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domenica 20 gennaio 2013

Tarte di pere e mandorle... per il nostro cuccioletto

Ho poco tempo per cucinare, ma, soprattutto, avevo poco tempo e poca concentrazione per scrivere, di me, di noi... Spero che le cose cambino (vorrei cambiare). Mi sono ripromessa di dedicarmi di più alle cose che mi piacciono e che mi fanno stare bene, perché suscitano in me delle emozioni positive, e mi fanno sentire in equilibrio, seppur instabile, con me stessa. Vorrei dare più spazio alle emozioni che sono la voce dell' anima... E farle emergere, senza soffocarle più... 

"La vita non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace".

Cesare Pavese. Il mestiere di vivere 

Il 2013 ci ha regalato una grande emozione: è arrivata Anita! 

E con lei la gioia, la sorpresa, la speranza, l'entusiasmo per ogni suo piccolo gesto quotidiano che è l'inizio di una nuova vita e che ci riporta indietro nel tempo, inevitabilmente, a ripercorrere il suo stesso cammino di bambina, ma che ci proietta anche in avanti, nel futuro, perché con lei, attraverso i suoi occhi, la sua voce, le sue emozioni, la nostra vita sarà densa di sorprese e nuove esperienze...


E per festeggiare la piccola Anni, futura AiutoCuoca di mamma e zia, sono ritornata ufficialmente foodblogger e ho preparato questa tarte con crumble di pasta frolla e mandorle. Soffice e quasi cremoso, il ripieno di pere, croccante e sbriciolosa fuori. Un contrasto davvero particolare e buonissimo. Provatela!
  

Tarte di pere e mandorle

Preparazione 20 minuti + riposo in frigorifero (30')
Cottura 40 minuti
Porzione 450 calorie

Ingredienti per 8 persone

Per la base: *180 g di farina *1 cucchiaino di lievito vanigliato in polvere * 1 uovo *1 tuorlo *30 g di zucchero (io ho usato quello di canna) *80 g di burro *sale
Per il ripieno: *4 pere Kaiser *40 g di mandorle in polvere (io ho usato la granella di pistacchi non salati) *1 limone *30 g di zucchero (io non l'ho messo, a dire il vero, l'ho dimenticato!)
Per le briciole: *90 g di farina *80 g di burro *80 g di zucchero di canna *80 g di mandorle con la buccia *zucchero a velo

1 Setacciate la farina con il lievito e trasferitela nel mixer con lo zucchero, un pizzico di sale e il burro a dadini; azionate l'apparecchio fino alla formazione di un composto a briciole. Unite l'uovo e il tuorlo e frullate fino ad ottenere una palla di pasta omogenea. Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo 30 minuti.

2 Nel frattempo sbucciate le pere, tagliatele a metà, eliminate il torsolo, riducetele a fettine sottili e mescolatele con il succo del limone, lo zucchero, la scorza dell'arancia grattugiata e le mandorle in polvere. Riprendete la frolla e stendetela in una sfoglia dello spessore di 1/2 cm scarso; rivestite fondo e bordi di uno stampo da crostata di 22 cm di diametro con il fondo staccabile, bucherallate la pasta con una forchetta ed eliminate quella eccedente; riempite la base con le pere preparate e livellate la superficie.

3 Lavorate la farina con lo zucchero di canna e il burro tagliato a dadini fino ad ottenere un composto a briciole, unite le mandorle tritate grossolanamente e distribuite il composto sulle pere. Cuocete la torta nella parte bassa del forno caldo a 180ºC per circa 40 minuti, lasciatela intiepidire, trasferitela su una gratella per dolci e fatela raffreddare. Spolverizzatela con poco zucchero a velo e servite.

Tratto da Sale&Pepe, Gennaio 2013

domenica 16 dicembre 2012

crostata morbida alle pere e cioccolato per R.

Domani è il compleanno di R. (l'ultimo che festeggiamo solo in 2, l'unico quasi in 3!).
Per l'occasione ho preparato una variante più invernale della (buonissima!) crostata morbida di albicocca, sostituendo le albicocche con le pere e aggiungendo il cioccolato a scagliette. Sono davvero molto soddisfatta del risultato!
Riscrivo qui la ricetta con le varianti:

Ingredienti per uno stampo da 24 cm
* 200g di farina tipo 0 * 50g di mandorle tritate * 80g di zucchero di canna (+ un po' per la glassatura) * 100g di burro a temperatura ambiente * 2 uova * ½ bustina di lievito per dolci * ½ cucchiaino di estratto di vaniglia * 2 pere piccole (io ho usato le Gute Luise) * zucchero a velo * 40g di cioccolato fondente 85% tritato grossolanamente

crostata morbida pere & cioccolato


Preparazione
1 In una ciotola lavorate il burro con la farina e aggiungete mano a mano gli altri ingredienti (tutti tranne le pere e lo zucchero a velo): l’impasto dovrà presentarsi simile a quello della pasta frolla ma molto più appiccicoso.
2 Stendete l'impasto in uno stampo per crostate (unto e infarinato, o rivestito di carta da forno) dal bordo non troppo basso (a questo punto sembra che la pasta resti troppo bassa, ma non vi preoccupate, lieviterà molto). Sistemate (affondandole leggermente) le mezze pere e distribuite sopra dello zucchero di canna. 

