ad hoc recipe
, inspired by some old dish and using my fantasy: the result was really good, all my linguistic efforts have been recompensed!

Ingredients
*
10 sardines * breadcrumbs * salt * chili powder: 1 spoon * thyme * extra virgin olive oil

Procedure
1 Gut the sardines, removing the heads, the fishbone and the entrails.
2 Blend the breadcrumbs, the thyme leaves, the chili and the salt. Add the oil to obtain a wet compound.
3 Bread the fish with these compound.
4 Ovenbake for 10 minutes at 180ºC.



Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):

interiora/frattaglie, f. plur. = die Innereien, f. p. = entrails, n. plur.
lisca, f. =
die Fischgräte, f. = fishbone, n.
pangrattato, m. = der Brösel, m. =
breadcrumbs, n. (plural)
pulire (sventrare) il pesce = ausnehmen den Fish = to gut the fish
timo, m. = der Thymian, m. = thyme, n.

(che glossario macabro oggi!)

venerdì 18 settembre 2009

Polpettine di alici al peperoncino fresco della cucina di Calycanthus

Post un po' vecchio:

Tornando dalla conferenza ad Heidelberg ho avuto la strana sensazione, avvicinandomi alla Svizzera, di sentirmi di nuovo a casa... sentire il tedesco dei passeggeri del treno che pian piano diventava svizzero, mi dava una sensazione di familiarità davvero strana... Non è sempre stato così, all'inizio la Svizzera mi sembrava un posto nuovo e diverso, ma ora credo di essermici affezionata e di aver conquistato una mia nuova strana familiarità con i luoghi, la lingua, la gente...
Per festeggiare il ritorno a casa e coccolarmi un po', dopo la settimana ad Heidleberg in cui ho mangiato quasi sempre alla mensa dell'università, mi sono preparata queste sfiziosissime polpettine della cucina di Calycanthus.

Ingredienti

* 400 g di alici

* 2 uova

*
1 cucchiaio di farina di semola

*
1 cucchiaio di pangrattato

*
100 g di parmigiano

*
peperoncino fresco (a piacere e secondo piccantezza)

*
sale

*
olio per friggere




Preparazione

1 Pulite le alici, togliendo la testa, la lisca e le interiora. Lavatele e tagliatele a pezzettini piuttosto piccoli.

2 Sbattete le uova, unite il pangrattato, la farina e il parmigiano quindi le alici, un pizzico di sale e il peperoncino.

3 Friggete in olio caldo, scolate sulla carta assorbente e servire calde spolverizzate di sale.

Ricetta tratta da La cucina di Calycanthus

sabato 12 settembre 2009

Filetto di manzo


Il mio papà adora la carne! Io dico sempre che lui è come un leone quando mangia la carne, più è spessa e cruda, sanguinolenta, più gli piace! Io non ho preso da lui questo lato carnivoro, anzi, la carne non mi fa impazzire, soprattutto la mangio tendenzialmente cotta. Ma ci sono momenti nella vita in cui ne sento il bisogno, come in questo periodo. Devo anche dire che qui in America la carne è molto buona! Così ho lasciato da parte ogni reticenza e ho comprato un bel filetto... Che buono! L'accoppiata carne-peperoni, poi, la adoro!



Ingredienti


* filetto di manzo
* olio evo
* sale e pepe



Mettete un filo d'olio in una padella antiaderente e cuocete il filetto, girandolo e insaporendolo con sale e pepe, fino al raggiungimento del grado di cottura desiderato. Togliete dal fuoco, aggiungete un po' di olio extravergine d'oliva crudo e assaporate ogni singolo boccone...

mercoledì 29 luglio 2009

Peperoni imbottiti

Siamo in partenza per un weekend lungo in Italia e quindi devo un po' svuotare il frigo. Approfitto quindi di questi due peperoni per partecipare alla raccolta di Konstantina!

Ingredienti (per 2 persone)

*
2 peperoni
* 2 pomodori maturi
* 1 cucchiaio di capperi
* una manciata di olive (io ho usato le taggiasche)
* 3 acciughe salate
* 3 cucchiai di pecorino grattuggiato
* 3 cucchiai di pangrattato
* sale & pepe
* un mazzetto di prezzemolo tritato

1 Tagliate la parte superiore dei peperoni, eliminando il peduncolo ed i semi, ma avendo cura di lasciare il foro piccolo.

2 Preparate la farcitura in una terrina mescolando la polpa dei pomodori maturi, i capperi, le olive snocciolate e ridotte a pezzettini, le acciughe ridotte in poltiglia, il pecorino grattuggiato, il prezzemolo, l'olio, il pangrattato bagnato e strizzato, sale e pepe.