3 Infornate a 180°C per 35-40 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare; infine spolverizzare con lo zucchero a velo.





ho sceso
verso di E. Montale
-11

venerdì 14 dicembre 2012

Biscotti screpolati di "Fico e Uva"

Finalmente ieri ho finito il grosso del lavoro che volevo concludere prima delle vacanze di Natale e del congedo maternità (che qui in Svizzera inizia il giorno della nascita!). Ormai - fra pancia, sciatica e ghiaccio sui marciapiedi - mi trascino in giro un po' come una tartaruga (ma con il guscio davanti!) e non vedo l'ora di poter stare a casa per un po'! 
Ora che mi sento un po' più libera e rilassata, mi è perfino venuta voglia di rimettermi a cucinare! Così, per coccolarci un po', ho preparato dei biscottini al cioccolato da mangiare al calduccio di casa, mentre fuori è tutto bianco!
Ho trovato questa buonissima ricetta sul blog di Fico & Uva (se non lo conoscete, vi consiglio di farci un giro, è davvero bello!) e l'ho un po' modificata. Risultato ottimo, anche se i miei biscottini son meno belli (e meno screpolati) degli originali!


biscottini screpolati di Fico & Uva
Biscotti "screpolati"
Tempo di preparazione: 25 minuti + 2 ore di riposo
Tempo di cottura: 12 minuti

Ingredienti 


* 225g di cioccolato fondente 70% (io ne ho usato metà al 72% e metà all'80%)
* 125g di burro
* 300g di zucchero di canna muscovado (grezzo)
* 2 uova di gallina felice
* 1 cucchiaino di aroma di vaniglia
* 150g di farina
* 50g di cacao amaro
* 2 cucchiaini di lievito in polvere
* 1 pizzico di sale
* 2-3 cucchiai di latte
* 75g di gocce di cioccolato bianco (io invece ho messo le mandorle a scaglie)


Preparazione

1 Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare per un po'.

2 Lavorate il burro con lo zucchero finché il composto non diventa soffice, quindi aggiungete, poco per volta, le due uova leggermente sbattute, incorporate il cucchiaino di aroma di vaniglia ed il cioccolato fuso.

3 Setacciate la farina, il cacao e lo lievito in polvere, unitelo al composto prepararato con un pizzico di sale, mescolate con vigore aiutandovi con due o tre cucchiai di latte, e per ultimo aggiungete le gocce di cioccolato bianco.
Coprite e lasciate riposare in frigorifero per un paio di ore (io l'ho lasciato per mezz'ora sul davanzale, in questi giorni si gela!).

4 Preparate un contenitore con zucchero a velo, prendete il composto e, con i palmi delle mani, formate delle palline di grandezza simile ad una piccola noce, passateli nello zucchero a velo e appoggiatele, distanziate fra di loro, su di una placca ricoperta di carta da forno. In forno sul ripiano centrale cuoceranno in 12 minuti a 180 gradi.

Ricetta tratta da ficosecco ♡ uvapassa 
 che a loro volta hanno preso dal libro  
"Lunedì senza carne - il ricettario" menù vegetariani 
di Paul, Stella e Mary McCartney.





aiuto cuoca in arrivo...









domenica 5 febbraio 2012

150 manières d'accomoder les sardines

Come anticipato in uno degli ultimi post, la gita a Losanna ci ha riservato una bella sorpresa: nel quartiere più centrale della città, non lontano dalla cattedrale, ci siamo imbattute in una deliziosa libreria specializzata in volumi (antichi e moderni) di cucina: la librairie Gastéréa (Rue Cité-Derrière 3, CH-1005 Lausanne).

Librairie Gastéréa, Losanna
Librairie Gastéréa, Losanna


Un posto davvero carino e suggestivo, con un' ampia collezione di libri antichi (per lo più in francese, ma anche nelle altre lingue della Svizzera e in inglese) e una piccola sezione di libri moderni e di manuali di cucina svizzera. Ci vorrebbe un posto così in ogni città!
La mia golosità per i pesciolini (alici e sardine in particolare) mi ha fatto soffermare in particolare su un volume del 1898 intitolato "150 manières d'accomoder les Sardines" (vedi foto qui sopra!)... e (sorpresa!) Ru se ne è ricordato e me l'ha regalato per il mio compleanno, ordinandone una ristampa moderna da una libreria della Provenza!!
copertina originale di150 manières d'accommoder les sardines,
di A. Caillat (chef de cuisine) Ed. Colbert, Marseille 1898.


È un libro antico di cucina, molto diverso da quelli a cui siamo abituati e pur nell'edizione moderna, conserva il fascino del libro di altri tempi. Le ricette sono numerate, non c'è la lista di ingredienti all'inizio, dosi e istruzioni sono un po' vaghe, lasciando spazio alla fantasia e alla voglia di sperimentare del lettore. Le poche illustrazioni presenti sono dei disegni a china.

Eccomi quindi subito a provare la prima ricetta:

Bouillabaisse* de sardines (formule n. 4)
Non ho trovato le sardine, quindi l'ho sperimentata con le alici. Riporto qui gli ingredienti secondo le dosi usate da me (ho cercato il più possibile di seguire la ricetta originale):

Ingredienti (per circa 4 persone)
* 500g di alici (una dozzina e mezzo di sarde molto fresche secondo Caillat)
* 2 cipolle
* un pomodoro
* olio extravergine d'oliva
* 2 spicchi d'aglio
* pepe & sale
* un rametto di finocchietto (io ho usato una manciata di semi)
* un po' di scorza di arancia
* un bicchiere di vino bianco
* un pizzico di zafferano
* una foglia d'alloro
* una fetta di pane per ciascun piatto

bouillabaisse de 'Sardines'

Preparazione
1 Pulite le sardine.
2 Tagliate sottilmente le cipolle e fatele rosolare nell'olio. Tagliate anche il pomodoro e aggiungetelo. Quindi unite due grossi spicchi d'aglio, una foglia di alloro, un rametto di finocchietto, un po' di scorzette d'arancia, sale e pepe.
3 Diluite con 3/4 di litro d'acqua e un bicchiere di vino bianco. Fate bollire e quindi aggiungete le sardine e lo zafferano. Dopo 7 o 8 minuti di bollore a fuoco vivo, togliete dal fornello.
4 Separate il grosso delle sardine dal brodo. Versate il brodo su una fetta di pane nel piatto fondo e stendete le sardine su un piatto piano. Insaporite tutto con del prezzemolo fresco e servite caldo.


* la bouillabaisse è piatto provenzale (originario di Marsiglia):
Originariamente si trattava di un piatto dei pescatori che, scegliendo il pesce destinato alla vendita, mettevano da parte certi pezzi da preparare per sé e per la propria famiglia. È dunque un piatto semplice e familiare che, nel corso degli anni, è stato perfezionato e che può compredere ora un fondo di cottura e anche dei crostacei. Generalmente la Bouillabaisse viene servita in 2 piatti differenti: il pesce da una parte, il brodo su un fornelletto scaldavivande. Secondo il gusto personale, i due componenti possono essere mescolati in un piatto fondo o serviti a parte. [...]


mercoledì 8 giugno 2011

campi (e ricottine) di fragole

Domenica durante una piccola tregua dal tempo quasi autunnale di questi giorni, siamo stati al campo di fragole (lo so, sono dipendente dalla raccolta delle fragole in questo periodo dell'anno!).

strawberry field

Nonostante il temporale incombesse a tratti minaccioso sopra le nostre teste, siamo riusciti a raccoglierne quasi un chilo...

strawberry field



... quindi, per smaltirle, ne ho fatto questi piccoli dessert (ho trovato la ricetta nella cucina di Calycanthus):

ricottine alla fragola
Ingredienti
* 250 g di ricotta
* una decina di fragole piccole
* 2-3 cucchiai di zucchero a velo



Preparazione
1 Frullate le fragole e unitele allo zucchero a velo; quindi amalgamate bene alla ricotta (meglio se setacciata).
2 Stendete la carta da forno su una griglietta e appoggiateci sopra le formine. Versate la crema di ricotta e fragole premendo bene, fate dei buchini sulla carta (in modo da far scolare il liquido) e infornate in forno già caldo a 150 gradi per circa 20 minuti. (Io invece le ho fatte nei pirottini da soufflé).
3 Lasciate raffreddare, togliete dalle forme e decorate.

ricetta tratta da la cucina di Calycanthus

È una ricetta semplice e veloce, ma buonissima (e non soltanto per la mia fissazione per i dolci di ricotta e per la raccolta delle fragole!).

lunedì 16 agosto 2010

crostata morbida di albicocche

Ma è davvero ferragosto? Le temperature rigide e la pioggia torrenziale di questi giorni me lo hanno fatto dimenticare!
Per fortuna sabato siamo riusciti comunque a fare una passeggiata bucolica con Jessica e Lucio per le campagne svizzere, fra campi di girasoli dalle teste pesanti e fiori di camomilla profumati... non c'era proprio il sole, ma ci siamo accontentati!
Tornati a casa con un po' di fame abbiamo fatto merenda (aziendale) con questa buonissima torta di albicocche che avevo preparato, sempre in diretta con VerA, assieme alla tatin di pomodori. Infatti, da quando ha il suo nuovo forno con mille funzioni, VerA non riesce più a fermarsi dal preparare torte dolci, torte salate, pizze, focacce... e mi è difficile starle dietro!
La ricetta di questo dolce è tratta dal blog di Panemiele ed è davvero squisita! Facile da preparare e anche relativamente veloce (soprattutto con il super-forno di VerA!!): di sicuro fra le torte più risciute che abbia mai preparato!

Ingredienti per uno stampo da 24 cm
* 200 gr di farina tipo 0 * 50 gr di mandorle ridotte in farina * 80 gr di zucchero semolato o di canna * 100 gr di burro a temperatura ambiente * 2 uova * ½ bustina di lievito per dolci * ½ cucchiaino di estratto di vaniglia * albicocche mature * zucchero a velo

torta di albicocche


Preparazione
1 In una ciotola lavorare il burro con la farina e aggiungere mano a mano gli altri ingredienti: l’impasto dovrà presentarsi simile a quello della pasta frolla ma molto più appiccicoso.