3 Dopo avere ben amalgamato il tutto farcite i peperoni, disponeteli in una teglia da forno con l'olio, sistemati in piedi con l'apertura in alto. Passate a forno moderato per 30-45 minuti.




questa ricetta è tratta da Bottega Siciliana


Con questo piatto partecipo alla raccolta di Konstantina di ricette a base di peperone:


Raccolta peperoni


che poi finirà nella raccolta di raccolte di ricette estive gira gira l'orto di Evelyne e Simona:





sabato 25 luglio 2009

Polpo alla napoletana ("versione camilleriana")

Riprendo dopo un po' di tempo il ciclo di ricette tratte dai romanzi di Camilleri. Ho trovato diverse versioni di questo piatto e non mi è ancora chiaro quale sia quella originale, qualche napoletano me lo sa dire?
Su Nìvuro di sìccia è riportata una ricetta molto semplice (cioé polpi bolliti e conditi con sale, olio, limone, prezzemolo e pepe), ma che non corrisponde con la descrizione che l'autore ne fa in questo racconto. Per fortuna è venuta in mio soccorso la sezione di cucina di vigata.org che descrive anche la "versione camilleriana", più elaborata. Sfogliando i blogs ho visto che anche Gloricetta li prepara in una maniera molto simile: in pratica si tratta della versione polpo di quest'altro piatto a base di calamari.
È la prima volta che preparo il polpo, anche perché un po' mi fa impressione maneggiarlo; comunque questo primo esperimento è andato bene e, dopo un primo momento di diffidenza, ho subito preso gusto ad osservare questo strano essere che con le sue fantasiose geometrie mi affascina davvero molto: mi è quasi dispiaciuto mangiarlo, avrei passato tutto il tempo a fotografarlo!

"Che voli mangiari?"
"M'hanno detto che lei sa fare benissimo i polipi alla napoletana."
"Giusto dissero."
"Li vorrei assaggiare."
"Assaggiare o mangiare?"
"Mangiare. Ci mette i passuluna di Gaeta?"
Le olive nere di Gaeta sono fondamentali per i polipi alla napoletana.
Filippo lo taliò sdignato dalla domanda.
"Certo. E ci metto macari la chiapparina."
Ahi! Quella rappresentava una novità che poteva rivelarsi deleteria: non aveva mai sentito parlare di capperi nei polipi alla napoletana.
"Chiapparina di Pantelleria" precisò Filippo.
I dubbi di Montalbano passarono a metà: i capperi di Pantelleria, aciduli e saporitissimi, forse ci stavano o, nell'ipotesi peggiore, non avrebbero fatto danno.
Prima di muoversi verso la cucina, Filippo taliò negli occhi il commissario e questi raccolse il guanto di sfida. Tra lui e Filippo, era chiaro, si era ingaggiato un duello. Uno che di cucina non ne capisce, potrebbe ammaravigliarsi: e che ci vuole a fare due polipetti alla napoletana? Aglio, oglio, pummadoro, sale, pepe, pinoli, olive nere di Gaeta, uvetta sultanina, prezzemolo e fettine di pane abbrustolito: il gioco è fatto. Già, e le proporzioni? E l'istinto che ti deve guidare per far corrispondere a una certa quantità di sale una precisa dose d'aglio?


da Quello che contò Aulo Gellio in Un mese con Montalbano
di Andrea Camilleri, pag. 147-148, Mondadori (1998)



Ingredienti (per 2 persone)

* polpo (circa 400-500g)

* 2 spicchi d'aglio, prezzemolo

* una manciata di pinoli

* 2 pomodori pelati

* 1 manciata di olive nere di Gaeta (io ho usato delle olive greche)

* una manciata di uvetta sultanina

* 1 cucchiaiata di capperi di Pantelleria (i miei non lo erano...)

* pepe & sale

* olio di oliva





Preparazione

1 Pulite il polpo, levando loro la bocca, gli occhi e la vescica. Sbattetelo per renderlo più tenero, pelatelo, lavatelo e tagliatelo a pezzetti.

2 Preparate un soffritto in una casseruola con l'olio, l'aglio, il prezzemolo tritato e unite i polpi. Continuate la cottura a fuoco lento, coprendo e smuovendo il tutto perchè non si attacchi al fondo.

3 Nel frattempo pestate i pinoli e alcuni capperi sciogliendo il tutto in un poco di acqua calda; versate questo composto nella casseruola insieme ai pomodori pelati, l'uvetta e le olive; salate e pepate a piacere.