2 Stenderlo in uno stampo per crostate (unto e infarinato, o rivestito di carta da forno) dal bordo non troppo basso. Cospargere di zucchero, sistemare (affondandole leggermente) le mezze albicocche e distribuire sopra ancora dell’altro zucchero (io ho usato quello di canna grezzo). 

torta di albicocche

3 Infornare a 180° per 35-40 minuti. Sfornare e far raffreddare, infine spolverizzare con zucchero a velo.
ricetta tratta dal blog di Panemiele





girasoli+camomilla

venerdì 13 agosto 2010

tarte tatin di pomodori farciti con briciole, pinoli e aromi

Questo fine settimana verranno a trovarmi Jessica e Lucio di ritorno dalle vacanze, come l'anno scorso. Per non dover troppo spignattare al loro arrivo, ho pensato di preparare una torta salata già stasera [ndr: giovedì], assieme a VerA, in diretta videochat fra Zurigo e Padova. Facendo un po' d'ordine nella nostra blogroll, abbiamo scovato questa ricetta sul blog di Cipollina in agrodolce, tratta da Sale&Pepe, che era sfuggita alla selezione di ricette di Vera, dato che quel numero della rivista risale al periodo in cui era negli Stati Uniti (meno male, dico io! Se no si sarebbe aggiunta al numero infinito di bozze - quasi tutte di Vera - che intasano il nostro blog!... scherzo Vera!).
È davvero una ricetta strepitosa, è solo un po' laborioso svuotare e poi farcire i pomodori e un po' pericoloso rigirarla sul finale, ma ne vale davvero la pena!

tatin di pomodoriIngredienti per 8 persone
* una confezione di sfoglia rustica
* 10 pomodori ramati
* 6 fette di pane in cassetta di semola di grano duro
* 4 spicchi d’aglio
* 1 limone
* 2 cucchiai di pinoli
* basilico
* prezzemolo
* 1 cucchiaio di zucchero
* olio evo
* sale & pepe



Preparazione
1 Incidete i pomodori a croce. Scottateli in acqua bollente, scolateli e tuffateli in acqua fredda. Sbucciateli, svuotateli, salateli dentro e fuori e lasciateli sgocciolare capovolti per 10 minuti.

tatin di pomodori

2 Togliete la crosta alle fette di pane, frullatele nel mixer e friggetele in una padella antiaderente con tre cucchiai d’olio. Mescolate le briciole croccanti con l’aglio e il prezzemolo tritati, la scorza grattugiata del limone, i pinoli, sale e pepe. Farcite i pomodori con composto di briciole e foglie di basilico.

3 Scaldate sul fuoco una teglia con un cucchiaio di olio, cuocetevi i pomodori con il ripieno verso l’alto per 5 minuti e poi unite lo zucchero.

4 Bucherellate la pasta, adagiatela sui pomodori e ripiegate i bordi nella teglia. Cuocete in forno caldo a 200º C per 30 minuti. Rovesciate la tatin su un piatto. Se vi piace, servite con la stracciatella di mozzarella (ahimé... non ce l'abbiamo!).


tratto da Sale&Pepe Luglio 2009

venerdì 4 giugno 2010

buridda di seppie

Anche questa settimana ho trovato i piselli freschi, così mi sono messa a cercare una ricetta per prepararli con le seppie e mi sono imbattuta in un tipico piatto ligure: la buridda.  La buridda è un piatto a base di molluschi in umido con le verdure: non l'ho mai assaggiato e quindi non so bene come debba venire; comunque il mio risultato mi ha soddisfatta molto. Lo abbiamo mangiato con il cucchiaio ed il pane dentro ad un piatto fondo, ma penso che potrebbe stare molto bene anche con la polenta.
Ho tratto la ricetta da qui, anche se ho riadattato le dosi.

 Ingredienti
* 6 seppie medie
* 3 pomodori maturi
* 400g di piselli
* qualche pistillo di zafferano
* 1 cipolla
* 2 spicchi d'aglio
* 1 acciuga sotto sale
* un po' di prezzemolo
* mezzo bicchiere di vino bianco
* olio extra vergine di oliva


Preparazione
1 Pulite le seppie, tagliatele a striscioline e rosolatele in una padella insieme all'aglio, la cipolla tritata e un'acciuga sotto sale (dissalatela prima sotto l'acqua per qualche minuto). 

2 Aggiungete i pomodori tagliati a fettine, il vino bianco e qualche pistillo di zafferano, incoperchiate e cuocete per circa un'ora (finché le seppie non siano abbastanza tenere; io per accorciare i tempi ho usato la pentola a pressione).

3 Aggiungete i piselli, aggiustate di sale pepe e cuocete per altri 20 minuti sempre con il coperchio. Prima di servire, aggiungete un po' di prezzemolo.

buridda con le seppie




In un raptus di voglia di novità ho pensato di fare un nuovo header per il blog: mi piacerebbe molto imparare il linguaggio html seriamente per poter personalizzare il blog il più possibile, ma il tempo è sempre poco... volevo ringraziare Amanda, la proprietaria del sito kevinandamanda.com, per i bellissimi font che mette a disposizione di tutti e con i quali ho fatto il nuovo header.







I get the cutest scrapbooking fonts at Free Scrapbook Fonts! kevinandamanda.com/fonts            I get the cutest handwriting fonts at Fonts for Peas! kevinandamanda.com/fonts





domenica 30 maggio 2010

granita alla mandorla

Da quando, alcuni anni fa, siamo stati alle isole Eolie, continuo a ripensare alla squisita granita di mandorle che bevevamo ogni mattina per colazione: fresca, dolce, cremosa, con i pezzettini di mandorla che si sentivano sotto i denti... mmh...
...e finalmente il sogno di riprodurla si è avverato! Infatti ho trovato la pasta di mandorle alla bottega equo-solidale (in Italia) prodotta dal laboratorio dolciario casa don Puglisi di Modica. È la prima volta che la trovo in un negozio del nord Italia e pensare che l'ho sempre cercata!

Per fare la granita in casa basta avere la pasta di mandorle, un freezer e un po' di pazienza!

Nota: In alternativa la granita può anche essere fatta con il latte di madorla, ma secondo me con la pasta di mandorle viene molto meglio perché si può scegliere la densità desiderata e rimane qualche pezzettino qua e là... oltre al fatto che la pasta di mandorle non contiene additivi e conservanti e, se non viene sciolta, si mantiene per mesi.


granita alla mandorla

granita alla mandorla
Ingredienti
125g di pasta di mandorle + 0.5l d'acqua

Preparazione
1 Sciogliete 125g di pasta di mandorle in circa mezzo litro di acqua bollente e lasciate raffreddare. Sulla confezione da 250g suggerivano di usare 1.5l di acqua, ma dato che a me piace un po' densa ho diminuito la dose di acqua.
2 A questo punto avete prodotto il latte di mandorla che dovrete consumare entro 48 ore. Per fare la granita ho seguito il procediemento già utilizzato per la granita di pomodoro di Moscerino: mettete il composto in un contenitore e riponetelo nel freezer; mescolatelo all'incirca ogni 30 minuti, per rompere i cristalli di ghiaccio che si andranno formando. Fate attenzione che non solidifichi completamente. Quando avrà raggiunto la consistenza desiderata, servitelo!
Se si solidifica troppo, oppure se ne avanza e la volete riutilizzare il giorno dopo, tiratela fuori dal freezer e lasciatela scongelare, controllandola e rimescolandola di tanto in tanto per rompere i cristalli.

lunedì 17 maggio 2010

il mio "orto" e il passato di triglie

Forse oggi [ndA: ieri] pomeriggio il sole finalmente si sta facendo timidamente vedere: ormai non speravo più che finisse questa stagione delle piogge!
Per festeggiare ho deciso di darmi un po' al "giardinaggio". Dico giardinaggio tra virgolette perché in realtà tutto quello di cui dispongo è un balconcino al pian terreno di due metri e mezzo per uno... ho provato a colonizzare con qualche piantina il giardino condominiale, a cui posso accedere con un cancelletto direttamente dal balcone, ma tutti i tentativi finora sono stati fallimentari. Solo il mio storico nontiscordardime (che mi segue ormai da almeno 6-7 anni in tutti i miei traslochi e che è sopravvissuto ad una caduta dal secondo piano e ad ormai 3 inverni svizzeri) è riuscito dove io non ho potuto e adesso sul prato in primavera fanno capolino un gruppetto di suoi "figli".

Nonostante le ristrettezze quest'anno ho deciso di fare un mini orticello e ho piantato alcune piante di pomodorini, alcuni peperoncini e il finocchietto.

orto 2


Se a questo aggiungiamo il timo, la menta (anche lei mia inseparabile compagna di viaggio da 6-7 anni), l'erba cipollina, il basilico e la lavanda, la mia produzione forse non sarà poi così misera. Spero a fine estate di riuscire a fare almeno un'insalata con i prodotti del mio balcone e ovviamente la posterò sul blog!


orto 1


Ma forse mi sono dilungata un po' troppo a parlare del mio mini orto, quindi è meglio passare alla ricetta! Questa settimana ho trovato al banco del pesce le triglie già sfilettate (lo so che ad una persona normale basterebbe chiedere al commesso di farlo, ma le mie conoscenze linguistiche ancora non me lo permettono!), così ho provato a fare una delle tante ricette che tenevo "in bozza" perché non ero in grado di pulire le triglie da sola! Si tratta di una sorta di zuppa di triglie tratta dal libro di Slow Food con le ricette di pesce delle osterie d'Italia: è davvero buonissima e anche semplice da preparare (una volta pulite le triglie)!



Passato di triglie

passato di triglie 2
Ingredienti
* 4.5 etti di triglie
* 1 patata
* 2 pomodorini
* 1 carota
* 1 gambo di sedano
* 2 cipolle
* 4 spicchi d'aglio
* 1/2 cucchiaio di semi di finocchio
* 1/2 cucchiaio di origano
* brodo vegetale (ma io ho usato quello di pesce)
* 1 bicchiere di vino rosso
* 4 crostini di pane
* olio extravergine d'oliva
* sale & pepe
* peperoncino macinato (facoltativo)

Preparazione
1 Tritate finemente le carote, le cipolle e il sedano e fateli soffriggere. Il soffritto, commenta Stefano Picchi (il cuoco dell'osteria Il Cibreo di Firenze da cui proviene questa ricetta), ha tre momenti cromatici: l'oro, il rame e il bronzo. Nel momento in cui sta per passare dalla seconda alla terza fase, va fermato con un bicchiere di vino rosso.