4 Lasciate cuocere il tutto per circa 1/2 ora. Servite il tutto con qualche fettina di pane abbrustolito.


ricetta di Francesca Signorelli Grifasi tratta da vigata.org




PS: Io in realtà l'ho prima bollito per un po', l'ho lasciato raffreddare nell'acqua e poi l'ho spellato, dato che non riuscivo a spellarlo da crudo, quindi l'ho unito al sugo diminuendo il tempo di cottura. Forse è stato un errore perché mi è venuto un po' gommoso, la prossima volta seguirò la ricetta alla lettera!

mercoledì 15 luglio 2009

Tortino di alici e melanzane (e gita a Neuchâtel)

Finalmente è arrivata la stagione per le melanzane e i pomodori (che sono forse le mie verdure preferite)! Le temperature quasi autunnali di questi giorni [ndr: il post è di domenica, adesso fa più caldo!] hanno, se non altro, il vantaggio di farmi usare il forno senza soffrire, quindi mi è sembrato il momento più adatto per preparare questa ricetta che avevo visto tempo fa sfogliando il blog de l'osso e la lisca.



Ingredienti

*
500 gr di alici fresche

* 2 melanzane di media grandezza

*
250 gr di pomodorini

*
5-6 pomodori secchi

*
50gr di mollica di pane

*
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

*
1 mazzetto di basilico

*
1 mazzetto di prezzemolo

*
la scorza grattugiata di un limone

*
pinoli

*
1 spicchio d'aglio

*
olio extavergine

*
sale & pepe


Preparazione

1 Pulite i pesciolini, eliminando testa, la lisca e visceri, apriteli a libro e sciacquateli sotto l'acqua corrente, quindi tamponate con carta assorbente.

2 Tagliate le melanzane a fette, spennellatele con l'olio aromatizzato con mezzo spicchio d'aglio tritato e scottatele alla piastra.

3 Sbollentate i pomodorini e pelateli (io non li ho pelati perché li preferisco con la buccia!).

4 Passate al mixer la mollica di pane, il prezzemolo, il basilico, mezzo spicchio d'aglio tritato, la scorza grattugiata del limone, una manciata di pinoli e il parmigiano; aggiungete un filo d'olio evo e un pizzico di sale.

5 Disponete in una pirofila da forno uno strato di melanzane, uno di acciughe, qualche pomodorino tagliato a metà e uno o due pomodori secchi a pezzetti, condite con poco sale e pepe e infine cospargete con il pane aromatizzato; procedete in quest'ordine fino ad esaurimento degli ingredienti. Infornate la pirofila a 180° per circa 15 minuti. Servite il tortino tiepido.

ricetta tratta da l'osso e la lisca



... nonostante il tempo incerto, non ho trascorso tutto il weekend ai fornelli!
Visto che le nuvole non permettevano passeggiate bucoliche, ho pensato di tornare a Neuchâtel per vedere il Centre Dürrenmatt Neuchâtel che l'altra volta avevo saltato.
Conosco Dürrenmatt solo come scrittore ed ero davvero curiosa di vedere anche i suoi disegni e quadri; purtoppo però l'esposizione permantente (come è scritto sul sito internet in una piccola parentesi che proprio non avevo notato) è trasferita in Germania fino a settembre e in questo periodo sono esposte solo pochissime opere a Neuchâtel.


Nonostante ciò è valsa la pena di fare questa gita. Il museo si trova sulle colline in mezzo ai boschi e da lassù c'è una bellissima vista sul lago e sulle alpi: immagino che con una giornata di sole debba essere davvero da togliere il fiato. Inoltre il museo temporaneamente ospitava una mostra su Pier Paolo Pasolini (Pier Paolo Pasolini - Qui je suis) davvero interessante, accompagnata da una rassegna cinematografica in città. In una stanza del museo venivano anche proiettati alcuni documenti filmati con interviste e spezzoni di film: è stato molto bello riguardare i Comizi d'amore raccolti fra la gente nell'Italia degli anni sessanta.

* Il mondo non mi vuole
più e non lo sa (P. P. Pasolini) *


Neuchâtel poi è una cittadina davvero graziosa attraversata da viuzze strette e per lo più in salita, le case hanno quasi tutte le finestre colorate e sono decorate spesso da piccoli trompe l'oeil... tutto sommato non mi dispiace non essere riuscita a vedere il museo, così ho una scusa per tornarci presto! La cosa buffa è che durante tutta la giornata ho continuato istintivamente a rispondere in tedesco alla gente che mi parlava in francese, mettendomi così nei guai, visto che tutti passavano subito a parlarmi in tedesco, convinti che fossi in grado di parlarlo bene... ho perfino risposto ad un signore che mi si rivolgeva in francese la mia tipica frase di quando non capisco: "Entschuldigung, ich spreche nur ein bisschen Deutsch!" (mi scusi, parlo solo un po' di tedesco)... credo che abbia pensato che fossi pazza! La prossima volta devo cercare di controllare un po' la mia confusione linguistica...




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