2 A questo punto aggiungete gli spicchi d'aglio interi, i semi di finocchietto e l'origano. Quindi è la volta delle triglie debitamente pulite, salate e pepate. Chi ama il piccante potrà anche aggiungere del peperoncino, io non l'ho fatto per non coprire il sapore del pesce.

3 Unite poi la patata, fondamentale per esaltare i profumi del piatto, e i pomodorini (la ricetta dice di varietà fiorentina [?] o comunque non pachino).

4 Versate il brodo vegetale (io ho usato del brodo di pesce che avevo in casa) fino a coprire la preparazione e fate bollire per una ventina di minuti.

5 Passate il tutto e servite con un filo d'olio crudo e dei crostini di pane.

passato di triglie


ricetta tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

Approfitto di questo post per fare tanti auguri di buon compleanno alla mia mamma!!!

sabato 15 maggio 2010

crema di piselli con pancetta

Nonostante quest'anno il Böögg* sia esploso in meno di 13 minuti, prevedendo un'estate mite, la primavera sembra proprio farsi desiderare! Qui piove sempre e la temperatura raramente supera i 10 gradi: quindi cosa c'è di meglio di una zuppa a base di piselli freschi? 

Sgranare i piselli dai bacelli mi fa tornare indietro nel tempo, a quando ero piccola e mi piaceva moltissimo (chissà come mai!?) farlo assieme a mia mamma. Erano tanti anni che non mi capitava di preparare i piselli freschi: ripetere questo gesto e sentire il rumore dei pisellini che rimbalzano da tutte le parti mi fa sentire come se il tempo non fosse passato!
* il pupazzo di neve che viene simbolicamente bruciato a Zurigo all'inizio della primavera per prevedere il tempo dell'estate e per salutare l'inverno.


piselli
Ingredienti
* 200g di piselli freschi (decorticati)
* 200g di porri 
* 100g di carote
* 1 cipolla
* alcuni cubetti di pancetta (la ricetta originale prevedeva due fettine di pancetta affumicata)
* timo & alloro
* sale & pepe
* olio extravergine d'oliva



Preparazione
1 Lavate le verdure sbucciatele e affettatele finemente. Sciacquate i piselli con acqua fredda.

2 Rosolate a fuoco dolce la cipolla e i porri per 5 minuti.

3 Unite l'acqua, i piselli, le carote, il timo e l'alloro. Salate leggermente e pepate. Cuocete per circa 30 minuti (oppure per una decina di minuti in pentola a pressione).

4 Nel frattempo rosolate la pancetta in una padella finché non sarà croccante e mettetela da parte.

zuppa di piselli


5 Quando i piselli saranno teneri, frullate la zuppa. Aggiustate il sale e il pepe e unite la pancetta prima di servire. Il contrasto fra il dolce dei piselli freschi e il salato della pancetta rende questa ricetta molto particolare!




domenica 14 febbraio 2010

Bagnùn di acciughe

Presa dall'entusiasmo per il libro di zuppe che mi ha regalato mia mamma, non potevo lasciarmi sfuggire quest'altro: Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia), Slow Food Editore (2004). Questo libro contiene le schede di oltre 150 varietà di creature acquatiche, descritte nelle loro caratteristiche morfologiche e 'raccontate' ripercorrendone l'evoluzione, le tecniche di cattura, gli usi gastronomici, aneddoti e curiosità. A seguire, le ricette tradizionali più rappresentative, dettate da chi le esegue quotidianamente (cuoche e cuochi di osterie e ristoranti, massaie, pescatori) ed esposte con una precisione che le rende facilmente realizzabili anche ai non esperti. I lettori che si dilettano di cucina potranno così 'mettere in pentola' non solo aragoste e cozze, cefali e orate, ma esemplari di cui forse non sospettano neppure l'esistenza e che svelano un aspetto inedito della pur celebrata cucina di pesce italiana. Una serie di capitoli introduttivi al ricettario, inoltre, raccoglie utili informazioni sullo stato dei mari, dei fiumi e dei laghi, la storia della pesca e dell'acquacoltura, le modalità di scelta e di pulizia, le preparazioni di base, i principali mercati ittici del nostro Paese [dal sito di Slow Food Editore]. 

Per inaugurare il libro, non potevo che cominciare con le alici, per le quali, come ormai tutti avete capito, ho un debole! Questa volta in versione zuppa:





Bagnùn di acciughe
dell'Osteria dell'Acquasanta, Acquasanta di Mele (Genova)
ricetta tratta dal libro "Il pesce - 600 piatti di mare (in Ricette di Osterie d'Italia)"
Slow Food Editore, 2004

 
Bagnùn di acciughe


Ingredienti (per 4 persone)

* 500g di alici fresche
* 500g di pomodori maturi (io ho usato la conserva di mio papà)
* una carota
* 1/2 cipolla 
* 1 spicchio d'aglio
* un ciuffo di prezzemolo
* una presa di origano 
* 1/2 bicchiere di vino bianco secco  
* olio extravergine d'oliva
* 1l di brodo di pesce
* sale



Preparazione (1h e 1/4)
1 Pulite le acciughe, privatele delle teste, diliscatele e lavatele con cura. 

2 Preparate un trito con prezzemolo, cipolla, aglio e carota. Fatelo rosolare in olio in un tegame preferibilmente di terracotta. Sfumate con il vino, quindi unite i pomodori precedentemente pelati e tritati.



Bagnùn di acciughe


3 Trascorsi 20 minuti, allungate con un litro d'acqua (o brodo di pesce) e lasciate cuocere ancora per un quarto d'ora. 

4 Infine aggiungete le acciughe e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Condite con sale e origano e servite con crostini all'aglio, tostati, ma non troppo.



Bagnùn di acciughe



Inutile dire che era squisita!

...e come antipasto ho preparato una morbidissima focaccia ispirata alla ricetta di Anice&Cannella, come l'avevamo preparata assieme io e VerA, ma condita con alici sott'olio (che si sciolgono tutte nel forno...), olio e olive taggiasche.



focaccia alici


domenica 20 dicembre 2009

Pranzo pre-Natalizio

Quest'anno io e Ru passeremo il giorno di Natale assieme (...e anche con VerA!), cionostante (anche quest'anno) abbiamo preparato un pranzetto prenatalizio per noi due a base di pesce:

PriMo




SecoNDo 
calamari ripieni di provola filante di Antonia (ricetta tratta da Anice&Cannella).


(quelli di Paoletta sono più fotogenici dei miei!)
Ingredienti (per 2):
* 6 calamari
* provola (circa 100g)
* pane grattuggiato
* olio exra vergine di oliva
* 1 spicchio d'aglio
* un ciuffetto di prezzemolo
* sale & pepe


1 Pulite i calamari e tagliate ogni sacca in 2-3 pezzi, a seconda della dimensione.
2 In una ciotola mescolate il pane grattuggiato con un trito di aglio e prezzemolo, un filo d'olio, sale e pepe.
3 Intingetevi gli anelli di calamari in modo da far attaccare il composto.
4 Tagliate la provola a pezzetti grandi più o meno quando gli anelli e infilate un pezzetto dentro ciascun anello.
5 Disponete in una teglia oliata e mettere in forno a 180° per 15-20'. Servite subito!


CoNTorNo




PaSSeGGiAtA DiGeStivA
a Baden




 * + * + * + * +
                  
BuoNe FeSte!
JoyeuX NoëL!
FeLiz NaViDaD! 
MeRRy ChRisTmaS!
FRöhLiChe WeihNAchteN! 
 

 * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * + * +

martedì 10 novembre 2009

Menù antirazzista #2: La società del moussakàs

Ecco qui un altro menù antirazzista di Helene Paraskeva tratto da Internazionale, questa volta si tratta di un parallelo tra l'amalgama di sapori della moussakàs e la ricchezza di una società multiculturale.
Helene Paraskeva è una scrittrice nata ad Atene. Vive a Roma dal 1975. Questa è la seconda puntata della sua serie Menù antirazzista.

Per descrivere i processi d’integrazione tra etnie i sociologi usano diverse metafore. Per esempio, la società statunitense, formata da immigrati provenienti da tutto il mondo in epoche diverse e assimilati a un modello culturale unico, era paragonata a un crogiolo, il famoso melting pot. Altri esperti usano la metafora culinaria della salad bowl, l’insalatiera con vari tipi di verdure che, condite insieme, hanno un sapore armonioso.
Anche il moussakàs, piatto completo dal sapore unico (anzi, epico), può essere paragonato a una società in evoluzione, che passa dal modello multiculturale a quello interculturale. Per la preparazione del moussakàs bisogna disporre in una teglia tre strati di cibi differenti, cucinati in maniera diversa. Il primo strato è di melanzane fritte, anche se alcuni usano le patate. Sopra, dopo una spolverata di parmigiano, si mette uno strato di ragù e infine, dopo un’altra spolverata di parmigiano, si aggiunge la besciamella.
Il moussakàs è multiculturale perché i suoi ingredienti vengono da diverse parti del mondo. La melanzana è d’origine asiatica, la patata proviene dagli altopiani andini, il pomodoro – che gli aztechi chiamavano tomatl – viene dall’America centrale, il parmigiano è italiano, la besciamella è una salsa raffinata d’ideazione francese e la carne macinata del ragù è la migliore, quella del luogo. L’olio di oliva non può che essere mediterraneo. Quando gli strati sono pronti, si mette tutto in forno per circa mezz’ora.
Oltre a essere multiculturale, il moussakàs è l’esempio concreto di una società interculturale. I suoi ingredienti non sono schiacciati, spremuti o pestati. I componenti di questa società comunicano tra loro senza perdere identità, pur essendo di origini diverse. Ogni ingrediente è insaporito dall’olio di oliva, che mette in relazione i diversi sapori e ne facilita la convivenza.
Si dice del moussakàs che diventa migliore il giorno dopo la cottura. L’interculturalità è un processo che ha bisogno di tempo per crescere e maturare. Ma, intanto, bisogna cominciare.
Helene Paraskeva

testo e immagine tratti da nuovi italiani in Internazionale.it
pubblicato su Internazionale n. 819, anno 16, 30 ottobre/5 novembre 2009
(grazie a Helene Paraskeva che ci ha dato la possibilità di pubblicare questo brano sul nostro blog)

Creative Commons Licensearticolo soggetto a licenza Creative Commons



Ovviamente non potevo che abbinare questa citazione alla ricetta della moussakàs (io l'ho preparata sia con le patate che con le melanzane, per non farmi mancare niente!).


Ingredienti (dosi ridotte, per circa 3-4 persone)

1 melanzana rotonda * 300g di patate * 1 cipolla tritata * 300g di carne macinata * 1/2 tazza di vino bianco * 1/2 tazza di olio extravergine d'oliva * 1 pomodoro maturo * prezzemolo tritato * sale & pepe * besciamella (1 cucchiaio di farina, sale & pepe, 1 tazza di latte, 1 cucchiaio di burro, un pizzico di noce moscata) * parmigiano.


Preparazione
0. Besciamella: Fondere il burro in un pentolino, unire la farina e mescolare bene con un cucchiaio di legno. Abbassare la fiamma al minimo e aggiungere lentamente il latte, continuando a mescolare. Lasciar addensare la salsa, continuando a mescolare e condire con sale, pepe e noce moscata.

1. Tagliate la melanzana a dischi e friggetela in olio caldo. Quindi disponete le fette su un po' di carta assorbene.

2. Lavate e nettate le patate, affettatele e friggetele leggermente.

3. Scaldate l'olio e rosolare la cipolla con la carne macinata. Bagnate con il vino e fatelo evaporare; quindi aggiungete il pomodoro tagliato a pezzi, il prezzemolo, sale e pepe e lasciate sobbollire per circa 15 minuti.


4. Stendete le patate in una teglia, conditele con sale e pepe e disponetevi del parmigiano grattato, la carne tritata e uno strato di melanzane.

5. Coprite con la besciamella e lasciate cuocere in forno a calore moderato per circa 30-40 minuti.




ricetta tratta (e riadattata) da "300 ricette tradizionali della cucina greca",
Atene Summer Dreams editions.

in english: I'm too lazy to translate the recipe in english.. but you can find a similar one in english here!

domenica 27 settembre 2009

Sardine gratinate al timo e peperoncino

Finalmente domenica! E finalmente una domenica a casa in tranquillità dopo più di un mese che praticamente non succedeva... e a dire il vero non succederà più di nuovo per il prossimo mese!
Avevo proprio voglia di preparare un pranzetto domenicale come si deve: ieri al banco del pesce ho visto delle sardine davvero "paffute" e non ho saputo resistere, anche se non sapevo bene come prepararle! Come al solito non è stato facile ordinarle, ma questa volta la colpa non era (solo) del mio scarso tedesco: avevano perfino scambiato i cartellini delle alici (Sardellen) e delle sardine (Sardinen) per rendere il tutto più difficile!

Alla fine le ho preparate inventandomi una ricetta ad hoc, prendendo spunto da qualche piatto che avevo già preparato e aggiungendo un po' di fantasia: il risultato era davvero ottimo, quindi i miei sforzi linguistici sono stati premiati!



Ingredienti

* 10 sardine grandi

* pangrattato

* sale

* qualche cucchiaio di peperoncino in polvere

* qualche rametto di timo

* olio extravergine


Preparazione

1 Aprite le sardine a libro e pulitele, eliminando la testa, la lisca e le interiora e stando attenti a non romperle.

2 Mescolate in una tazza il pangrattato con il timo, il peperoncino, il sale e un po' d'olio.

3 Passate le sardine in questa panatura.

4 Preriscaldate il forno a 180° e cuocete le alici per 15 minuti.



Visto che io e VerA avevamo espresso il proposito di tradurre i post almeno in inglese, ecco che inizio subito, anche se non so se riuscirò a farlo tanto spesso... che fatica parlare di cucina in altre lingue!


in english:
Finally sunday! And finally a sunday at home, relaxing, after more then one month that it didn't happen... and actually it won't happen also in the next month!
I really wanted to cook a proper sunday meal: yesterday at the fish stand I saw some really "fat" sardines and I couldn't resist, even if I didn't know yet how to cook them!
As usually ordering them was not easy, but this time not (only) because of my poor german: they swapped the label of anchovies (Sardellen) with the one of sardines (Sardinen), in order to complicate my life!

At the end I invented an ad hoc recipe
, inspired by some old dish and using my fantasy: the result was really good, all my linguistic efforts have been recompensed!

Ingredients
*
10 sardines * breadcrumbs * salt * chili powder: 1 spoon * thyme * extra virgin olive oil

Procedure
1 Gut the sardines, removing the heads, the fishbone and the entrails.
2 Blend the breadcrumbs, the thyme leaves, the chili and the salt. Add the oil to obtain a wet compound.
3 Bread the fish with these compound.
4 Ovenbake for 10 minutes at 180ºC.



Piccolo glossario culinario multilingue (I - DE - EN):

interiora/frattaglie, f. plur. = die Innereien, f. p. = entrails, n. plur.
lisca, f. =
die Fischgräte, f. = fishbone, n.
pangrattato, m. = der Brösel, m. =
breadcrumbs, n. (plural)
pulire (sventrare) il pesce = ausnehmen den Fish = to gut the fish
timo, m. = der Thymian, m. = thyme, n.

(che glossario macabro oggi!)

i più cucinati della settimana

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